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Xuebing Du
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@gexmor
Scicli, Sicilia 2015
Piazza Alicia in Salemi (Sicily): one of the most wonderful squares on Earth. What remains of the Chiesa Madre after 1968’s earthquake
#cats
Allora ho pensato che forse stavo facendo l'errore giusto e ho cominciato a correre
Che tu sia per me il coltello, David Grossman (via laetitialibri)
Improvvisamente le tue labbra si sono piegate in un sorriso strano, lacrimoso, no, peggio ancora, il sorriso di una persona che ha appena saputo di aver perso anche l'ultima speranza, l'ultimo desiderio, nientemeno. Pur sapendo fin dall'inizio che sarebbe finita così e che avrebbe dovuto continuare a vivere con quella perdita… In quel momento io sono entrato nella tua vita. Un momento un po’ strano e non felice, ma non ho avuto nemmeno il tempo di esitare perché ho visto il mio nome in fondo al tuo sorriso e mi sono tuffato. D'altra parte, forse non era nemmeno il mio nome. Forse ero ansioso di dimostrarti che avevo capito, che non eri sola, e mi sono tuffato troppo in fretta. Anche questo non sarebbe nuovo per me, sappilo. Ho alle spalle una lunga e triste storia di tuffi prematuri - nel lavoro, nella vita, in famiglia. Già ai tempi della scuola e anche durante il servizio militare. Nelle lettere ai direttori dei giornali o dovunque senta che qualcosa viene ostacolato o frenato, non importa per quale motivo: ottusità, paura, stupidità, o semplicemente così, perché “non si fanno cose del genere”. In momenti come quelli io mi tuffo di proposito. Giusto per provocare (come dice mio padre). Non è vero: per salvare. Pensavo che tu l'avessi capito. Tu, che hai osato scrivere per prima la parola “desiderio”… In momenti come quelli sento qualcosa montarmi dentro, l'hai visto, e al diavolo le leggi della natura e della società, che impongono a un'anima di accontentarsi della propria esistenza, racchiusa nella propria pelle. O sepolta nel proprio pozzo. E’ stupido cercare di spiegare (e tuttavia non riesco a smettere), ma è sempre così per me. In qualche punto, molto vicino, si accumula qualcosa - o qualcuno - che implora di esplodere, soffocherà non trovando uno sfogo e, anche se non mi è assolutamente chiaro cosa - o chi - sia, capisco perfettamente il suo bisogno di erompere, sento chiaramente il suo grido soffocato.
David Grossman, che tu sia per me il coltello (via wasitavisionorawakingdream)
Dimmi cosa c'è di più bello ed entusiasmante della possibilità di dare qualcosa a chi ti è molto caro, quello che hai di più caro – un segreto o una debolezza – a una persona totalmente estranea. Di metterlo nelle sue mani mentre io mi tormento per la vergogna e l'imbarazzo di essermi lasciato tentare da un'illusione così meschina, e aver sentito dentro di me questo desiderio di elemosinare. Ho provato questo tormento per tre giorni e tre notti, sentendomi ad ogni istante come in cella d'isolamento, o in trappola. Ed ecco un brivido di freddo. Proprio ora. Proprio in questo momento. Un'ondata di freddo che sale dalle viscere, come un pugno gelido che mi string il cuore. È per te. Vorrei che tu capissi, io parlo solo di lettere. Niente corpo, né carne. Non con te. Solo parole. Solo le mie parole che incontrano le tue, il ritmo lento dei nostri respiri che si uniscono.
David Grossman - Che tu sia per me il coltello (via ilibricheamisonocomevecchiamici)
Quando scrivo queste parole sento battere il cuore. Mi succede sempre più spesso quando fantastico. Ecco, batte di nuovo. Sai che esiste un uccello chiamato “batticuore”? Se appena gli si tocca il petto, il suo cuore smette di battere e lui muore. Quando si trova nei paraggi è proibito fare una mossa falsa perchè il minimo errore gli procura un colpo al cuore. Se solo potessi comprare un “batticuore” così. Anzi due. No, uno stormo di “batticuore”. Li lascerei liberi di svolazzare su tutto quello che ti scrivo, perchè facciano da rivelatori di menzogne come i canarini che segnalavano le fughe di gas in miniera. Prova a immaginarlo: una sola parola falsa, inesatta o volgare, o anche solo indifferente, e un uccello cade morto sul foglio. Vedresti allora come ti scriverei!
David Grossman, “Che tu sia per me il coltello”. (via i-llt)
[…] se smetti di scrivermi, solo perché ci sono momenti in cui ti faccio impazzire, forse non te lo perdonerai per tutta la vita.
David Grossman (via fogliblu)
Pur sapendo fin dall’inizio che sarebbe finita così,
io sono entrat(a) nella tua vita..
Un momento un po’ strano e non felice, ma non ho avuto nemmeno il tempo di esitare perché ho visto il mio nome in fondo al tuo sorriso e mi sono tuffat(a)..
@jennaandersenart art drawings and sketchbook
“È una legge non scritta: chi vuole starmi vicino deve assumersi la responsabilità della mia anima. Perchè qualunque idiota può capire come sia facile uccidermi. Uno sguardo ben mirato basterebbe. Non sto scherzando.Sono convinto che da qualche parte, dentro di me, c’è un punto vulnerabile che chiunque, anche uno sconosciuto, può vedere e colpire. Eliminarmi con una parola.” (David Grossman, Che tu sia per me coltello)
إن الليل والنهار يعملان فيك فاعمل فيهما
عمر ابن عبدالعزيز
Translation:
“The night and day never stop working around you, so work around them”