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Absolutely positively true.
Celebrating the naturalness of the human body… any gender, color, age, orientation… at home or in nature… Unadorned/Unashamed as we were born. Adult themes are only in my LIKES (link by request) ARCHIVE
Pillole di storia queer
Il 25 marzo 1940 nasceva a Barbsdall, Oklahoma Anita Jane Bryant, cantante e attivista, nota soprattutto per le sue posizioni omofobe, e per aver promosso negli anni 1970 delle campagne politiche per impedire la parità di diritti ai gay.
Nel 1977, Bryant decise che i gay erano una minaccia per i bambini. L'ha detto in TV e nelle chiese. Lo ha anche detto sorridendo come il volto sano del succo d'arancia della Florida.
Poi ha lanciato una crociata chiamata "Salviamo i nostri figli". Le è valsa una torta di crema alla banana in faccia alla televisione nazionale da un attivista gay di nome Tom Higgins che fingeva di essere un giornalista.
Anita Bryant ha passato decenni a insistere che i gay minacciavano la famiglia americana. La sua stessa famiglia in seguito ha complicato quella storia. Nel 2021, sua nipote ha fatto coming out come lesbica e ha sposato la sua compagna. Secondo quanto riferito, Bryant si è rifiutata di partecipare al matrimonio.
C’è dell’ironia in questa storia.
Bryant era una cantante pop ed ex Miss Oklahoma diventata celebrità evangelica. All'epoca, la contea di Miami-Dade aveva appena approvato un'ordinanza di base contro la discriminazione a tutela delle persone omosessuali in materia di alloggio e occupazione. Bryant l’ha definita pericolosa. Ha avvertito che i gay stavano "reclutando" bambini. In un discorso ha dichiarato: "Gli omosessuali non possono riprodursi, quindi devono reclutare".
Quella bugia ha alimentato il panico.
La campagna di Bryant è riuscita ad abrogare l'ordinanza di Miami. Ha girato il Paese promuovendo misure di questo tipo. Le chiese si sono radunate con le loro greggi. I politici hanno seguito il suo esempio, demonizzando i gay. Improvvisamente, l'idea che le persone queer fossero predatori è diventata un punto fermo della politica di destra.
Suona familiare?
Ma è successo qualcos'altro grazie al bigottesmo di Bryant. Le persone queer e gli ally hanno combattuto in modi che hanno cambiato l'attivismo per sempre.
Il più grande sponsor di Bryant era la Florida Citrus Commission. Quindi bar gay, attivisti e gente comune hanno lanciato un boicottaggio del succo d'arancia della Florida. Se Anita Bryant era il volto sorridente degli agrumi, allora gli agrumi erano il problema.
I bar smisero di servire gli screwdriver. I manifestanti organizzarono picchetti davanti ai negozi di alimentari. Al posto della vodka e del succo d’arancia, la gente ordinava un nuovo drink: l’«Anita Bryant Cocktail». La vodka con il succo di mela non è un granché, ma nemmeno il bigottismo lo è.
Il boicottaggio si è diffuso a livello nazionale e le celebrità si sono unite. È stata umiliata in diretta TV con la torta. L'immagine di Bryant come portavoce sana d'America è crollata quasi da un giorno all'altro. La Florida Citrus Commission l'ha tranquillamente abbandonata come portavoce.
Le proteste hanno anche dato il via a qualcosa di più grande. Harvey Milk organizzò una campagna contro di lei in California. L'attivismo politico LGBTQ esplose in tutto il Paese. La reazione che Bryant contribuì a scatenare aiutò anche a dare vita al moderno movimento per i diritti queer.
Bryant ha trascorso i suoi ultimi anni in gran parte fuori dai riflettori. La fama era finita. Le sponsorizzazioni milionarie erano sparite. La corrente culturale contro cui aveva lottato con tanta forza era andata avanti senza di lei. È morta qualche anno fa all’età di 84 anni, sola e amareggiata.
La maggior parte delle persone oggi conosce il suo nome per un motivo.
Ha cercato di cancellare le persone queer dalla vita pubblica. Invece, ha contribuito a radicalizzare una generazione di attivisti che si sono rifiutati di scomparire.
HUMaN
QUESTO GOVERNO CHE ORMAI È DEFINITIVAMENTE LA PUTTANA DI TRUMP STA STUPRANDO LA COSTITUZIONE E CI STA ALLEGRAMENTE PORTANDO IN GUERRA.
NON IN MIO NONE, PERDIO!!!!!!!!
Il referendum spiegato bene
IO VOTO NO
The German diplomat Harry Graf Kessler’s ideal of beauty was male. It was men bathing naked in rivers. It was working-class boys fighting in a Whitechapel boxing ring (‘East End and Greece in one’, he noted in his diary on 25 April 1903). It was the attraction of two young Belgian sailors on leave, or Nijinsky performing on stage. By 1907 he was in an amorous relationship with a slender racing cyclist named Gaston Colin. Kessler would meet the French sculptor Aristide Maillol for the first time in 1904, with Kessler considering the sculptor’s work the embodiment of excellence. He was attracted to the sensuality of his art. On 10 November 1902 he had noted in his diary that the great loss for art since the Renaissance was the disappearance of warm-blooded lust. To Kessler, the naked body and the beautiful human face were the alpha and omega of great art. However, it took him a great deal of effort encouraging the firmly heterosexual sculptor to chisel a male nude. He finally persuaded him to have Gaston Colin stand as his first adult male model. Maillol executed the sculpture in 1908 in his studio. When the clay version was finished, Kessler ordered a bronze cast to be made. In his diary Kessler documented the progress of the work and took a number of photographs of a nude Colin posing in Maillol’s studio. The statue became known as ‘Le coureur cycliste’ (but no bike!) It is the sculptor’s only major free-standing male nude. With the acquisition of this sculpture in bronze Kessler came to possess a full-length nude portrait of his lover and companion, an image of physical perfection.
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SE LA TUA RELIGIONE TI INSEGNA A ODIARE LE PERSONE IN BASE A CHI AMANO, FORSE È ORA DI TROVARE UNA NUOVA RELIGIONE.
This is one of the strongest solar storms in ages. View from ISS is incredible.
Do you love the color of the—uh, well, does this even count as the sky anymore?
Astronaut Don Pettit took this photo from space in January 2025, as the Sun began to rise over a cloudy Pacific Ocean. This long-exposure image shows off the wide band of the Milky Way, our home galaxy, above the aurora and airglow that shine closer to Earth's horizon.
Astronaut Don Pettit has been to space four times: most recently, he spent 220 days on the International Space Station, returning to Earth in April 2025. Pettit grew space plants, printed 3D metal parts, and studied human health during his time in orbit. When he wasn't working on more formal studies, though, he found plenty of time for what he calls the "science of opportunity:" exploring and experimenting with his surroundings through a combination of science and art.
Pettit shares his experience with the art side of his time in space on our astrophotography episode of “Houston, We Have a Podcast” alongside astronaut Matt Dominick. Give it a listen here or on your favorite podcast app.
LET’S LOVE
We (don’t) have to dance Vol. 2.4
di Melanto Mori
⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️+++
Let's Love!: We (don't) have to dance - Step Four (Dancing Queens Vol. 5) eBook : Mori, Melanto: Amazon.it: Kindle Store
RECENSIONE
Andrey ha paura; non sente più la danza ma sente sempre più presente un sentimento che lo spaventa e che non sa come gestire. E quindi scappa, da tutto e da tutti, e si rifugia nell'unico posto che sente veramente "casa", ovvero da sua nonna Rochelle. E finalmente conosciamo anche lei, che se lo trova davanti all'una di notte e lo accoglie con un fucile spianato. Ma Rock, pur se preoccupata per il nipote, e nonostante i modi spicci e rudi, lo accoglie e cerca di rimetterlo in carreggiata. Un altro aiuto arriverà poi da una persona che non ci si aspetterebbe, ma che avrà un peso importante nel far riflettere Andy e lo aiuterà a fare un passo importante nella sua crescita.
Poi arriva Eliah a riacchiapparlo, come aveva detto al giudice.
Da qui parte un percorso in discesa che porterà alla risoluzione di tutto, finalmente in modo positivo.
Però le paure di Andy - ma anche quelle di Eliah -, non sono del tutto scomparse, e soprattutto la paura di perdersi, perché entrambi hanno paura di trovarsi, ma soprattutto hanno paura di perdersi. Ma cosa succede se a farti rischiare di perdere ciò che ami è proprio la paura di perderlo?
C’è una crescita nei due protagonisti che, arrivati a questo quarto volume, ce li presenta totalmente diversi da come li avevamo conosciuti. E se il cambiamento in Eliah era già molto visibile nel volume precedente, chi ha una vera e propria evoluzione e una crescita notevole, è proprio Andrey, che si trova a dover far fronte realmente con tutte le paure e i suoi problemi e a dover rivalutare e ricostruire sé stesso in modo pesante. Ciò che vediamo è finalmente il vero Andrey, quello che smette finalmente quella maschera che anche Eliah aveva visto e che, finalmente, sceglie di essere sé stesso alla luce del sole. E ha ragione Eliah, questo Andy è sfolgorante.
Un altro grandissimo punto a favore di questo che, secondo me, è il volume più bello - e non per il lieto fine o per le situazioni positive che, a volte sembrano più da favola che da vita reale (ma poi chi dice che, ogni tanto non sia giusto che la favola irrompa nella realtà?) -, è il modo in cui tutto finalmente si ricompone in modo armonico e credibile (anche i momenti più positivi) e come i personaggi trovino una loro collocazione e un loro peso all'interno della narrazione. Sì, perché oltre ai personaggi principali, qui abbiamo la presenza viva e palpabile anche di tutta quella serie di personaggi collaterali, che non sono affatto secondari, ma assolutamente comprimari indispensabili, e che creano una coralità ancora più presente rispetto ai volumi precedenti, dove comunque era già molto presente.
In più ritroviamo Nico in gran spolvero, e questo è un elemento che ho amato enormemente perché Sanders è un personaggio che ho adorato incondizionatamente fin dalle pagine di "Twerk".
Della scrittura di Melanto Mori ormai non so più cosa dire, perché di nuovo l'ho trovata perfetta nel tono, che sa essere alto e/o basso nei giusti modi e momenti e che riesce, di nuovo, a scavare nei personaggi senza bisogno di inutili artificiosità. Quindi, in attesa degli ultimi volumi della serie, le 5 stelle sono più che meritate, e anzi gli vanno anche un po' strette.
Elena Mauro scrive da dio, il suo nuovo libro parla di volley, ed è pure in preorder; non lasciamocelo scappare!
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E fra poco meno di due settimane sarà sui vostri dispositivi!
Allora, siete pronti a entrare in campo?
Cominciate a riscaldarvi!
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Se non doveste trovare il libro cercandolo su Amazon, perché sappiamo che è lenterrimo e dà sempre problemi, trovate il link qui sotto!
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Matteo Piantedosi nell’esercizio delle sue funzioni (21 agosto 2025 d,C,)
A l'époque , le rapport à la nudité masculine était bien différent, moins tabou, plus naturelle. Aujourd'hui ce genre de photo parait impossible .
A treat from senpai (*ˊ ˇ ˋ*)