Vorrei solo che qualcuno mi amasse per quello che sono... Chiedo troppo?
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Vorrei solo che qualcuno mi amasse per quello che sono... Chiedo troppo?
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Ma voi.. non avete mai quella voglia di piangere senza sapere il perché?
No.. perché a me succede fin troppo spesso...
L'incubo sta tornando...
«Come stai?»
Lo so che la sua è una domanda innocente, non le interessa veramente sapere come me la passo, ma inizio comunque il mio messaggio vocale di risposta:
«Sarò sincera, sto veramente male. Intervallo ore di vuoto ad attimi di panico, non esco più, non m'importa più della gente, non faccio sforzi per socializzare, non riesco a studiare o a lavorare, sto cadendo in un baratro di disperazione. Gli ultimi quattro giorni li ho passati in ospedale, ma non l'ho detto a nessuno, la mia salute non è mai stata proprio ottima, dovrei esserci abituata, ma no, non lo sono. Il braccio all'infermiera lo do in automatico, ma i prelievi mi preoccupano allo stesso modo. Solito ECG, tolgo la maglia con velocità, ma solo quando mi rivesto ed esco dalla stanza riprendo a respirare. Soliti medici, solite domande. Bene, posso andare. Vorrei confidarmi con qualcuno, ma non c'è nessuno, so che chi sta male dà solo fastidio.
La mia vita è a pezzi, ho seri problemi familiari, gli amici non me li so tenere, piango per le stesse persone da anni, faccio schifo ad elaborare i lutti e sono un'esperta nel peggiorarmi la vita, nascondere i miei problemi e fare finta che vada tutto bene.
Sto provando a scrivere un libro, sai. Ma mi deprimo in un attimo e precipito nelle mie solite spirali. Mi sento un'incapace, inabile a sopravvivere-» mi blocco, spingo il microfono verso l'alto e cancello il messaggio vocale. Troppo lungo, troppo deprimente, troppo sincero. Ricomincio:
«Sto bene, grazie. Tu come stai?»
Ed é sempre così...
"Aiutami, perché non ho idea in cosa sbaglio. Vivo come tutti, ma non sono felice come gli altri..."
Scrivere é qualcosa di magnifico, di liberatorio, ti fa sfogare.. vi prego non scrivete col telefono, scrivete con carta e penna, sbagliate a scrivere non che ci sia il correttore che corregge ogni cosa che scrivete, scrivete, sbagliate tirate un segno e scrivete giusto.. non trovo il gusto di scrivere e subito il correttore aggiusta la parola.. scrivere a mano é qualcosa di unico, ti puoi sfogare, magari non scrivi e ti metti a disegnare.. ma ti sfoghi.. mettiti a scrivere anche alle due di notte non importa, chissene frega scrivi, non fregartene del messaggio che é arrivato, spegni il telefono e scrivi..
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Ieri sera mi hanno detto "sei più bella" "sei cambiata" "sei bellissima" io volevo risponde 'perché? Prima ero brutta?' ma mi precedette, "con questo non sto dicendo che prima eri brutta anzi, eri bella anche prima ma la bellezza la nascondevi, ora l'hai tirata fuori, ora hai una bellezza pura, ora sei bellissima.." sentire queste parole quasi mi misi a piangere, ma non pensate che sia un ragazzo o una persona in particolare.. ma solo con queste parole mi ha cambiato ancora di più..
lasciamimparareavolare
Vivi. Fregatene della gente che non vuole starti vicino, ma soltanto farti del male; vivi come non hai mai fatto vivi fin che puoi...
lasciamimparareavolare
Essere sull'orlo di crollare, e nessuno lì a salvarti...
C’era una ragazza bellissima nella mia scuola di danza.
I suoi capelli scuri erano sempre raccolti in uno chignon perfetto e il suo tutù era di una tonalità di rosa che riusciva ad esaltare la sua pelle chiara, rendendola un qualcosa di prezioso.
C’era una ragazza bellissima nella mia scuola di danza.
In ogni saggio era la prima ballerina e il suo fisico slanciato, con le gambe affusolate e il suo collo da cigno, glielo invidiavano tutte.
C’era una ragazza bellissima nella mia scuola di danza.
In ogni foto aveva un sorriso perfetto, che risaltava rispetto gli altri grazie ai suoi denti bianchissimi e le sue labbra carnose.
C’era una ragazza bellissima nella mia scuola di danza.
Ma… un giorno qualcuno la spinse così forte da farla cadere. Si sbucciò le ginocchia. Si spellò i palmi delle mani.
Non disse niente, e tornò a casa.
Un giorno qualcuno la guardò male e gli appiccicò un foglio con su scritto “TROIA” a caratteri cubitali sopra la sua borsa.
Lei non disse nulla, e tornò a casa.
Un giorno qualcuno le scattò una foto e la pubblicò sul suo FACEBOOK commentando con vari insulti diversi.
Lei non disse nulla, e tornò a casa.
Un giorno qualcuno portò un coltellino svizzero e gli stappò il tutù.
Lei non disse nulla, e tornò a casa.
Un giorno qualcuno l’aspettò all’uscita, le diede uno schiaffo in faccia, ricoprendola di parolacce.
Lei non disse nulla, e tornò a casa.
Passarono i giorni
che divennero settimane
che si tramutarono in mesi.
Lei continuava a venire nella mia stessa scuola di danza, continuava a muoversi con la stessa eleganza, continuava a guardare tutti con gli stessi occhi azzurri, enormi e bellissimi, continuava ad essere perfetta in tutto; nelle foto, nelle coreografie, nel riscaldamento.
E gli altri continuavano a farle del male.
A chiamarla “PUTTANA”, a scriverglielo ovunque; dalle mattonelle nei bagni al muro esterno dell’edificio. Continuavano a sfregiarle col coltello le scarpette e i vestiti.
Lei sembrava non subire colpi; restava bellissima e tutti continuavano ad invidiarla.
Il giorno prima del saggio, dove lei era stata nominata ancora una volta la prima ballerina, l’insegnante ci diede la notizia della sua morte.
Si era suicidata, tagliandosi le vene e lasciandosi dissanguate dentro alla vasca da bagno.
Tutti, soprattutto coloro che la bullizzavano, furono colpiti dallo stesso stupore.
Ci dissero poi che lasciò solo un piccolo post it, dentro la sua borsa di danza, con scritto “gli errori come me non meritano di esistere. Gli errori come me meritano solo di morire”.
Quando la polizia, chiamata dai genitori, intervistò le ballerine che le avevano fatto del male e chiesero loro il motivo delle loro continue prese in giro nei suoi confronti, TUTTE risposero la stessa cosa;” Lei non ci aveva mai rivolto la parola. Conoscevamo poco e niente della sua vita. Non ci aveva fatto nessun torto, non avevamo nessun motivo per prendercela con lei.
Ma era bellissima; la più bella.
E pensavamo che siccome era bella, era felice… insomma tutti volevano essere lei, perciò eravamo convinte che non potesse essere ferita, né da noi, dalle nostre parole, né da nessun altro.
Era la migliore, uno la guardava e subito provava una terribile invidia nei suoi confronti. Ci sentivamo quasi in dovere di farla sentire in colpa per ciò che era, perché noi sapevamo che non saremo mai potute diventare lei… nessuno si immaginava che dentro di se si considerava e si sentiva un errore. Nessuno. “
Ma in realtà, se solo qualcuno fosse stato in grado di andare oltre alla sua pelle liscia e le sue ciglia lunghe, avrebbe notato che dentro ai suoi occhi blu c’era tempesta.
Una terribile tempesta.
C’era una bellissima ragazza nella mia scuola di danza. Quando ritrovarono il suo diario, nell’ultima pagina c’era scritto “Io non mi sono mai Vista Bella come tutti credono. E nemmeno mi sono mai sentita tale. Ma mi sento una TROIA, o una PUTTANA, o uno sbaglio. Mi sento qualcuno di orribile, che merita di avere sempre i vestiti sfregiati, che merita di non aver amici e restare sempre da sola, che merita che tutti gli parlino male, sia alle spalle che su internet.
Il problema è che le persone SI VEDONO e SI SENTONO nello stesso modo in cui le altre persone LE GUARDANO e LE TRATTANO”.
-Alessia Alpi, scritta da me.
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...non giudicate mai se non sapete💔🌹
Ed è quando ti senti sola che diventa un casino...
lasciamimparareavolare
Se sapete di essere la migliore amica persona e vorreste dirgli un segreto, ma dentro di voi sentite la 'vocina' che vi dice di non farlo, ascoltate quella vocina ogni tanto, perché forse quello non è il momento giusto, o semplicemente non é la persona giusta...
lasciamimparareavolare
Ricordate di non cambiare per nessuno, restate voi stessi, perché se cambiate le persone si innamoreranno della parte 'falsa' di te, non si innamoreranno mai per quel che sei, non si innamoreranno mai di te.
lasciamimparareavolare
Non siate orgogliosi, uno sbaglio va perdonato.
E dillo un 'mi manchi' una volta tanto...