‘’Forse dovrei andare in palestra’’ ossia la discesa all’Inferno.
Quando avevo iniziato la quinta superiore era tutto davvero molto noioso. La mia vita si era ridotta ad andare a scuola, bere caffè, procrastinare i compiti e fumare mentre riflettevo su quale futuro si potesse prospettare andando avanti a Chesterfield blu. Dovevo insomma trovare qualcosa da fare, quindi pensai alla palestra.
Ci avevo pensato a lungo, ma nonostante quelle che io chiamo ‘’passeggiate nei boschi’’ finiscano per diventare ‘’lotta per riuscire a tornare a casa con tutti gli arti ancora attaccati al corpo’’ o ‘’perchè ho scelto la strada difficile, perchè’’ ed il fatto che per ritrovarmi per dire, alle 4 in centro, devo uscire alle 3, farmi 30 minuti a piedi fino alla fermata dell’autobus e poi prenderlo, non sono proprio una persona sportiva. Mi ricordo una volta quando la mia professoressa di ginnastica mi chiese se praticavo sport, penso di aver urlato MAI! La stessa reazione che avrei avuto se mi avesse chiesto di vendere la mia anima ed il mio corpo alla religione mormona. Mi decisi infine di andare al primo colloquio nel quale decidono che tipo di esercizi assegnarti, ovviamente io facevo parte della categoria ‘’CASO PERSO’’. Alla domanda ‘’hai mai praticato sport?’’ sono sicuro che stavo per rispondere con ‘’Faccio 2 orette a piedi per comprarmi le sigarette, lei invece? LEI COSA FA?!’’, ma probabilmente sono solo scoppiato a ridere nervosamente, dopo il colloquio ho fatto quello che mi riesce meglio, ossia sparire dalla circolazione per poi tornare un mese dopo. La mia prima sessione di esercizi mi dette l’opportunità di conoscere il mio trainer, un personaggio che ovviamente era un poliziotto e che sono sicuro che ad un certo punto abbia iniziato ad odiarmi, anche perchè aveva smesso di salutarmi, probabilmente era convinto che le mie difficoltà motorie fossero legate al consumo e spaccio di eroina e non era concepibile che lui, brav’uomo e difensore della legge, dovesse fare lezione ad uno che SEMBRAVA UN SPACCIATORE DI EROINA, probabilmente IO ero la ragione per cui teneva le strade pulite al sicuro. Durante la mia prima sessione decisi di sembrare una persona determinata, facendo diligentemente tutti gli esercizi due volte, ovviamente qualsiasi persona dotata di buonsenso avrebbe capito che no, una persona che preferisce morire di fame piuttosto che alzarsi dal divano, avrebbe già problemi a riprendersi dopo una sessione, figuriamoci due ed infatti i giorni successivi camminavo come se fossi appena uscito da un match della WWE, avevo perso la capacità di piegare un braccio e l’unico obiettivo che avevo era diventato quello di assumere enormi dosi di morfina e le cose non migliorarono. Qualche mese dopo infatti andai in palestra tutto felice, settimane dopo la mia iscrizione dopo essere stato odiato dalle segretarie perchè non avevo mai le chiavi dell’armadietto ero riuscito a comprarlo ero diventato finalmente un membro della palestra! Mi potevano vedere come una persona seria! Insomma, chiusi con il lucchetto nuovo l'armadietto con il mio zaino e tutto il resto e andai giù a fare la mia sessione (ovviamente era la sessione da principianti , ma che per me significava lacrime e sangue, una cosa cosa che neanche la Passione di Cristo di Mel Gibson poteva concepire), mentre ero a fare esercizi mi venne un dubbio atroce, il lucchetto aveva due chiavi, non è che anche con l'altra chiave, quella che ho lasciato sù si può aprire? Cercai di non pensarci e finisco quello che dovevo finire, andai su ed arriva il fatidico momento. Aprii l'armadietto. Il vuoto. ''Cristo, capisco il cellulare, ma anche i vestiti no, eh, oh mio dio, il computer, OH MIO DIO IL COMPUTER'' pensai. Rimango paralizzato. Non potevo andare a dirlo alle segretarie, o meglio andare e dirgli ''Senta mi hanno derubato, comunque avevo lasciato un lucchetto con una chiave che probabilmente poteva aprirlo, ma non ne sono sicuro, possiamo guardare adesso tanto hanno richiuso!'' Già mi odiavano perchè oltre alle chiavi dimenticavo anche sempre la tessera, in questo sarei passato da lieve antipatia ad ''AFFIDARE AI SUSSIDI SOCIALI'' alla velocità della luce (mentre il mio istruttore probabilmente sogghignando tra sè e sè avrebbe pensato ‘’questi sono gli effetti della droga, dunque’’). Nella disperazione apii l'armadietto accanto e mi sentii sentito stupido, molto stupido, così stupido che in quel preciso istante ho immaginato una freccia che mi indicava con sopra scritto ''esemplare di menomato mentale'' sopra di me. Nessuno aveva aperto l'armadietto ed anche se lo avesse fatto sarebbe rimasto molto deluso. Perchè avevo lasciato tutto nell'armadietto accanto che era sempre rimasto aperto. ‘’Ah beh’’ pensai ‘’forse tutto sommato dovrei ricominciare a passeggiare nei boschi’’.Â







