Indescrivibile dal vivo.
Bastanza una merda la resa col cellulare ovviamente.
Comunque sia, Trieste continua con i suoi tramonti mozzafiato.
Sade Olutola

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Cosimo Galluzzi
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@latergestina
Indescrivibile dal vivo.
Bastanza una merda la resa col cellulare ovviamente.
Comunque sia, Trieste continua con i suoi tramonti mozzafiato.
Enjoy.
Diego Manna, un triestino, un mito.
Io ho sognato l’accensione dell’albero in Piazza Unità… Con Cosolini che invitava, anzi incitava, i presenti a ballare con lui Jump on it. E cominciava a ballarla. E qualche baba accanto a lui, assessore a non so che diceva allarmata “Stai attento, stai attento, ti strapperai il cappotto di Armani”. Mi sono svegliata già in posizione facepalm. Grazie cervello, veramente.
Se non vi ricordate o non sapete che diavolo sia Jump on it, ecco, ancora incagolata ho cercato il video su YouTube. Io vado a decapitare il mio San Nicolò di cioccolato. Buon 6 dicembre, #Trieste.
Favola di Natale (?) SEI
IL SIMBOLO indiscusso del giorno di San Nicolò dei bambini triestini degli anni 70', 80', 90'. La carta da regalo del negozio di giocattoli Orvisi.
"Orvisi era la Mecca. Il Duncan's dei triestini. Due piani di giocattoli. Libidine. Doppia libidine. Libidine coi fiocchi. Chi se ne ricorda, sorriderà." (cit. migiustifico)
Buon San Nicolò a tutti i nostalgici, ai nuovi genitori e ai bambini di adesso. Insomma, buon San Nicolò cari triestini.
L'albero dev'essere ancora acceso, i proiettori ancora tarati al millimetro, ma intanto ecco l'effetto delle luci di Natale che quest'anno animano...
Quest'anno i giochi di luce in Piazza Unità sono molto curati.
Trieste, Natale 2006.
Sarà stato dispendioso, forse eccessivamente dispendioso, non lo so, ma la bellezza di star in mezzo a Piazza Unità tra gli alberi illuminati e le musiche da valzer o con i canti natalizi era roba da film. Le coppie danzavano, chiunque sorridente scattava foto, vi si respirava un clima veramente magico.
Sentirsi in gabbia. Una gabbia che spesso appare dorata e avvolta nella bambagia ma pur sempre una gabbia.
Trieste, prigione mentale.
Osservo e ricordo. Decido, ma anche dimentico. Cambio. Godo. A volte amo. Incontro. Saluto. Dibatto, magari litigo. Eppur sempre mi emoziono.
V.I.V.O.
Qui.
Molo Audace.
La Divina Tergeste.
*Ricorda e splendi*
Nordicismi tergestini.
11 novembre 2014. +22° C.
E in giro volano comunque piumini, sciarpe, stivali al ginocchio, berretti, cappotti come niente fosse.
Ma non avete caldo? Ma voi non sudate mai? Ma le ditte vi pagano per indossare i loro capi invernali dal primo di ottobre a fine aprile per contratto?
Io non vi capisco e mi comincia a pruder la pelle ogni volta che vi guardo.
Bora, invoco te.
Salvaci da sto clima del cazzo e rimetti nel giusto il guardaroba altrui.
Luglio si vestiva di Novembre e per ripicca Novembre si trasforma in mite Luglio. Il Caldo Porco confonde i più anziani. I più giovani hanno contratti stagionali con le grandi catene per cui non si torna indietro: sciarpa e berretto 100% poliestere per tutti (14,90 euro).
@ Caffè Teatro Verdi LaTergestina applaude il testosterone ante guerra. Altri tempi, altre fatture, irreplicabili.
Pioggia in Piazza Unità.
La pioggia non impedisce all'amore di mostrarsi. Semmai lo rende ancor più poetico riflesso in una lastra lucida monocromatica e giocoso tra coriandoli annegati e lo sbilanciarsi di due corpi che si scontrano per abbracciarsi e che cercano di sorreggersi a vicenda senza perdere l'ombrello, confine del loro microcosmo.
Più a destra, LaTergestina, scorge passeggiare indisturbati i Beatles e sorride perché nessuno se ne accorge, tranne lei.
Ammaliata e incredula davanti ai tramonti che questo 2014 hanno invaso la città. Questo è di oggi, 22 ottobre 2014.
Nessuno è innocente, Roberta De Falco
Leggo, sospiro e, consapevole della verità di queste parole, annuisco.