La passata stagione cinematografica ha avuto un andamento altalenante con grandi ritorni vedi Steven Spielberg con Il Ponte delle Spie, Clint Eastwood con Sully, Quentin Tarantino con il magnifico The Hateful Eight, Danny Boyle con il teatrale Steve Jobs, Nicolas Winding Refn con The Neon Demon, Pablo Larrain con Neruda, Ken Loach con il bellissimo realismo di I, Daniel Blake e finalmente registi che dal cinema indipendente passano a dirigere pellicole dal respiro internazionale come il sensibile e profondo Lenny Abrahamson con quel gioiello di Room, Tom McCarthy passato anche lui dal cinema indipendente al mainstream con Il Caso Spotlight, John Carney con il delizioso Sing Street, Matt Ross al suo secondo film con Captain Fantastic e Anne Fontaine con il duro Agnus Dei.
I miei film preferiti del 2016 La passata stagione cinematografica ha avuto un andamento altalenante con grandi ritorni vedi Steven Spielberg con Il Ponte delle Spie, Clint Eastwood con Sully, Quentin Tarantino con il magnifico The Hateful Eight, Danny Boyle con il teatrale Steve Jobs, Nicolas Winding Refn con The Neon Demon, Pablo Larrain con Neruda, Ken Loach con il bellissimo realismo di I, Daniel Blake e finalmente registi che dal cinema indipendente passano a dirigere pellicole dal respiro internazionale come il sensibile e profondo Lenny Abrahamson con quel gioiello di Room, Tom McCarthy passato anche lui dal cinema indipendente al mainstream con Il Caso Spotlight, John Carney con il delizioso Sing Street, Matt Ross al suo secondo film con Captain Fantastic e Anne Fontaine con il duro Agnus Dei.