Avevo 16 anni la prima volta che ho avuto paura di morire,
non so se qualcuno di voi ha mai provato quel terrore, ma quando ti capita, la tua vita cambia radicalmente.
Possono accadere due situazioni:
Inizi a vivere oppure inizi a sopravvivere.
Io ho convissuto, fin da piccola, con la mia ansia quotidiana.
Forse a pochi anni di vita si manifesta in modo impercettibile, eppure crescendo si intensifica.
Quando ho avuto il mio primo, forte, attacco di panico la mia vita era una montagna russa in un parco divertimenti,
(che novità, a 16 anni!) eppure vivevo la mia vita all’ombra di persone sbagliate, credendo importanti cose che in realtà erano bazzecole, ‘cose’ di cui non avrei permesso a nessuno di giudicare.
Quando la mia mente si è aperta alla possibilità di morire (cosa a cui prima non pensavo mai), ho iniziato un lavoro di introspezione, di conseguenza ogni sicurezza convertiva in dubbio.
Il dubbio primordiale che mi attanagliava era: perché devo permettere agli altri di calpestarmi sempre?
Come quando un mio paesano sogghignando mi chiese, davanti a tutti , se stessi assumendo psicofarmaci.
Se solo avessi avuto l’ardire di mandarlo a fanculo ,ahimè, per quello c’è sempre tempo.
È un continuo lavorare su noi stessi, la paura non ci lascia mai, ma l’accettazione è il primo passo verso la libertà personale.
Trasformare ciò che ci distrugge e renderlo costruttivo per noi stessi