SE TU SAPESSI QUANTE VOLTE HO DETTO NO AD ALTRI OCCHI PENSANDO AI TUOI.
Oggi ho avuto modo di pensare, pensare tanto e a lungo. Venerdì dovrei uscire con un ragazzo ma, appena ho riascoltato Dark Paradise di Lana, non ho più capito nulla: ho solo compreso cosa voglio o meglio voglio “l’unica cosa che ho avuto”. (cit. M)
Mi sembrava di essermi lasciata alle spalle i suoi sorrisi, le sue parole, le nostre conversazioni, i suoi occhi azzurri e la sua risata, dio quanto amavo sentirlo ridere al telefono: era qualcosa di spettacolare, ma non c’è rimedio alla memoria. Ricordare fa male, ti logora dentro, perché ricordare vuol dire rivivere ciò che PRIMA ti faceva sentire bene e che ora è solo un banale ricordo che custodisci con gelosia.
A volte, pur di vedere tornare una persona, saresti disposta a riavere il peggio per riavere di conseguenza anche il meglio. Ci sono giorni in cui desideri il peggio per la persona che ti ha fatto del male e altri in cui ti manca infinitamente, tanto che ti butteresti dall’ottavo piano di un palazzo se questo servisse a qualcosa, ad avere un minimo di speranza in più o per credere che le cose possano cambiare, ma la verità è che quando qualcosa finisce, finisce per sempre, lasciando dentro un enorme vuoto che non può essere colmato da chiunque.
Avrei molte cose da rinfacciare, ma non lo faccio perché preferisco ricordare le cose per quel che erano: perfette e immense. Ma sappiamo tutti che appunto ERANO e NON SARANNO. Era tutto troppo bello per essere vero, ma la vita va avanti.
"Se tu sapessi quante volte ho detto no ad altri occhi pensando ai tuoi [...]"
-Ally.














