fine.
Not today Justin

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PR's Tumblrdome

roma★
Three Goblin Art

❣ Chile in a Photography ❣
EXPECTATIONS

ellievsbear
Monterey Bay Aquarium
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occasionally subtle
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official daine visual archive
hello vonnie
Noah Kahan
macklin celebrini has autism
Lint Roller? I Barely Know Her

Love Begins

@theartofmadeline
Misplaced Lens Cap
seen from Norway

seen from South Africa
seen from Brazil
seen from Germany
seen from United Arab Emirates
seen from Germany
seen from France
seen from Lebanon
seen from Brazil
seen from France

seen from Argentina
seen from United Kingdom

seen from Ukraine
seen from France
seen from Argentina
seen from United Kingdom
seen from Thailand

seen from Russia

seen from Türkiye

seen from Malaysia
@finoaquituttobene
fine.
cose che non ho scritto
avevo iniziato a scrivere delle cose
dick capo giornalini di donne nude a quindicianni guru il cuculo
ma poi ho smesso
magnifico-o-o-o
visto a Firenze il 29.12.2011
Come ti chiami?
All'uscita del negozio c'è il banchetto dove fanno i pacchetti. Padre e figlia aspettano in fila per 20 minuti poi arriva il loro turno. La ragazza al banco inizia a impacchettare. - Ma guarda che bella bambina. Ma che bel broncino, come ti chiami? La bambina rimane zitta e si volta dall'altra parte. - Si chiama Allegra - risponde il padre. - Allegra? Ciao Allegra, non mi sembri per niente allegra, ah ah ah ascoltato a Firenze il 24.12.2011 (ma chissà Allegra quante volte se lo sentirà dire)
firenze, il battistero - particolare
visto il 21.12.2011
ieri a firenze a la citè presentavano libri, leggevano e suonavano
ieri a firenze a la citè io bevevo la birra di sopra
capisci che sei diventato vecchio quando una mattina vai a farti il prelievo del sangue e sei il primo della fila
dello stendere (ovvero la mamma ha sempre ragione)
La disputa ebbe inizio quando dissi alla mia amata compagna: - Via, vado a stendere i panni. - Guarda che sono già stesi, mi fece lei. - Sì, lo so. Li vedo che son tesi, infatti li vado a stendere. - Non li puoi stendere visto che stanno appesi ormai da un giorno. Caso mai puoi ritirarli. - E infatti che ho detto io? Li sto andando a stendere.
Come avrete capito, la ragione del contendere era l'uso della parola stendere. Per me si tendono i panni quando si mettono ad asciugare e si stendono quando si tolgono. Io ho sempre detto così, immagino, perché l'ho sempre sentito dire da mia mamma. Mi si faceva presente in quell'occasione che no, che stendere era invece sinonimo di tendere. Per dirimere la questione siamo venuti allora all'uso del vocabolario. L'agile vocabolarietto presente in casa prevedeva l'uso di stendere solo come sinonimo di tendere, ragion per cui sono stato preso in giro per anni vista anche la mia supponenza, tutta fiorentina, di considerarmi custode del sapere linguistico familiare.
Il mio grosso errore è stato quello di non avere a disposizione il Grande dizionario della lingua italiana / Battaglia UTET (vedi immagine) che da ora in avanti mi porterò sempre appresso per ogni evenienza.
nel posto giusto, nel momento sbagliato
inzuppato a Roma il 20/10/2011
Sono andato in libreria e ho comprato un libro. Alla cassa c'era un cartello che diceva che era possibile donare un euro a telethon. Quando è stato il mio turno ho consegnato il libro e la commessa alla cassa mi ha chiesto se volevo donare un euro a telethon. Allora ho detto sì e ho donato un euro ma se non me lo chiedeva non lo donavo mica l'euro a telethon.
chi non occupa preoccupa ---> occupy olimpo
[Occupy Everything, Occupy Barabba]
in nascita di S.
- Senti mamma puoi aprire un pochino la bocca che devo parlare alla mia sorellina.
- Si però lei ce la porti a lavorare con te, a me non mi ci hai mai portato.
- Questa volta è stata più dura, ho sentito più male. - Si dai però si dice che appena finito il parto non ci si ricorda più del dolore. - Me lo ricordo, me lo ricordo. Non ti preoccupare.
- La cosa più bella è quando te la mettono sulla pancia tutta sudicia, tutta calduccina.
Ieri S. piangeva e quando L. si è messa sotto le lenzuola ha detto - Mamma e ora come faccio a dormire con tutto questo canticchio.
- Come stai? - Ora sto bene, benissimo. Non ce la facevo più, credevo di scoppiare. - Ma siediti un attimo, sei sempre in piedi. Sei tornata ieri. - Eh glielo ha detto anche l'ostetrica, al quinto giorno poi crolla. - Seee, crollo. Non lavoro mica alla usl.
Ascoltato domenica pomeriggio a casa della cugina.
rif. barabba, attivissimo
l'inferno è l'attesa della telefonata che già in partenza sai che porterà un verdetto irrimediabile
la risposta
Mi racconta la mamma che dopo poco che si eran conosciuti, babbo andò a presentarsi a casa sua. Erano gli anni '60 allora usava così, non so adesso. Nonna, la madre di mamma, andò allora dal prevosto per chiedere informazioni su babbo e sulla sua famiglia. Babbo abitava in un altro paese a più di venti chilometri di distanza e nonna in questo paese non conosceva nessuno quindi incaricò delle indagini il prete. Il prevosto chiamò il parroco del paese di babbo e si fece dire. Mamma questo non lo seppe subito, lo seppe dopo diversi giorni quando arrivò la risposta. La risposta fu questa. - Una brava famiglia che come questa non se trovano. Persone ammodo, grandi lavoratori. Però son comunisti.
Bravo Anchise
Anchise aveva un problema con il bere e allora quando passava davanti al bar faceva così. - Anchise resisti, resisti Anchise. Passa a diritto, non entrare. E poi se riusciva a resistere. - Bravo, sei stato proprio bravo Anchise. Vieni Anchise che ti offro da bere.