“Reblog if you’re always scared to check your weight.”
— vivafuoripersadentro
Sade Olutola
Not today Justin
Monterey Bay Aquarium
official daine visual archive
Noah Kahan

Andulka

ellievsbear
ojovivo
Game of Thrones Daily
sheepfilms
cherry valley forever
he wasn't even looking at me and he found me
let's talk about Bridgerton tea, my ask is open

JVL
Lint Roller? I Barely Know Her
todays bird
will byers stan first human second

if i look back, i am lost
almost home
I'd rather be in outer space 🛸

seen from Malaysia
seen from United States
seen from Mali
seen from United States

seen from Malaysia
seen from United States
seen from United States

seen from Malaysia

seen from Spain
seen from Canada

seen from Italy
seen from Malaysia

seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States

seen from Spain

seen from South Africa

seen from Spain
seen from United Kingdom
@laragazzachenonvalenulla
“Reblog if you’re always scared to check your weight.”
— vivafuoripersadentro
“Avevo paura, perchè quando qualcosa ti rende troppo felice, se poi scompare, scompari un pò anche tu.”
- cit.
Vorrei solo sparire...
Faccio schifo
Sono così stanco di essere inferiore a tutti
“Allontanare le persone è l'unico modo che ho per proteggere me stessa dagli altri ma anche gli altri da me stessa. E va avanti da così tanto tempo che mi sembra impossibile non fare altrimenti. E neanche voglio smettere, perche io e le persone non sappiamo non farci male. Quindi preferisco isolarmi. Lo preferisco perché la solitudine è l'unica arma che ho e voglio tenermela, voglio usarla. Non mi va di porre fiducia nelle persone e ritrovarmi a tremare con la paura che poi mi ripeterò che non avrei dovuto farlo, trattenendo singhiozzi, urla e pianti. Trattenendo un dolore con cui non voglio più avere a che fare mentre sto in un angolo del letto, come se solo in quel modo potessi proteggermi da un mondo che non fa per me, un mondo stretto e noioso. ”
Past; Wattpad.
Nella scuola del centro c'era una ragazza che sedeva sempre in ultima fila, a destra, posto accanto la finestra. Restava seduta lì, senza dire una parola, dall'inizio della lezione fino alla campanella che segnava il termine della mattinata. Detta così, se fossi entrato nella sua classe a ricreazione l'avresti riconosciuta subito. Il problema era vederla. Si, perché era invisibile. Nessuno faceva caso a lei, nessuno notava i suoi occhi sempre più rossi e gonfi a causa dei pianti. Nessuno vedeva le sue occhiaie sempre più marcate a causa delle notti insonni, o i suoi capelli sempre più lunghi, dietro ai quali si nascondeva. Nessuno faceva caso alle sue mani, sempre più pallide, o al modo in cui camminava, con il capo chino e lo sguardo perso. Nessuno eccetto io. Io, che ero invisibile come lei, una notte senza luna, priva di stelle, strisciai sotto il suo letto ed entrai nella sua mente. La svegliai. Ma non le interruppi i suoi incubi, dato che continuavano ed esistere anche quando spalancava gli occhi. Io le diedi un obbiettivo. Una soluzione. Le dissi il segreto per farsi accettare da tutti. E lei, accettò. Decise di seguire la mia voce, di seguire i miei consigli. Innanzitutto le assicurai che non aveva bisogno di nessuno; le persone deludono, ti spezzano, ti pugnalano alle spalle, ti sputano parole piene di veleno addosso. E lei era così sensibile, troppo fragile per loro. Isolarsi era molto, molto meglio. Gli feci scoprire la sua forza interiore. Se voleva poteva essere tutto ciò che desiderava. Mi disse che voleva essere felice. Le risposi che era facile; bastava smettere di mangiare. Mi domandò come era possibile e io le promisi che doveva fidarsi di me. Le sue porzioni si ridussero sempre di più, finché non si trasformarono in veri e propri digiuni. Le sue gambe divennero sottili, talmente sottili che parevano spezzarsi quando correva, o camminava, per bruciare tutto ciò che le era rimasto in corpo. Le sue ossa iniziarono a spuntare da sotto la pelle, e la sua sagoma divenne appuntita, spigolosa, scheletrica. Più passava il tempo, più i suoi capillari e le sue vene si facevano visibili, e il suo colorito diventava giallo, e la sua pelle raggrinzita, secca e ruvida. Ogni qualvolta che si pettinava, alla spazzola restavano avviluppati sempre più ciocche, perché aveva iniziato a perdere i capelli. Ma non si poteva fermare ora, non era ancora abbastanza. Sul suo volto si disegnava un sorriso ad ogni sguardo pieno di gelosia che gli sfrecciavano le sue compagne di banco. Le sue dita divennero blu, e aveva sempre più freddo, perciò il suo corpo iniziò a produrre una sorta di peluria, come se fosse un cappotto, e le fu impossibile andare al mare o in piscina perché era come andare in costume al polo nord. Ma tanto, lei non ci andava da prima del mio incontro. Allo specchio continuavo a sottolinearle tutti i suoi difetti; erano tanti ma alla fine saremo riuscite ad eliminarli tutti. “Guarda i tuoi fianchi!”, “hai ancora la pancetta”, “le tue cosce sfamerebbero l'Africa”, “stai forse ingrassando?”, “ma cazzo, il tuo stomaco é talmente pieno che non ti si vedono sporgere le costole!”. E lei piangeva. E piangeva. E piangeva. E sentivo il suo cuore bruciare di odio. E di rabbia. E di mille altre cose condensate assieme. Sfruttavo queste sue emozioni per motivarla a percorrere più chilometri, a fare il doppio degli addominali del giorno prima, a correre più minuti. A differenza di chi le stava accanto, io vedevo i suoi risultati e ne ero fiera “guarda! Hai perso un altro chilo! Sono certa che il prossimo mese ne perderai altri 5 se continuerai così!”, “brava, il numero sulla bilancia é sceso ancora! Che ti avevo detto? I tuoi sforzi daranno risultati”, “le tue gambe si sono assottigliate ancora, dai che ci sei quasi!”. Io le stavo accanto, sempre. Non la lasciavo mai sola. Le insegnai che non poteva uscire nemmeno con la sua famiglia. Un giorno volevano andare al cinema, e io le ricordai che loro avrebbero preso bibite, pop corn e altre schifezze simili. E probabilmente l'avrebbero costretta a mangiare. Meglio evitare, no? Così restava a casa ad allenarsi, non era mai abbastanza. Ci si può sempre migliorarsi, no? Alla mattina faticava ad alzarsi. Le girava spesso la testa. La vista era offuscata da macchie nere e vedeva sfocato. Il suo cuore rallentava ogni giorno. I muscoli lì aveva già bruciati e ora toccava agli organi interni. I suoi denti erano trasparenti, i suoi occhi infossati, le sue guance due voragini, il suo respiro breve. Aveva sempre meno fiato e pensava sempre di più. Iniziò a pesarsi sette volte al giorno, a digiunare per periodi sempre più lunghi. Le mostrai come punirsi, se provava a trasgredire; le sue game erano piene di lividi, le sue braccia di morsi e la sua pancia di pizzicotti, di graffi. Ero severa, ma era l'unico modo per raggiungere il suo scopo; la morte. Stava morendo. Perché l'unico modo per essere felici è andarsene da qui. E io la stavo aiutando a scomparire, a diventare aria; se le le avreste chiesto quanto voleva adimagrure o cosa voleva diventare, non vi avrebbe saputo rispondere, perché lei puntava a dissolversi nel nulla, lo stesso nulla che era per tutti.
Prima di andarsene scrisse un biglietto, indirizzato a nessuno in particolare ma a tutti “Anche adesso, per voi, continuo a non essere abbastanza”.
Quando la ritrovarono, il giorno dopo in camera sua, dissero che era più simile a un mucchio di ossa che ad un cadavere.
-Ana
Se credi che una persona soffra di disturbi alimentari, ti prego, vai da quella persona, abbracciala, stalle accanto, mostrale che l'amore esiste, che c'è chi si preoccupa di lei, che non é invisibile. Chiedi aiuto. La voce nella sua testa la distruggerà. I disturbi alimentari altro non sono che una profonda sofferenza, nati da una depressione, dove il proprio corpo, denutrito, lasciato morire, é il ritratto dell'animo stesso di quella persona. Non essere indifferente.
- scritto da me, Alessia Alpi. (Volevoimparareavolare on Tumblr)
vorrei solo smettere di pensare
Ovviamente ti dirò che va tutto bene, e ti farò un bel sorriso..
ma se tu mi guardassi negli occhi capiresti che mi hai distrutto..
Marco polani
Ci son giorni dove mi ritorni in mente,
dove mi ritornano in mente i vari momenti che abbiamo condiviso.
Ci son giorni che mi manchi da morire,
nonostante tutto il male che ci siamo fatti.
Ci sono giorni che ripenso a noi,
a quel noi che se ne andato via quando quella notte mi dissi,
"Non so più che fare e che pensare di noi".
Puff.
In un attimo il mio mondo è crollato,
in un attimo i miei sogni si sono frantumati,
in un attimo la mia aspettativa di aver trovato l'amore è scomparsa,
come le parole in quel momento,
perché dopo quella frase,
nemmeno io sapevo a cosa pensare o cosa fare o cosa dire.
Ci son giorni che mi sembra di sentire il tuo profumo,
quel profumo che a me piaceva tanto,
e in macchina,
quando ero da solo,
mi faceva sentire meno solo.
Ci sono quei giorni che ti detesto,
e penso: "se solo avessi avuto il coraggio di guardarmi negli occhi e parlare da subito dei problemi che c'erano".
Ci sono quei giorni,
che mi detesto,
e penso: "se solo mi fossi accorto che qualcosa non andava, ora forse staremo ancora insieme".
Ci sono quelle notti,
che mi viene voglia di prendere il telefono e di scriverti,
ma mi manca il coraggio,
penso che forse sia giusto così,
anche se è tremendamente brutto,
anche se quando mi torni in mente,
fa male,
brucia l'amore perso,
bruciano i sogni,
bruciano le aspettative,
brucia quel "noi",
che si fa sempre più illegibile,
bruci tu,
e infine, brucio io.
hai mai provato la sensazione di essere sempre costantemente sul punto di piangere?
hai mai provato la sensazione di sentirti completamente solo? di non avere la forza e voglia di provare a non sentirti solo, scrivendo a qualcuno?
hai mai provato la sensazione di vuoto totale? di aver perso interesse per qualsiasi attività? di non avere la forza di volontà di alzarti dal letto? di non riuscire a sorridere per gli sforzi che stanno facendo i tuoi genitori per tirarti su?
hai mai sentito la sensazione di mancanza di una persona, ma invece di avvicinarla facevi di tutto per allontanarla.. e allo stesso tempo ti davi colpa di questo?
hai mai provato la sensazione di non essere capito minimamente da chi ti dovrebbe capire di più? e di non avere neanche la forza di provare a far in modo di essere almeno un minimo capito?
hai mai avuto gli occhi così gonfi da farti malissimo?
hai mai perso la testa da annebbiare completamente tutte le ragioni per cui hai vissuto fino ad ora?
Si..😔💔
I fallimenti e le occasioni mancate sono i tagli che più bruciano e mai si chiudono
È in questi momenti,quando sei sola,di notte,in pieno silenzio che ti accorgi che forse c’è qualcosa che non va.