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“Che delusione quando, un pezzo alla volta, ti costruisci un'idea su una persona e questa, con un gesto, te la smonta completamente”
—
Georges Hobeika SS18
“Per tutta la mia vita ho desiderato che qualcuno mi prendesse per mano e si occupasse di me. Magari sembro una persona coraggiosa che fa tutto da sé, e invece mi abbandonerei così volentieri alle cure di un altro.”
— E. Hillesum
“Se solo potessi essere meno sincero un essere superficiale e darvi un po’ meno pezzi di me.”
— Cranio Randagio
“Avrei voluto chiederti di restare un altro po’, solo un po’, per abituarmi all’idea di una vita senza di te, di un mare senza il tuo sguardo, di un orizzonte senza l’infinito, per capire che effetto fa la notte senza le stelle, il giorno senza il sole, e l’aria senza ossigeno. Leggo un libro ma non so di che parla, dico cose di cui non conosco il senso. Parlo con la gente ma non l’ascolto. Avrei voluto un ultimo bacio, per ricordarmi il sapore delle tue labbra sulla mia vita, per non dimenticare cosa si prova quando si vola, catapultati su un altro pianeta, per provare ancora quella sensazione di vuoto sotto i piedi, per guardare il cielo da dentro il cielo. Avrei voluto un ultimo abbraccio, per respirare il profumo di casa, per guardarci negli occhi e dirci che non è andata. Che forse potevamo essere tutto, ma alla fine non siamo stati niente. Che forse potevamo ritrovarci, ma alla fine ci siamo persi… Avrei voluto cercarti, ma poi non l’ho fatto, un po’ perché sapevo che non sarebbe servito, e un po’ perché ormai, lo sento, sei così lontano che io non potrei trovarti più. In nessun posto. Ok, no… nel mio cuore ancora ci sei. Da lì non ti sei mosso. Ma non dipende da te, tu nemmeno lo sai. Che tu, lì, non hai mai voluto esserci. E io l’ho capito troppo tardi che le cose che trattieni con la forza non ti apparterranno mai.”
“La leggerezza per me si associa con la precisione e la determinazione, non con la vaghezza e l’abbandono al caso.”
— Italo Calvino, Lezioni americane
Il segreto per vivere meglio: ignora, sorridi e vai avanti.
La ragazza con la sciarpa a pois
Probabilmente nessuno leggerà mai questo post, probabilmente nemmeno io tornerò indietro a rileggere le mie parole. Ma non importa. Ho deciso di iniziare a scrivere qualcosa perché penso potrà essere curativo, distraente, e, perché no, anche divertente. Potrei scoprire una nuova passione. Ma non voglio iniziare subito con parole tristi, parole come curare. Diciamo la verità, e mettiamoci in mente questa cosa. Io non ho proprio bisogno di curare nulla. Ho solo bisogno di riappropriarmi della mia vita, di stare serena con me stessa e di pensare solo al mio bene, a quante persone fantastiche incontrerò in futuro ed a quante cose meravigliose mi aspettano nei prossimi mesi. Facciamo un po’ di chiarezza. Sono Elena. Frequento il primo anno di un Master nella mia città. E sono in sessione d’esami. Momento perfetto per iniziare a scrivere un blog. Ho così tanto tempo libero! No. Ecco. È proprio questo il problema. Non ho tempo libero, mi dovrei concentrare sullo studio, ho un esame tra due giorni, uno tra una settimana e via così, fino a metà luglio. Eppure sono qui, davanti al mio computer, con una pagina bianca perché avrei mille cose da scrivere. Potrei fare così: scrivo questo post, e poi vado a studiare, seriamente, senza alcuna distrazione ed in totale concentrazione. Sono quasi sempre stata capace di rispettare ciò che mi impongo di fare. Ed anche oggi sarà così. Ho parlato quasi a me stessa finora, ma pensandoci, in un blog di che cosa si parla? Si raccontano le proprie avventure, le proprie scoperte forse? Ma è pur sempre un discorso a sé stessi, in cui si mette in chiaro una situazione oppure si cerca di alleviare ciò che si sta affrontando, scrivendolo, mettendolo nero su bianco. Si dovrebbe parlare ad un pubblico? Non sono ancora esperta di queste cose, la mia è solo una prova, e credo che, anche non dovesse essere questo il modo giusto, imposterò il mio blog come un diario personale, un discorso, forse un po’ segreto, ma non credo di essere l’unica a sentirsi così, quindi magari prima o poi qualcun altro si rispecchierà nelle mie parole. Ho impiegato un po’ di tempo a trasformare questa mia pagina di tumblr da una collezione di immagini ad una collezione di pensieri, spero finalmente di aver trovato il tema giusto. Lo scoprirò solo nel momento in cui pubblicherò questo primo post. Allora, potrei concludere quest’inizio in questo modo. Perché mi chiamo “La ragazza con la sciarpa a pois”? Perchè, tanto tempo fa, prima di quel capitolo della mia vita ormai concluso, ho comperato una sciarpa. Rossa. A pois. E mi sento così ben rappresentata! Io sono allegra, frizzante, positiva, ottimista, e penso che il rosso rappresenti alla perfezione queste caratteristiche. E poi, adoro i pois, vado matta per qualsiasi cosa abbia dei puntini, esprimono felicità, spensieratezza e solarità. Ed è proprio così che mi sento. Voglio che quella parte di me stessa ritorni ad essere prevalente. Infine, una sciarpa. Una sciarpa che tiene caldo, io che sono sempre freddolosa, ma anche che aggiunge quel qualcosa di particolare ad ogni outfit, che dona eleganza e freschezza. Una rossa sciarpa svolazzante a pois. Pronta per superare ogni difficoltà ed affrontare con energia ogni avventura. Sono proprio io. E questo è il mio blog. Vado a studiare ora. Seriamente. A presto! Elena