"Vedrai, la cosa peggiore non sono i tedeschi né l'Abwehr: la cosa peggiore è l'umanità . Perché se dovessimo temere solo i nazisti, sarebbe facile: i crucchi li riconosci a distanza, con il loro naso piatto, i loro capelli biondi e il loro accento marcato. Ma non sono i soli da cui difendersi, e in realtà non lo sono mai stati: i tedeschi hanno risvegliato i demoni, hanno riesumato la vocazione all'odio. Anche in Francia l'odio è molto diffuso: l'odio per l'altro - avvilente, cupo - si annida in tutti quanti. Nei vostri vicini, nei nostri amici, nei nostri amici. Forse perfino nei nostri genitori. Dobbiamo diffidare di tutti. E sarà proprio questa, la cosa più difficile: gli istanti di disperazione in cui ti sembrerà che non ci sia nessuno da salvare, che tutti siano destinati ad odiarsi per sempre, che la maggior parte di loro morirà di morte violenta per via di quello che sono, e che soltanto i più discreti e quelli meglio nascosti riusciranno a morire di vecchiaia. Soffrirai profondamente, fratello mio, quando scoprirai quanti nostri simili sono contagiati dall'odio - anche tra i nostri amici, anche tra i nostri parenti, te l'ho detto. E sai perché? Perché sono vigliacchi. Ma un giorno la pagheremo, la pagheremo per non aver avuto il coraggio di drizzare la schiena, di urlare contro le azioni più infami. Nessuno vuole ribellarsi, nessuno: la ribellione imbarazza la gente. In realtà , non so se sia imbarazzo o stanchezza. Fatto sta che gli unici a ribellarsi sono quelli che soffrono perché qualcuno fa loro del male. Tutt'intorno non c'è nessuno che reagisca, nessuno che alzi la voce. È sempre stato così, e resterà così: l'indifferenza regna sovrana. L'indifferenza è la peggiore delle malattie: peggio della peste e peggio dei nazisti. La peste si può debellare, i nazisti, che sono mortali, finiranno per crepare tutti quanti. Ma l'indifferenza non la puoi combattere, se non a prezzo di enormi sacrifici. L'indifferenza è la ragione stessa per cui non potremo mai dormire sonni tranquilli: perché un giorno perderemo tutto, e non perché siamo deboli e siamo stati schiacciati da qualcuno più forte di noi, ma perché ci siamo mostrati vigliacchi e non abbiamo fatto niente per impedirlo. La guerra è la guerra. La guerra ti farà prendere coscienza delle verità più tremende. Ma la verità più atroce, quella più insopportabile, è che siamo soli. E lo saremo sempre. I più soli tra i soli. Soli per sempre. E dovremo cavarcela da soli. Sai, per molto tempo ho pensato che a difenderci ci sarebbero sempre stati degli Uomini, degli altri. Ho creduto in questi altri, in queste chimere, e li ho immaginati pieni di forza e di coraggio, pronti a venire in soccorso del buon popolo oppresso: ma quegli Uomini non esistono. Guarda il SOE, guarda la gente che ne fa parte: è questa l'idea che ti sei fatto del coraggio? Io no. Io non pensavo che mi sarebbe toccato di andare a combattere. Io non so farlo. Non sono mai stato un combattente, una testa calda, un coraggioso. Io non sono niente, e sono qui solo perché non c'era nessun altro che venisse al posto mio...".
"Questo non è coraggio, è disperazione! Disperazione! Quindi, se mi va, posso anche dire che mi chiamo Adolf Hitler e fare il salito nazista alle riunioni del SOE, a Londra, solo perché mi diverte. Solo perché forse Hitler mi ucciderà . A forza di scherzarci, mi fa meno paura, perché non avevo mai e poi mai pensato che potesse toccare a me prendere le armi. Aspettavo gli Uomini. Ma non sono mai arrivati!"
Nella penombra della stanza, i due si erano guardati a lungo. Tutto ciò che Doff aveva appena detto, Pal lo sapeva già : il più grande pericolo per gli Uomini erano gli Uomini stessi. E i tedeschi non erano contagiati in maniera più grave degli altri: avevano soltanto sviluppato il morbo più rapidamente.