“Adesso io so che – e lo dico a tutti – non mi serve l’amore, mi serve la comprensione. E quello che Voi chiamate amore (sacrificio, fedeltà, gelosia) tenetelo in serbo per gli altri, per un’altra, – io non ne ho bisogno. Io posso amare solo la persona che in una giornata di primavera a me preferirà una betulla.”
Marina Cvetaeva, “Il paese dell’anima. Lettere 1909-1924”.


















