We (don’t) have to dance Vol. 2.4
Let's Love!: We (don't) have to dance - Step Four (Dancing Queens Vol. 5) eBook : Mori, Melanto: Amazon.it: Kindle Store
Andrey ha paura; non sente più la danza ma sente sempre più presente un sentimento che lo spaventa e che non sa come gestire. E quindi scappa, da tutto e da tutti, e si rifugia nell'unico posto che sente veramente "casa", ovvero da sua nonna Rochelle. E finalmente conosciamo anche lei, che se lo trova davanti all'una di notte e lo accoglie con un fucile spianato. Ma Rock, pur se preoccupata per il nipote, e nonostante i modi spicci e rudi, lo accoglie e cerca di rimetterlo in carreggiata. Un altro aiuto arriverà poi da una persona che non ci si aspetterebbe, ma che avrà un peso importante nel far riflettere Andy e lo aiuterà a fare un passo importante nella sua crescita.
Poi arriva Eliah a riacchiapparlo, come aveva detto al giudice.
Da qui parte un percorso in discesa che porterà alla risoluzione di tutto, finalmente in modo positivo.
Però le paure di Andy - ma anche quelle di Eliah -, non sono del tutto scomparse, e soprattutto la paura di perdersi, perché entrambi hanno paura di trovarsi, ma soprattutto hanno paura di perdersi. Ma cosa succede se a farti rischiare di perdere ciò che ami è proprio la paura di perderlo?
C’è una crescita nei due protagonisti che, arrivati a questo quarto volume, ce li presenta totalmente diversi da come li avevamo conosciuti. E se il cambiamento in Eliah era già molto visibile nel volume precedente, chi ha una vera e propria evoluzione e una crescita notevole, è proprio Andrey, che si trova a dover far fronte realmente con tutte le paure e i suoi problemi e a dover rivalutare e ricostruire sé stesso in modo pesante. Ciò che vediamo è finalmente il vero Andrey, quello che smette finalmente quella maschera che anche Eliah aveva visto e che, finalmente, sceglie di essere sé stesso alla luce del sole. E ha ragione Eliah, questo Andy è sfolgorante.
Un altro grandissimo punto a favore di questo che, secondo me, è il volume più bello - e non per il lieto fine o per le situazioni positive che, a volte sembrano più da favola che da vita reale (ma poi chi dice che, ogni tanto non sia giusto che la favola irrompa nella realtà?) -, è il modo in cui tutto finalmente si ricompone in modo armonico e credibile (anche i momenti più positivi) e come i personaggi trovino una loro collocazione e un loro peso all'interno della narrazione. Sì, perché oltre ai personaggi principali, qui abbiamo la presenza viva e palpabile anche di tutta quella serie di personaggi collaterali, che non sono affatto secondari, ma assolutamente comprimari indispensabili, e che creano una coralità ancora più presente rispetto ai volumi precedenti, dove comunque era già molto presente.
In più ritroviamo Nico in gran spolvero, e questo è un elemento che ho amato enormemente perché Sanders è un personaggio che ho adorato incondizionatamente fin dalle pagine di "Twerk".
Della scrittura di Melanto Mori ormai non so più cosa dire, perché di nuovo l'ho trovata perfetta nel tono, che sa essere alto e/o basso nei giusti modi e momenti e che riesce, di nuovo, a scavare nei personaggi senza bisogno di inutili artificiosità. Quindi, in attesa degli ultimi volumi della serie, le 5 stelle sono più che meritate, e anzi gli vanno anche un po' strette.