Stefano mi guarda e mi dice che non capisco il suo amore perché non ho mai provato niente di simile nella vita e, tre anni fa, me l’ha detto anche Elisa. Io, entrambe le volte, li ho guardati ridendo e dicendo: “sì, sì, sicuro è per questo, povera me!”, ma mi trattengo sempre dal dire loro che se non ho mai trovato qualcuno di cui innamorarmi, è perché in fondo proprio non lo voglio. Mi spiego meglio: la persona che può cambiare la vita è, essenzialmente, una persona a cui diamo un potere enorme, che idealizziamo. Io non idealizzo nessuno, siamo tutti poverissimi umani che si spingono e si fanno spazio in questo mondo. Alcune persone, le persone che poi diventano nostri amici, spingono nella nostra direzione o verso di noi (sicuramente per sbaglio), e si finisce per parlare: “ciao, anche tu verso quella parte?” “sì, anche io verso di là” “oh, ma come ti chiami? ti va se ci facciamo questi tre anni di strada vicini?” “ma sì dai, per passare un po’ il tempo”. Così. Accettando di passare quei tre anni vicini, si accetta di avere un amico. Ma accettare un amore vede in gioco tutt’altro, e a me quel genere di “altro” proprio non interessa.













