Un Paese a 2 ruote (tranne al mattino, quando si va a scuola -ma questo è un altro discorso)
La provinciale non ci attraversa, per cui, quando - più o meno - arriva l'estate della 5° elementare, guadagni l'indipendenza, gli spazi a tua disposizione aumentano.
È allora che il cinno SanGiorgese inforca la sua bici, in gruppo con gli amici, e conquista il suo (nostro) mondo.
Quando crescono, soprattutto d'estate, la fedele bicicletta è compagno di svago.
Ce ne sono di mille tipi.
C'è quella “fatta in casa” con mille fiori che adornano il cestino, quella “cattiva” con teschi e altro, quella da strada, quella coi ruotoni cinghiali, la simil-Graziella per avere dietro di te la vedetta in piedi, quella su cui si sta quasi sdraiati a terra e il tandem alternativo.
Ci sono i ciclisti della domenica con i mezzi costosi, C'è la mamma, con un bambino nel seggiolino davanti e l'altro dietro, che sfreccia sulla ciclabile perennemente in ritardo.
C'è la signora un po’ irritante, che sembra voler entrare pure nei negozi con la sua “appendice” e sceglie sempre il posto sbagliato dove parcheggiarla per non perderla d'occhio.
C'è il ragazzino problematico, che sembra viverci in simbiosi con la sua migliore e probabilmente unica amica.
Se ci fate caso, soprattutto di mattina, ad ogni colonna dei portici, ne troverete appoggiata una… e se fate ancora più attenzione, sempre la stessa “stesso posto stessa ora”
Ci sono le mille rubate e le altrettante ritrovate.
Un'unica tristezza: non vedo più nessuno salirci come la mia nonna.
Un piede sul pedale, uno slancio da in piedi a darsi la rincorsa, e poi op! l'abile seduta stando attenta a non mostrare più del dignitoso.
Chissà se è per questo che la bici la adoro così tanto?!