18 Giugno 2026 - 8½ (Federico Fellini, 1963)
Hai lasciato che qualcun altro ti svuotasse e l’hai chiamata devozione, ma quando ho chiesto una sola scheggia, qualcosa che non doveva più essere suo, sei sparito nella tua stessa voce. E ora mi ritrovo di nuovo seduto tra i rottami di un altro “quasi”, fuori dalla tua porta, tu che hai tenuto il mio volto tra le mani per poi fare finta di niente. Non odio te, odio che mi vuoi ancora nella tua vita ma non come mi avevi promesso, odio essermi fatto tanto piccolo da entrare nel tuo silenzio. Odio conoscere a memoria questa storia che non ha nessuna lezione da insegnare, che non mi ha mai donato un risveglio col cuore pieno. La stessa vecchia storia: prima sono troppo, poi non sono abbastanza, poi non sono niente. E l’unica cosa che so, quella che non mi consola per niente, è che, in fondo, non sai voler bene.










