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“Ci vogliono due anni per imparare a parlare, ma una vita per imparare a tacere.”
Ho vissuto la guerra attraverso gli occhi e i racconti di mio nonno e mai mi sarei aspettata di viverla al giorno d’oggi.
Mi sembra di stare seduta accanto a nonno e mentre lui racconta passano i video dei bombardamenti, dei missili o dei rifugiati in Ucraina e tutto mi sembra surreale.
Mi ricordo ancora, quasi come se lo avessi qui davanti, i suoi occhi lucidi mentre mi raccontava dove si nascondeva con i suoi fratelli, in soffitta, mentre la mia bis nonna si faceva vedere dai tedeschi. Percepisco ancora la paura nella sua voce di quando mi raccontava i suoi incontri con i tedeschi, lì stessi che andavano a casa sua a prendere da mangiare, lasciando a loro solo pane e patate.
Percepisco la paura di un figlio, quando mi ha raccontato di come ha visto suo padre partire per andare al fronte a combattere e la felicità di quando lo ha visto tornare a casa dopo che è stato un prigioniero di guerra.
Sarei stata tanto grata di conoscere il mio bis nonno, ma purtroppo non ci sono riuscita, ma so che è stato un militare con i contro cazzi e ne sono fiera!
Ho ascoltato di come nonno e i suoi fratelli si proteggevano l’un l’altro per non cadere nella morsa dei tedeschi e di come erano “ felici “ di stare nascosti insieme.
Ho vissuto, con i racconti di nonno, una guerra, che sembrava così tanto lontana, ma che ora non lo è più.
ma quanto sono belle quelle persone che ti fanno ridere anche con poco?
Sai di aver lasciato un segno quando le persone, nel bene e nel male, dopo anni, parlano ancora di te
A te che mi aspetti alla fermata di Zara, a te che mi segui al lavoro e mi fai i cuori con le mani, a te che non hai il coraggio di avere un approccio verbale, non pensi di mettere ansia? Non pensi di sembrare un maniaco a seguirmi?
È la prima volta che mi capita in 25 anni della mia vita, ma già ho provato tutte le sensazione di schifo, ho sentito le mani fredde è tremanti, le gambe fredde e il senso di ansia, al lavoro o ovunque mi trovassi per il centro di Milano.
Sarai anche un bel ragazzo, ma se hai le peggio intenzioni di sto mondo sta attendo, la prossima volta che ti vedo, non manterró la calma
Sono due giorni che non dormo bene, sono con il pensiero costante e fisso per Michele Merlo, non è possibile che un ragazzo di 28 anni debba lottare per la vita, di lotte lui ne ha già fatte tante.. ho paura ad addormentarmi per poi svegliarmi con brutte notizie, sono costantemente attaccata ad ogni social per cercare una notizia, vera, un minimo positiva.
Ci hai aiutato tanto e ora tocca a noi aiutare te, Leone, lotta, noi siamo qui ad aspettarti per sostenerti più che mai 🤍💙
Non pensavo che dopo un anno sarebbe stato così difficile
Tutto quello che non sopporto ha un nome.
Non sopporto i vecchi. La loro bava. Le loro lamentele. La loro inutilità.
Peggio ancora quando cercano di rendersi utili. La loro dipendenza.
I loro rumori. Numerosi e ripetitivi. La loro aneddotica esasperata.
La centralità dei loro racconti. Il loro disprezzo verso le generazioni successive.
Ma non sopporto neanche le generazioni successive.
Non sopporto i vecchi quando sbraitano e pretendono il posto a sedere in autobus.
Non sopporto i giovani. La loro arroganza. La loro ostentazione di forza e gioventù.
La prosopopea dell’ invincibilità eroica dei giovani è patetica.
Non sopporto i giovani impertinenti che non cedono il posto ai vecchi sull’autobus.
Non sopporto i teppisti. Le loro risate improvvise, scosciate ed inutili.
Il loro disprezzo verso il prossimo diverso. Ancor più insopportabili i giovani buoni, responsabili e generosi. Tutto volontariato e preghiera. Tanta educazione e tanta morte.
Nei loro cuori e nelle loro teste.
Non sopporto i bambini capricciosi e autoreferenziali e i loro genitori ossessivi e referenziali solo verso i bambini.
Non sopporto i bambini che urlano e che piangono. E quelli silenziosi mi inquietano, dunque non li sopporto. Non sopporto i lavoratori e i disoccupati e l’ostentazione melliflua e spregiudicata della loro sfortuna divina.
Che divina non è. Solo mancanza di impegno.
Ma come sopportare quelli tutti dediti alla lotta, alla rivendicazione, al comizio facile e al sudore diffuso sotto l’ascella? Impossibile sopportarli.
Non sopporto i manager. E non c’è bisogno nemmeno di spiegare il perché. Non sopporto i piccoli borghesi, chiusi a guscio nel loro mondo stronzo. Alla guida della loro vita, la paura. La paura di tutto ciò che non rientra in quel piccolo guscio. E quindi snob, senza conoscere neanche il significato della parola.
Non sopporto i fidanzati, poiché ingombrano.
Non sopporto le fidanzate, poiché intervengono.
Non sopporto quelli di ampie vedute, tolleranti e spregiudicati.
Sempre corretti. Sempre perfetti. Sempre inconciliabili. Tutto consentito, tranne l’omicidio.
Li critichi e loro ti ringraziano della critica. Li disprezzi e loro ti ringraziano bonariamente. Insomma, mettono in difficoltà.
Perché boicottano la cattiveria.
Quindi sono insopportabili.
Ti chiedono “ come stai?” E vogliono saperlo veramente. Uno choc. Ma sotto l’interesse disinteressato, da qualche parte, covano coltellate.
Ma non sopporto neanche quelli che non ti mettono mai in difficoltà. Sempre ubbidienti e rassicuranti. Fedeli e ruffiani.
Non sopporto i giocatori di biliardo, i soprannomi, gli indecisi, i non fumatori, lo smog e l’aria buona, i rappresentanti di commercio, la pizza al taglio, i convenevoli, i cornetti alla cioccolata, i falò, gli agenti di cambio, i parati e i giorni, il commercio equo e solidale, il disordine, gli ambientalisti, il senso civico, i gatti, i topi, le bevande analcoliche, le citofonare inaspettate, le telefonate lunghe, coloro che dicono che un bicchiere di vino al giorno fa bene, coloro che fingono di dimenticare il tuo nome, coloro che per difendersi dicono di essere dei professionisti, i compagni di scuola che dopo trent’anni ti incontrano e ti chiamano per cognome, gli anziani che non perdono mai occasione per ricordarti che loro hanno fatto la Resistenza, i figli sopravvissuti che non hanno nulla da fare e decidono di aprire una galleria d’arte, gli ex comunisti che perdono la testa per la musica brasiliana, gli svampiti che dicono “ intrigante”, i modaioli che dicono “ figata” e derivati, gli sdolcinati che dicono bellino carino stupendo, gli ecumeni che chiamano tutti “ amore”, certe bellezze che dicono “ ti adoro”, i fortunati che suonano ad orecchio, i finti disattenti che quando parli non ascoltano, i superiori che giudicano, le femministe, i pendolari, i dolcificanti, gli stilisti, i registi, le autoradio, i ballerini, i politici, gli scarponi da sci, gli adolescenti, i sottosegretari, le rime, i cantanti rock attempati con i jeans attillati, gli scrittori boriosi e seriosi, i parenti, i fiori, i biondi, gli inchini, le mensole, gli intellettuali, gli artisti di strada, le meduse, i maghi, i vip, gli stupratori, i pedofili, tutti i circensi, gli operatori culturali, gli assistenti sociali, i divertimenti, gli amanti degli animali, le cravatte le risate finte, i provinciali, gli aliscafi, i collezionisti tutti, un gradino più un su quelli di orologi, tutti gli hobby, i medici, i pazienti,il jazz, la pubblicità, i costruttori, le mamme, gli spettatori di basket, tutti gli attori e tutte le attrici, la video arte, i luna park, gli sperimenti di tutti i tipi, le zuppe, la pittura contemporanea, gli artigiani anziani nella loro bottega, i chitarristi dilettanti, le statue delle piazze, il baciamano, le beauty farm, i filosofi di bell’aspetto, le piscine con troppo cloro, le alghe, i ladri, le anoressiche, le vacanze, le lettere d’amore, i preti e i chierichetti, le supposte, la musica etnica, i finti rivoluzionari, i panda, l’acne, i percussionisti, le docce con le tende, le voglie, i cosmetici, i cantanti lirici, i parigini, i pullover a collo altro, la musica al ristorante le feste, i meeting, le case col panorama, gli inglesi, i neologismi, i figli di papà, i figli d’arte, i figli dei ricchi, i figli degli altri, i musei, i sindaci dei comuni, tutti gli assessori, i manifestanti, la poesia, i salumieri, i gioiellieri, gli antifurti, le catenine di oro giallo, i leader, tutte le persone troppo alte o troppo basse, i funerali, i peli, tutte le cilindrate, i portachiavi, I cantautori, i giapponesi, i dirigenti, i razzisti e i tolleranti, i ciechi, la formica, il rame, gli abbronzati, le lobby, i cuochi in televisione, i balbuzienti, i radical chic
[....]
Non sopporto i timidi, i logorroici, i finti misteriosi, ingoffi, gli spavaldi, gli estrosi, gli invidiosi , i maleducati, i coscienziosi, gli imprevedibili, i comprensivi, gli attenti, gli umili, gli esperti, gli appassionati, gli eterni sospesi, i battiti sti, i cinici, i paurosi i superbi, i tredici, gli svogliati, gli insicuri, i dubbiosi, i bruschi, e tutti quelli che socializzano con relativa facilità.
Non sopporto la nostalgia, la normalità, la cattiveria, l’iperattività, la bulimia, la gentilezza, la malinconia, l’intelligenza e la stupidità, la tracotanza, la rassegnazione, la vergogna, l’arroganza, la simpatia, il doppiogiochismo, il menefreghismo, l’abuso di potere, la sportività, la bontà d’animo, l'ostentazione, la curiosità, , il la sobrietà e l’eccesso, la falsità, l’eleganza, la felicità.
Non sopporto niente e nessuno.
Neanche me stesso. Soprattutto me stesso.
Solo una cosa sopporto.
La sfumatura.
{ hanno tutti ragione P. Sorrentino }
Amano davvero, quelli che tremano a dire che amano.
Ciao nonno come stai? Hai trovato La Nonna? Siete insieme adesso?
Qui è tutto uno schifo, siamo ancora A casa, io sono a casa dal Lavoro e mi annoio penso sempre a voi.
Sai nonno mi manca venire a trovarti, a salutarti e tu che facevi finta di dormire mentre sorridevi, mi manca metterti le mani sugli occhi e tu prontamente che me le toglievi perché erano fredde e me le scaldavi tra le tue, mi manca anche sentire la tua voce, mi manca giocare a carte con te, le tue “ incazzature “ quando vincevo io e non tu. Mi manca vederti sorridere e soprattutto mi manca poter stare accanto a te mentre mi raccontavi della tua vita da bambino, perché non torni a farlo?
Ormai sono 7 mesi che non ci sei più, che non sei più qui accanto a me e ancora io non riesco a pensare che non ti vedrò più.
Sei andato via in silenzio, come solo tu potevi fare, senza avere noi accanto, senza darci un ultimo saluto.
Mi mancano anche le tue incazzature di quando eri a casa, io che appena potevo venivo da te e studiavo mentre ti facevo da mangiare e a te che non andava mai bene nulla, i tuoi dispetti mentre cercavo di concentrarmi per l’esame di maturità, mi ricordo anche dei tuoi racconti, mentre studiavo storia e sai che mi hanno aiutato tanto? Si perché solo tu, potevi farmi piacere la storia, tu con i tuoi racconti sulle guerre.
Mi manchi tantissimo e vorrei poter tornare indietro per viverti più di quello che ho fatto e per starti vicino ancora di più, per farti arrabbiare e vincere anche a carte, voglio tornare a fare le torte solo per te e incavolarmi se qualcuno la mangiava, era solo per te, tornare a portarti il caffè, tornare a trovarti a mangiare alle macchinette, a vedere i tuoi sorrisi, sì proprio quelli furbi che facevi ogni volta appena mi vedevi, insomma nonno, torna che io ho bisogno di te.
Mi manchi, non immagini quanto
La tua ‘ciabattona’
Ti apri, inizi a fidarti delle persone fino al punto di raccontare cose che non avresti mai avuto coraggio di raccontare a qualcuno e poi queste persone sono le stesse che ti raccontano cazzate su cazzate e allo stesso tempo ti dicono che a te ci tengono.
Ti sentivi bene e riuscivi a sorridere nonostante la giornata di merda che stavi passando, ma poi capisci che è tutto una grande cazzata.
Stavo iniziando a credere, nelle amicizie, quelle VERE, ma grazie, di aver buttato tutto nel cesso e di avermi fatto tornare al punto di partenza.
A te, a me, a noi, ci credevo davvero, soprattutto dopo che eri tornato.
quando credi che la tua vita stia andando nella giusta direzione... Ed invece rimane sempre la solita merda di sempre! 👌
Holaaaaa
Finalmente il periodo tanto odiato, almeno per me, è finito.
Posso dire che oggi per me è un pò come capodanno, perc ho iniziato da pochi giorni una dieta e ho intenzione di portarla avanti, settimana prossima inizio a lavorare e poi... Ho intenzione di tornare a scrivere qui sopra, ancora non so bene come organizzarmi, ma vorrei tornare ad essere attiva e a pubblicare, un pò per tornare a trovare il mio posto nel mondo, quindi a scrivere un pò di cose personali, e poi avevo intenzione di Postare delle foto/ delle frasi.
Quindi.. Stay tuned e... Buon inizio anno