parole parole parole (alla TV)
A distanza di mesi continuo a non avere dimestichezza con questi mezzi.
Sono convinta che la cosa che mi manca in definitiva sia un po' di costanza. Costanza con le parole e nelle parole, per le mie parole. Non parole a vanvera, non troppe parole né usate male, ma costanza nello scrivere parole vere. Quelle parole che scrivendo(si) ci descrivono e ci fanno scavare dentro di noi, andando oltre, per arrivare fino agli altri e poi tornare indietro.
Non ho da anni la TV ma io non sono contro la TV, intendiamoci bene. La TV è stata una che mi ha cresciuta, ho passato tantissime ore insieme a lei, davanti a lei, ho ingurgitato tutto quello che aveva, l'ho amata, mi ha ipnotizzata, è stata con me tanto di quel tempo e in tante di quelle situazioni... Insieme a lei ho studiato, ho dormito, ho ballato, ho cenato, pranzato. Mi ha visto fare l'amore, piangere, ridere, mi ha dato il buongiorno e la buonanotte. Mi sono rifugiata davanti a lei e con la sua confusione, i suoi rumori e le sue immagini mi sono estraniata da quello che fuori non mi piaceva, mi faceva male. Ma oggi è tutto diverso. In quest'era di totale decadenza, dove non ci si accorge nemmeno più dell'abisso in fondo al quale siamo precipitati è diventato solo un mezzo per asportare chirurgicamente, silenziosamente e in maniera indolore il cervello delle persone e se possibile, raccimolare qualche voto.
Povera TV, mi dispiace che sia andata così, io ti rimango comunque affezionata. Non credo proprio che esistano altri mezzi più democratici e chi oggi si illude e urla che la democrazia passa dalla rete non capisco se mi fa tenerezza o mi fa incazzare, o forse tutte e due le cose.
Il problema non è la forma delle cose, il problema è che ormai conta solo la forma delle cose e si è persa l'essenza. La forma andrebbe usata per esprimere l'essenza, ma se dell'essenza che è fatta di sogni, di desideri, delle passioni, di musica, di silenzi e di bellezza non ne rimane più traccia non possiamo prendercela con qualcos'altro o con qualcun altro.
Ma se spegniamo il rumore fuori, poi qualcosa dentro di noi lo ritroviamo.
Basta cercare e ascoltare. E trovare una nuova forma di essere, magari attraverso le parole. O il silenzio.