Sono passati più o meno 7 anni da quando posai nel cassetto l’occorrente per esprimermi, disegnare, fare ciò che dissuadeva me da questo mondo malato, frenetico e senza un vero obbiettivo.
Siamo tornati ma a tempo determinato, purtroppo o almeno questo é il mio pensiero. Niente é per sempre, la creatività personale può giacere nell’abisso più profondo del nostro IO, prima o dopo torna ma mutata o quasi. Ci vorrebbe più costanza e rispetto verso i propri sogni e per poter mantenere alte le nostre vibrazioni ci vorrebbero più sogni positivi, cosa ardua vivendo in mezzo a una società in cui il primo valore é l’apparire e il denaro, il secondo è quello di mentire alla persona accanto per un torna conto personale e il terzo è quello di dover reprimere sensazioni, emozioni e parole, perché poi sembri sbagliato, debole e paranoico.
Malgrado tutto o per fortuna, non faccio ciò che faccio per soldi, per un riconoscimento o per farmi mettere sotto a dei riflettori di cui penso che per via della mia continua ansia mi manderebbe tutto in merda.
Ciò che disegno, che creo nasce da ciò che ho dentro, da ciò che percepisco. Probabile che, tra il 2017 e ora, qualcosa si era spento e lo percepivo, colpa delle droghe, dell’alcool, di entrambi messi insieme come uno strano cocktail di follia e finto benessere, ma lo sentivo fino a dentro le mie marce viscere…il cuore se ne era andato, le emozioni erano diventate tutte simili. Non c’era più senso di proseguire e mi buttai a capofitto in una vita normale, tranquilla, lavorativa e monotona così da poter galleggiare e osservare come tutto intorno a me mutava. Non c’ho capito un cazzo fino ad ora, per essere sincero, ma ho “vissuto” da spettatore e ho accumulato nuove nozioni e molta più pazienza, che non avevo e non pensavo di poter apprendere.
Mi è stato insegnato nuovamente cosa vuol dire “amare” in tempo breve ma intenso, é stata un’altra batosta e più che fallimento la definirei una nuova esperienza, ove, dopo anni di chiusura emotiva, ho sentito che potevo ancora affezionarmi, scaldar un cuore altrui, emanare calore e farlo recepire alla persona interessata nonostante il grande gelo che vive tutt’ora dentro me.
Abbattere tutti i muri innalzati negli anni per sentirsi nuovamente fragili, umani…beh, uno vero schifo, crederci per poi sentirsi amareggiati. Però ho capito che non sono morto. Ormai di lacrime non ce ne stanno più dentro a quest’involucro chiamatosi “corpo” le ultime a venir fuori furono per mio nonno, circa 12 anni fa, che la sua essenza possa riposare in pace e spero che non stia vegliando su di me. Se così non fosse e stai vegliando su di me, ti chiedo…anzi Vi chiedo scusa se sono sembrato un fallimento. Scusatemi anche voi Ile e Cri, se mi state guardando da lassù o dal nostro grande nulla, chiedo venia a voi ma anche a me stesso per non aver saputo Vivere e sorridere come voi mi avevate insegnato.
Provare fastidio o gioia era diventato similare se non noioso. Era tutto così piatto…ora non so cosa stia realmente provando, di certo la malinconia non mi ha mai abbandonato e saper e sentir che ancora respiro e che riesco ancora ad incazzarmi ma non con molta più apatia aggiunta, mi fa, forse, sentire bene.