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ei gente, alla fine ho fatto una playlist con alcune delle canzoni che ho condiviso qui sopra, la aggiornerò man mano che mi capiterà di postarne baci a todess
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ei gente, alla fine ho fatto una playlist con alcune delle canzoni che ho condiviso qui sopra, la aggiornerò man mano che mi capiterà di postarne baci a todess
mentre scrivo la tesi di dottorato devo scrivere anche l'articolo per il blog del gruppo di ricerca, la recensione di un libro per una rivista di sociologia, e l'application per un bando. dal 26 ottobre smettono di pagarmi e quattro giorni dopo devo consegnare la tesi, il bando a cui applico è per un tutorato didattico di 20 ore (totali) da febbraio a settembre 2027 con uno stipendio (totale) di 600€, che sono 100€ al mese ed è inutile dirvi che non ci pago l'affitto. questa è l'unica opzione che c'è al momento. da novembre vorrei prendere la disoccupazione, e se il tutorato interferisce impedendomi di continuare a prenderla sarà divertente scoprire cosa mi invento. gli articoli, le recensioni etc etc non vengono pagati, servono perché così domani sul cv...così domani per i bandi...così domani alla selezione...così domani, così domani, e oggi se ne va sgobbando perché così forse domani.
Ti faccio una proposta che non potrai rifiutare 💡
A furia di riflettere sull’inglese antico, quest’oggi, sono arrivata alla non scontata conclusione che in molti non sanno di che cosa si tratti, come si legga, come si traduca e quanto questa lingua sia distante dall’inglese moderno, che tutti mastichiamo.
Vi piacerebbe allora partecipare ad un webinar disimpegnato di 45-50 minuti in cui ve ne do un assaggio?
Se ne parlerebbe per la fine di luglio, perché adesso sono molto occupata e, se siete interessati, allora vorrò preparare l’evento al meglio delle mie possibilità.
Attendo un vostro feedback 👀
diffondete la voce per farla arrivare a chi possa essere interessato! Avrei intenzione di organizzare un primo incontro su Zoom col formato obbligato di 40 minuti e poi, semmai, a distanza di alcuni giorni anche un secondo incontro, sia in base a quanto si arriva a dire nel primo, sia in base alle adesioni. Idealmente, sarebbe bello avere un gruppetto di almeno cinque persone. Alla fine della seconda occasione conterei di farvi fare dei piccoli esercizi di lettura, naturalmente solo per chi vorrà!
PS: non saranno graditi molestatori di vario genere né avances e simili. Chi dovesse avere comportamenti o richieste inadeguate, verrà subito espulso.
a quanto pare se soffri di ansia quella ti segue in capo al mondo, se soffri di dolore cronico la schiena ti farà male anche e soprattutto quando decidi di accollarti un trekking per raggiungere una spiaggia bellissima dalle onde violente. che poi violente è un concetto umano, sono violente solo perché non riesco a entrare e farmi il bagno sereno? io sono una creatura mediterranea e mentre penso a tutto questo le mie amiche abituate all'oceano sono entrate in acqua calcolando il momento esatto tra un'onda e l'altra, si muovono come fossero delle creature marine, come se i loro corpi fossero delle animate e morbide tavole da surf che si adagiano anziché lottare contro la corrente. a quanto pare essere cosciente fin dall'inizio che il tuo tempo in un posto è limitato non rende meno doloroso salutare le persone con cui crei legami significativi. così stringo bety che parte e torna quando io sarò tornato in italia mentre le dico "è stato bellissimo conoscerti". il lunedì dopo una domenica con le amiche e gli amici nella natura è veramente crudele, tornare alle magagne burocratiche delle cose che potrebbero essere semplicissime e invece gli umani violenti (loro sì) hanno deciso che devono essere difficili, allarmando il mio sciocco sistema nervoso che non distingue una mail da una pistola puntata alla tempia. all'ultima manif in cui abbiamo suonato una persona sullo zaino aveva una toppa con scritto "abolish the concept of art so that human creativity can be free" e mi è sembrata una cosa molto vera. le strutture che rendono la creatività arte sono le stesse che rendono la mia ricerca un lavoro. più vado avanti più questa cosa di lavorare mi sembra una violenza (anche stavolta non ho dubbio sia la parola giusta) bella e buona, ma chi vi ha chiesto niente? "devi partecipare alla società" ed è quello che vorrei fare, ma proprio il lavoro mi impedisce di partecipare alla vita del mio quartiere, prendermi cura del mio vicino, costruire qualcosa di pubblico, occuparmi delle altre persone. respiro e penso al mio sogno. da grande voglio una casa in appennino che sia una comune e una cooperativa con persone acciaccate da questo sistema che insieme si fanno forza e creano un modo alternativo di vivere, finché crepo i miei sogni saranno quelli di una zecca ventenne e non me ne vergogno. mi sta sul cazzo il dualismo sogno-realtà, perché la realtà è un incubo e io non ho intenzione di farmi ammazzare mentre dormo. e poi al mondo esistono già tante persone che hanno costruito e costruiscono altre realtà che sono verità materiali. raccontare che le alternative siano "solo" utopie serve a tenerci attaccati e impauriti. quando entro in questo loop di pensieri che mettono in discussione la mia esistenza la mia vita le mie azioni e decisioni, di solito sono per strada a fare una cosa normalissima per niente rivoluzionaria tipo andare a fare la spesa alla lidl. entro nel tunnel tanto fittamente quanto ne esco bruscamente. arriva la realizzazione di dove sono e mi dico vabbè ma quindi mo' che faccio? compro il latte, prendo sto dottorato e poi si vede. mi prende un po' male, ma come dicono le influencer guru io manifesto (in tutti i sensi), e a forza di manifestare spero prima o poi di arrivare a un qualche punto pure solamente vicino al mio sogno di liberazione.
stasera vengo a vederti in teatro per la performance che avete costruito nelle ultime settimane. ho preso il biglietto in prima fila e per una volta voglio provare a vestirmi decentemente senza sembrare un eterno quindicenne. ieri camminando ho notato che un minimarket vicino casa vende mazzi di fiori a 3€ e allora mi sono chiesto: dovrei portare dei fiori? si portano i fiori quando si va a vedere qualcunə su un palco, no? e mi rendo conto che è la prima volta che rifletto se portare o no dei fiori alla persona con cui esco, per una serata a teatro, per poi cenare con il tuo gruppo ed essere lì in qualità di una persona che esce con te, senza dubbi o distanze evitanti, senza l’amaro in bocca. solo il tuo amante, come ci piace dire, che viene a vederti e ti porta dei fiori. semplice. e per me non è mai stato semplice prima.
oggi per la prima volta in sala prove niente agogô e al suo posto high surdo. mi fa un po’ male la schiena? sì. è stato mega divertente? avoja.
piangendo ascoltando l'ultimo album di caparezza, pensando a quando a 6 anni ballavo sulle note di Verità supposte nel salone della casa della mia infanzia, al primo concerto della mia vita a frascati a vedere il tour de Le dimensioni del mio caos quando avevo nove anni assieme ai miei genitori. e poi ogni singolo tour con le amiche di sempre. l'emozione di ogni album che esce, ogni concerto che si avvicina. ascoltare La mia parte intollerante quando mi bullizzavano a 15 anni e sentirmi meno solo, imparare mille cose nuove leggendo i suoi testi, vederlo invecchiare e diventare sordo, passare da temi sociali a temi esistenziali, aprirsi e parlare anche delle sue lotte che poi sono quelle umane. vabbè così ascoltando Orbit orbit mi sono ritrovato in lacrime alla lidl, voi tutto bene? buona domenica
UNPOPULAR OPINION: A lot of "mental health issues" disappear when bills are paid, rent is secure, and the fridge is full. Peace is expensive. And pretending money doesn't affect mental health is privilege.
spersi nel nulla che è tutto
ora vi riporto a galla un’emozione che preme in un punto preciso del cuore: lotus, elisa (2006)
Posso chiederti di che tipo di tempio si tratta? E a che tipo di conversione ti riferisci?
Pura curiosità naturalmente
É che a volte mi sento così anch’io ma a parlarne con qualcuno ti prendono per matto
un tempio buddhista nei pressi di sintra! ho usato il termine conversione un po’ scherzando. da quanto ho imparato finora, il cammino buddhista non è qualcosa che dall’oggi al domani si “diventa” o una “religione” a cui ci si converte e finisce lì. si tratta di una pratica, quindi il punto è proprio praticarla e fare questo cammino. negli anni mi sono sempre un po’ interessato qui e lì ma senza approfondire e senza alcuna costanza, ma ultimamente sto cercando di studiare un po’ e vorrei avvicinarmi a un tempio per avere dei riferimenti. sento una forte tensione verso questa cosa e credo sia giusto seguirla, se per te è lo stesso lascia pure che ti prendano per matto :) troverai altre persone folli come te!
giorno dopo giorno mi rendo conto che le tante cose della città perdono sempre più importanza e vorrei sempre di più passare il mio tempo a meditare, fare yoga, studiare e ascoltare maestri e maestre. mi osservo e mi stupisco nel notare che sono cambiati gli argomenti di cui parlo più spesso, quelli di cui non mi importa più e quelli che invece ricerco anche con persone sconosciute. sento forte il bisogno di imparare e fare silenzio. ho in programma di visitare un tempio fuori città e aspetto emozionato il giorno in cui finalmente andare. chissà se ricorderò il 2026 come l'anno della conversione (dopo anni di disimpegnato corteggiamento da lontano)
Christina conosciuta la sera in cui ha raccontato a una platea la storia di come ha scoperto di essere lesbica dopo più di vent’anni con lo stesso meraviglioso uomo e due figli. Christina che scappa dagli stati uniti perché non può più sopportare quell’odio e quella follia, Christina che ha quarantadue anni, fa la psicologa, indossa una giacca e si taglia la frangetta da sola. Christina che mi paga il vino dicendo che sa che l’aumento dei prezzi è colpa delle persone che vengono da paesi più ricchi, e quello è il suo modo per restituire. Christina con cui parlo di spiritualità, morte, e le insegno la parola antispecismo, il tutto mentre balliamo in pista al dj set di un locale super chic di quelli in cui non vado mai. Christina che mi dice Ho fame e allora penso: adesso ti porto io nel mio mondo, quindi dopo il locale con i cocktail a 13€ la porto al kebab a mangiare falafel all’una di notte a 4€. ci siamo solo noi e mentre i due tipi continuano a friggere patatine e falafel, lei mi legge a voce alta la poesia The Summer Day di Mary Oliver. Christina che mi chiede l’ultimo libro che ho letto che mi ha lasciato qualcosa, allora lo tiro fuori dallo zaino e dico: Questo, lo sto leggendo adesso. e così in un kebab qualunque con l’insegna al neon fuori, un giovedì notte qualunque, ci siamo io e lei l’uno davanti all’altra, lei con la sua giacca, io con la mia felpa enorme, i falafel con la maionese al centro e in mezzo a noi Una cosa spirituale di Vasco Brondi - mentre mi chiede di tradurle il titolo in inglese e poi scatta una foto alla copertina del libro. le dico che conoscerla è stato come un abbraccio, mi chiede Lo vuoi un abbraccio? ci salutiamo e penso Che cazzo è appena successo?
ddl valditara approvato, quindi nelle scuole dell'infanzia e primarie sarà vietata l'educazione sesso-affettiva, e per il resto delle scuole secondarie servirà il consenso dei genitori (o di studenti/esse se maggiorenni). poi magari chiederemo il consenso per insegnare storia, così chi non vuole che i propri figli sentano parlare di un certo ventennio, potrà scegliere di tenerli nell'ignoranza. magari potremo rendere anche l'educazione fisica facoltativa, chi vuole si paga il nuoto o la palestra fuori dalla scuola, e chi non ha le risorse per farlo può sempre spaccarsi la schiena in cantiere grazie all'alternanza scuola-lavoro. la favola della democrazia che cresce cittadini e cittadine secondo valori che dovrebbero servire all'avanzamento della società tutta è un antico ricordo, oggi la scuola è solo uno strumento dozzinale di campagna elettorale. la tua famiglia non ha gli strumenti culturali o emotivi per insegnarti cos'è una violenza sessuale o come dire "no grazie"? e che problema c'è! per imparare cosa sia un femminicidio ti basterà accendere il telegiornale, in media in italia una donna viene uccisa per mano di un uomo ogni tre giorni, ne avrai di occasioni per imparare come potresti morire! e se sei un ragazzo sarai educato dai titoli di giornale che raccontano la tragica storia del povero debole abbandonato dalla strega cattiva e ridotto al baratro per colpa di lei, o magari di un mitologico mostro diverso da tutti gli altri uomini della specie, un mostro che tu non potresti essere mai. dovremmo educare le nuove generazioni al genere, e magari spiegargli pure che possono essere chi vogliono senza incappare in sintomi depressivi o disturbi d'ansia? eh no, angosciato sì ma frocio no, per carità! chissà perché i tassi di simpatia per le destre e il fascismo si stanno alzando nelle nuovissime generazioni! chissà perché sta avvenendo un aumento spaventoso delle infezioni sessualmente trasmissibili! ma tanto i preservativi non ci servono, vogliamo figliare per la patria, così avremo braccia da sfruttare e corpi da mandare in guerra. ahh, ecco qua, si chiude il cerchio dei sani valori di una volta.
mi sa che è arrivato il momento di pensare di smettere di dare soldi a spotify, quindi persone nel mio computer ho bisogno di voi: alternative etiche che avete provato e consigliate?
domanda forse scontata, forse impropria: come si gestisce e si costruisce una rete poliamorosa?
domanda tutt'altro che scontata, e infatti sono giorni che la lascio nel box mentre penso e ripenso a cosa rispondere. la verità è che non c'è una ricetta o una formula magica, c'è solo una costruzione continua che richiede intenzione, cura materiale, molto dialogo e disponibilità ad aprirsi (a scoprire, a ripensare, a farsi male, a stupirsi). quello che dovremmo riprendere dal pensiero non monogamo non è tanto (o comunque non solo) l'apertura ad avere più partner o più connessioni romantico-sessuali, quanto un ripensamento delle gerarchie e dei divieti/permessi che diamo per scontati senza neanche pensarci. allora si parte dalle piccole cose: costruire amicizie in cui ci si fanno le coccole, non cancellare un ex dalla tua vita ma faticosamente cambiare il tipo di rapporto pur restando sempre famiglia (ovviamente solo quando ce n'è il desiderio e non si parla di persone abusanti), accettare che ci possano essere rapporti difficilmente descrivibili ma in cui è ben chiaro cosa io posso fare per te e dove ci incontriamo, portare cibo a una persona anche se non avete tanta confidenza perché sai che passa un brutto periodo, fare amicizia con la persona strana e silenziosa. chiedere alla persona con cui stai come sta l'altra persona con cui esce, se insieme sono felici e se la tratta bene. in sostanza, non vedere gli altri e le altre come nemici con cui contendersi risorse ma come potenziali alleate/i con cui crearne di nuove. si tratta di shiftare il pensiero da un modello di scarsità (dell'amore, dell'affetto) a una visione di moltiplicazione. insomma, vedere le relazioni non come un bene di consumo ma come le condizioni di possibilità della nostra esistenza. per questo è importante anche trovare persone con gli stessi intenti e disposizioni alla cura (che non significa accollarsi chiunque in ogni caso, ma questo è lo step successivo). non conta essere La Poliamorosa Perfetta, conta aver voglia anche di sbagliare insieme ma di dialogare apertamente. si gestisce essendo in contatto con le proprie emozioni, non negando la gelosia, ma avendo la curiosità di capire da dove viene, quale bisogno o paura sottintende, e lavorare su quella, non agendo su divieti che poi alla fine ci fanno comunque sentire fragili e non agiscono alla radice. non ho mai frequentato associazioni o ambienti strettamente poliamorosi, perché ho spesso sentito proiettare anche da lì tante gabbie, codici diversi ma per me ugualmente dolorosi. però dentro le mie comunità queer e trans c'è tanta gente poliamorosa o che, anche se monogama, si dedica realmente ad altri rapporti oltre che a quello col partner, e questo è stato fondamentale - dopo anni in cui ero praticamente l'unica persona non monogama del mio giro incappando in un monogamo dopo l'altro che aspettava io cambiassi o mi trattava come la scopata del mese (ma senza essere sinceri su questo) perché tanto non poteva essere "una cosa seria". una rete così si costruisce scegliendo di affrontare tante paure: la paura di provare, la paura di conoscere un'altra connessione delle persone con cui esci, di parlarne con gli amici, la paura di scoprire che emozioni proverai e che trigger si attiveranno, la paura di scoprire che non fa per te, la paura di esporti e tutte quelle che ti possono venire in mente. in questo percorso, avere qualcuno con cui confrontarsi, che sia una persona o un libro (come "per una rivoluzione degli affetti" di b. vassallo) fa la differenza. se hai voglia, sono qui.
siamo sul letto, sono quasi le cinque del pomeriggio ed entrambi stiamo facendo una pausa dal lavoro, siamo ancora nudi e mi guardi senza dire niente per molto tempo. di solito dici sempre qualcosa, non abbiamo molti momenti lunghi di silenzio, hai gli occhi pieni di qualcosa che non capisco e allora ti chiedo A che pensi? passa un attimo e sorridendo mi dici Stavo pensando che - quelle tre parole. avviene un qualsiasi lunedì pomeriggio sul mio copriletto giallo e la prima cosa che penso è che non voglio mai dimenticare questo momento. non ti so rispondere e ti dico che ho bisogno di tempo ma tu rispondi che lo sai e che va bene così, sei felice di poter esprimere ciò che provi senza che io mi spaventi. temevi mi ritraessi ma stranamente non ho più paura dell'intimità, tu puoi dire quelle tre parole senza che cambi nulla e io posso baciarti senza dover rispondere per forza, c'è spazio per entrambi e non sono abituato a una relazione in cui ci sia spazio anche per me. la sera prima mi hai raccontato del tuo appuntamento con un'altra persona e io del mio, siamo anche amici oltre che amanti ed è tutto così incredibilmente semplice. sono sempre più convinto che le "guarigioni" avvengano in relazione alle altre persone, certamente ci vuole tanto lavoro personale ma a fare la differenza sono le amicizie, gli amori, la comunità, le persone intorno. anche nella terapia psi dicono che in realtà la parte terapeutica sia la relazione con quella persona, non di per sé quello che ti dice. oggi è il giorno dopo quelle tre parole dette da M e faccio una videochiamata con Ka in italia, parliamo per un'ora e mezza e mi racconta come sta. mi dice Mi manchi tanto ma in questi mesi sento sempre che ci sei. mi sento la punta di una radice che cresce in cerca di nutrimento nella terra, connessa a tante altre radici in un reticolato ricco e ramificato, che condividono cibo e risorse. e solo dio sa quanto mi rende felice condividere il cibo con le mie persone del cuore.