Dicono che il mare sia per i liberi.
Gli incapaci di fermarsi,
Gli incostanti e volubili
Ma uomini sensibili, fragili,
Che si scagliano con potenza,
Uomini che hanno imparato
Si vocifera di questi uomini,
Quelli che non ti parlano mai
Del futuro o di che ne sarà domani.
È che a me ricordi il mare.
Non il solito Calmo e quieto
Capace di placare ogni mio turbamento,
Non il bisogno incessante che ho
A me ricordi il mare profondo,
Nella notte fra il buio pesto.
Quasi Ad indicarmi la strada migliore,
Che c’è terra ferma se voglio sostare
Mi ricordi I colori freddi,
Che si lascia ondeggiare,
Nonostante io non lo sappia fare
Nonostante non so’ stare.
Ma capace sei di farmi sentire
Pur non avendo attribuito mai a questo
Dell esuberanza e la disperazione.
E non accetti solo allora
la voglia che ho Di esser libero.
Quel coraggio che alle volte mi manca
La leggerezza che l’etica arresta
E questo allora si che basta.
Quanto voglia sentirmi libero,
Ma che se ci fossi poi qui adesso
Che sarà che non sapró mai amare,