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@headsonthewater
“se solamente Dio inventasse delle nuove parole
potrei scrivere per te nuove canzoni “d’amore e cantartele qui.”
La cosa più fastidiosa quando mandi un messaggio a una persona a cui tieni è che dal momento dell'invio parte il conto dei minuti. Rispondi, rispondi, rispondi. Non ha risposto. Magari ha il telefono spento. Che faccio chiamo, faccio uno squillo per vedere se è acceso? E se poi è acceso? Messaggio più chiamata: divento pesante. Chiamo con anonimo. Solo che se faccio uno squillo e poi metto giù capisce che sono io che controllo. Lo capisce? Sì, lo capisce. A volte i minuti non sono solo minuti, sono reincarnazioni di vite.
STANZA 131
Il profumo di narghilè alla vaniglia si impossessava di tutta la stanza, il fumo andava verso l’alto come le braccia di un bambino che vuole essere preso in braccio, ma lui era libero e si disperdeva nell’aria mischiato alle nostre parole.
Conversazioni infinite, dalla scuola, al lavoro, a ricordi di estati lontane, persone mai più viste, racconti di vissuto che avevi rimosso e che riemergono ed escono feroci per non essere dimenticati.
Tutto si mischia in quel quadro perfetto di luci soffuse, divani pelle marrone e baci al sapore di the marocchino, una punta di menta che rende tutto cosi fresco, eppure qui ci sono 40 gradi.
Nessuno dei due pensa al dopo, anche se sappiamo benissimo cosa abbiamo preparato, ma non è tempo.
Gli sguardi muti si susseguono, le parole escono solo come contorno di quel momento perfetto.
La nostra serata lontano dal mondo, dai problemi, dall’ansia lontano da tutto. Se siete in una frequentazione mi capirete, non esiste altro, finalmente puoi non pensare se non a vivere e ti riesce solo con QUELLA persona.
lei per me era questo, la fuga dalla realtà, quel sospirò d’aria che i polmoni richiedono alla fine di una lunga corsa, la luce in fondo al tunnel, le lenzuola pulite alla fine di una lunga giornata, il dolce nel giorno di sgarro.
La chiamavo pasticcino, un nomignolo che mipiace tanto, perché racchiude tutto, dolcezza, amore e quella punta di porno che io metto in tutto, “dopo ti mangio pasticcino”, voglio dire, a chi non piacciono dai? e cosi sarebbe stato, ma non è ancora tempo.
Guardavo la collanina con il suo nome pendere sulla sua pelle che no ha aggettivi per essere descritta, o forse non avere è già per se un aggettivo, la conoscevo alla perfezione. il neo vicino al seno sinistro, un piccola voglia sulla coscia destra, un piccolo taglio sul polso, una mappa del tesoro bramata per anni da un marinaio.
Mentre parla io le fisso le labbra, con il rossetto nude che è ancora perfetto, e le immagino in posti che forse non dovrei.
ma la mente viaggia da sola, su una frequenza tutta sua, come un’autostrada infinita senza caselli senza sosta e può essere interrotta solamente dalla messa in pratica ma era impossibile, avrei dovuto strapparle i vestiti e farlo li in quel momento, ma non era ancora tempo.
In macchina ridiamo e scherziamo come se fosse una cosa normale, un viaggio qualsiasi, un esperienza come altre, invece sapevamo che non era cosi, ma ci piaceva fare finta di niente, come essere in un film di cui tutti conoscono già il finale ma nessuno vuole spoiler, ma solo goderselo, lo sai come finisce titanic eppure ogni volta di fa piangere.
le prendo una mano, è gelida, mani fredde cuore caldo penso, ed è cosi, un fuoco solo per me, che solo io posso vedere e questa cosa mi fa eccitare da morire.
“Ciao volevamo informazioni, sai è la nostra prima volta” mi giustificavo con il signore con gli occhiali e gli occhi stanchi che mi fissava all’ingresso, nel in auto ride un pò imbarazzata. un pò bambina un pò donna.
“Sono 80 euro la notte 100 la suite.”
“cosa cambia? la grandezza?”
“no nella suite avete l’idromassaggio”
“andata per la suite.”
“131, in fondo il parcheggio è davanti.”
Salgo in macchina, contento come un bambino al suo compleanno, lei ride consapevole della follia che avevamo organizzato.
é mezzanotte e 43, buio pesto, i fari illuminano queste piccole villette mono appartamento, tutte identiche, spiazzo in mattonelle davanti, paratia verde scuro e una luce che illuminina l’entrata.
troviamo la nostra, parcheggio e scendiamo.
Entriamo in questa stanza che sembra un vecchio hotel anni 80, divani in pelle rossa, carta da parati beige divisa da un striscia d’orata che circonda la stanza.
letto con le lenzuola perfette, copriletto oro e rosso, ai piedi un divanetto in pelle nere che userò sicuramente più tardi.
Ma la cosa più bella è lo specchio enorme al lato del letto.
Ridiamo e ci baciamo come due ragazzini al primo appuntamento, consapevoli di quella che era la nostra serata, come due amanti che si cercano e di trovano.
era la nostra prima notte in motel.
dedicata unicamente al sesso, alla passione.
Lei va in bagno, io in abito mi siedo sul divanetto e attendo impaziente, conscio che il mio battito superava i 180bpm, che mi sembrava di non essere nemmeno li.
I minuti sono interminabile mentre lei dice di aspettare e io che urlo muoviti, ti voglio, adesso.
Tacchi, autoreggenti e un corpetto nero.
Fine di tutto. anzi forse inizio. ma non voglio rovinare tutto e attendo i passi che mi separano da lei, si avvicina guardandomi negli occhi, sapendo quanto io stessi andando su di giri, il mio corpo sussultava ma volevo godermi ogni attimo.
mi slaccia la camicia, con una mano mi tocca e i capelli e con l’altra scende, si inginocchia e continua a baciarmi, cosi sexy che riesco solo a guardarla, emettendo un timido gemito di approvazione, lei ride, io mi lascio andare, non la tocco nemmeno, mi sembra quasi di rovinarla, di scalfire quell’essenza cosi pura, l’eccitazione era palpabile nell’aria mentre lei si dedicava a me, le prendo i capelli e accompagno dolcemente il movimento, mi piace perdere il controllo ma mi piace ancor di più prenderlo.
Non resisto molto a quel momento, dopo due minuti le alzo il viso dolcemente appoggiandole una mano sotto il mento e piegandomi verso di lei baciandola.
Li inizia tutto.
La prendo in braccio e la sbatto sul letto, fronte specchio, con le mani le affero le gambe e le allargo dolcemente inziando a baciarle lentamente, ogni cm, ogni spazio di pelle bianca disponibile, appoggio dolcemente le labbra sull’inguine godendomi ogni sussulto del corpo, la faccio impazzire per qualche istante, dando piccoli baci qua e la poi mi dedico a lei, le prendo una mano e la metto nei miei capelli, voglio sentire che le piace, voglio farla impazzire, la voglio mia.
I gemiti si susseguono, le lenzuola si stringono nelle sue mani, le sue cosce si irrigidiscono ma la sento libera, la sento godere e non mi fermo per nessuna ragione.
la prendo, su quel letto di amanti passati, di amori nascosti, di baci rubati, la prendo in ogni modo, sopra mentre i nostri sguardi si incrociano, mentre le mie mani le stringono il seno, mentre le bacio il collo e lei gode, la prendo mentre i suoi capelli riflessi nello specchio le cadono sul viso nascondendo appena l’espressione di passione sul suo volto, le mie mani percorrono ogni sua curva a velocità lenta, studiando ogni lembo, sentendo ogni sensazione.
Due corpi che si cercano, si vogliono, un intreccio di mani e movimenti sincronizzati come fosse tutto scritto, tutto già deciso.
Mi ricordo molto bene il suo orgasmo, “amore oddio” io che spingo, tenendole una gamba per accompagnare il movimento, lei butta la testa all’indietro sprofondando nei cuscini bianchi come le nuvole di maggio, le sue mani entrano nella mia schiena, due secondi di totale paralisi per poi sentire il corpo lasciarsi andare, lasciarsi guidare, lasciarsi in un impeto di movimenti lenti rilassando tutti i muscoli, non esiste più nient’altro, i suoi occhi mi sorridono mentre mi bacia.
questo è il mio di orgasmo.
Non si può spiegare l’amore di quella notte di passione, quel sentore di una notte solo nostra.
Non si può spiegare a chi non l’ha vissuto.
Non si può spiegare a nessuno.
“La famiglia non c’entra con il sangue o con il tempo.
A volte anche una sola persona,anche se conosciuta da poco,può essere così importante e speciale da diventare una piccola famiglia”
-Skam.
🥰
My woman🌹
“Please me, baby
Turn around and just tease me, baby
You know what I want and what I need, baby.”
Puoi stare ore a chiedermi di non andare
Fuori dal Love, o forse era un altro locale
Io sono un po' strano
Ti amo solo quando veniamo
Quindi perché mi sputtani in giro?
Dimmi cazzo ne sai di me.
-Mahmood-