Sola.
Ti guardo e sorrido ma tu cambi sguardo
I brividi se ti sfioro ma nessun ricambio
Il cuore veloce e tu ti giri dall'altra
Io ti vivo, ma tu sei assente
Questa relazione è ormai una solitudine.

#extradirty

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TMBGareOK. The Official They Might Be Giants tumblr

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macklin celebrini has autism
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YOU ARE THE REASON
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Cosimo Galluzzi

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Sola.
Ti guardo e sorrido ma tu cambi sguardo
I brividi se ti sfioro ma nessun ricambio
Il cuore veloce e tu ti giri dall'altra
Io ti vivo, ma tu sei assente
Questa relazione è ormai una solitudine.
Ah quindi non era così che dovevo essere trattata? Quindi non dovevo subire tutto quello? Quindi quelle parole non dovevano essermi dette? Quindi quei gesti non dovevano essermi fatti? Quindi non mi stava amando bene?
Quando ne sei dentro non lo capisci, e se lo capisci non sempre è facile uscirne. Ci vuole troppa forza, troppo coraggio, troppa volontà.
Diciamo basta alla violenza sulle donne. Aiutiamoci.
Non avrei mai pensato che una relazione potesse essere così tossica finché non ne ho iniziata una sana.
Se c'è qualcosa che so fare bene è adattarmi alle persone, ai luoghi, alle situazioni, ai contesti, anche se sgradevoli, so adattarmi al loro lessico e loro modi di fare, ai loro gesti. Un po' mi fa spaventa.
Sono una mutante praticamente.
Una medusa e me.
La medusa è trasparente, trasparente come le mie emozioni, che si leggono sul viso facilmente, è trasparente come le mie espressioni e i miei modi di fare. Una medusa è bella da vedere, attraente, misteriosa e spaventosa. Però punge. E anch'io pungo, ho un carattere forte, arrogante e a volte prorompente, dicono, e un po' antipatico. Le meduse non vogliono pungere ma noi siamo spaventati da loro ugualmente e cerchiamo di evitarle. Un po' come me. Mi si evita.
Non so come spiegarlo.
Sono andata in terapia per i miei attacchi di panico.
E li sto superando, li sto sconfiggendo, non ne ho praticamente più.
Sto vincendo io.
Mi fa male non essere capita da chi mi è più vicino, sminuendo ciò che non conoscono. Si chiama ignoranza, terribile non avere supporto e gestire tutto questo peso da sola/o, un peso troppo grosso da portare avanti. Troppo difficile vivere una vita così, tanta fatica.
Il mio attacco di panico può essere descritto come un rapitore che vestito di nero arriva da dietro mentre mangi e ti rapisce mettendoti una mano sulla bocca da bloccarti le parole, arrotolandoti una corda addosso per paralizzarti e ti porta via facendoti strisciare in terra.
Quando arrivi e mi fai sentire così bloccata, così a disagio, così insicura, così fragile, così in imbarazzo, così sola.
Esclusa da un mondo a cui vorrei fare parte, mi isoli e costringi a fare ciò che vuoi.
Potresti andartene e neanche me ne accorgerei.
Però fammi ridere.
Mi sono accorta che fingevo. Le mie reazioni erano contenute. Non mi esprimevo al meglio. Ma perché continuare così? A non essere me stessa.
D'un tratto non gli vai più bene e d'un tratto non ti vanno più bene.
Giorni interi a trattenere le lacrime.
Giorni interi a piangere.
Giorni interi a fingere.
Giorni interi senza sorridere.
Giorni interi sola.
Giorni interi distrutta.
Sto. Male.
La mia mente su te e tu non sei qui con me.
Livello di difficoltà: essere trasparenti di natura e provare a mentire.
"Sei una merd*".
Sono tante le bocche da cui esce questa frase. Ma fa più male se detto da chi ci è accanto. A me soprattutto capita spesso sentirmelo dire. Si riferiscono al mio modo di esporre i problemi. Non me ne accorgo neanche. Per me sembra così sincero, dire le cose chiaramente come sono senza pensare alle parole giuste. Non ci faccio neanche caso a chi ho di fronte perché penso che comprendano subito. Eppure c'è chi si offende, senza nemmeno ringraziare per il mio gesto.
Guardate che sono rare le persone che parlano. Parlano. Parlano di ciò che non va. Tenetevele strette e non offendetevi. Perché in giro tante persone si tengono dentro tutto e poi esplodono.
Siate riconoscenti.