Ho vissuto senza sosta in un continuo e instancabile via vai. Ho sempre portato dentro me un vortice insaziabile di desideri. Che sia ambizione? O forse bramosia? O semplicemente paura di fermarsi? Di riporre tutti i bagagli in una stanza per più di qualche giorno? Non sono mai riuscita a mettere le radici. L'ordinario non mi è mai piaciuto, la monotonia mi ha sempre spaventata. Allo stesso tempo, però, non ho mai amato le sorprese, preferisco idearle, nonostante, in realtà, non mi escano molto bene. Io vivrei nello straordinario, nel mio straordinario, al di fuori di ogni regola, senza curarmi di niente e di nessuno. Ed ecco che mi contraddico. Insomma le sorprese rientrano nella categoria delle cose straordinarie, giusto? Io dico di no. Ciò che va fuori dall'ordinario è proprio l'attimo prima. Quell'attimo in cui percepisci che sta avvenendo qualcosa, ma ancora non sai cosa. Ed è proprio in quel momento, in cui ti riconosci anche un po’ ignorante, che ti senti extra ordinem. È come se in quel momento si creasse una sottile e fragile lastra di magia e, una volta svelato il mistero, questa lastra si frantumasse e tutto tornasse alla sua normalità, alla sua quotidianità. So perfettamente che non si può rendere quelI'istante eterno, anche perché, se così fosse, cadrebbe anche lui nell'ordinario, perdendo tutto il suo fascino. Perciò, l'unica cosa che mi rimane da fare, è capire. Capire che non posso scappare, per poi tornare. Capire che non posso trattare le persone come burattini o pedine della mia scacchiera. Capire che io sono io e sto vivendo una vita che è soltanto mia e di nessun altro e, di conseguenza, non è nemmeno come quella di nessun altro. Capire che non devo pretendere nulla dagli altri, ma tutto da me stessa. Capire che devo apprezzare ciò che ho, ciò che m'appartiene, ché il problema è tutto qui: non riesco a stimare giustamente le componenti della mia ordinarietà. Non intendo dire che bisogna accontentarsi, quello mai, ma è indispensabile rendersi conto della fortuna, del tesoro che ognuno costudisce e alimenta giorno per giorno, mese dopo mese, anno dopo anno.
















