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@lookingthestars
i have 2 moods: nothing matters and everything matters too much
Poteva accadere.
Doveva accadere.
E’ accaduto prima. Dopo.
Più vicino. Più lontano.
E’accaduto non a te.
Ti sei salvato perché eri il primo.
Ti sei salvato perché eri l’ultimo.
Perché da solo. Perché la gente.
Perché a sinistra. Perché a destra.
Perché la pioggia. Perché un’ombra.
Perché splendeva il sole.
Per fortuna là c’era un bosco.
Per fortuna non c’erano alberi.
Per fortuna una rotaia, un gancio, una trave, un freno,
un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.
Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio.
In seguito a, poiché, eppure, malgrado.
Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba,
a un passo, a un pelo
da una coincidenza.
Dunque ci sei? Dritto dall’animo ancora socchiuso?
La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì? Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo.
Ascolta
come mi batte forte il tuo cuore.
Wislawa Szymborska
‘ur quiet’ i am gatekeeping my personality from u
getting approached by an animal that wants you to pet them is such a magical feeling. like they saw you and went "yeah there's love in there"
My special talent is assuming our friendship is a burden on you and you dread hearing from me. So then I stop talking to you to ease the load and ruin what we had
hey tumblr i’m sad
Again and again
“Reblogga se anche tu vuoi un abbraccio in questo momento.”
— (via lucciolainvernale)
Da lui, magari.
(via sololemielacrime)
eh
(via frammentarsix)
Il tuo? Ma quello sempre, non solo ora
2017
Ho i miei dubbi su di te
Ci hanno detto di disegnare la nostra maschera. E questa.. È la mia.
“Cara mamma, Mi dispiace per tutto questo. Vorrei poterti dire che non è colpa tua, che devi stare tranquilla, che non hai fatto niente, ma non è così. Ogni giorno tu mi fai sentire sbagliata, per cose di cui forse nemmeno ti accorgi, “il bucato non si stende così”, “ma non sai nemmeno mettere a posto una cucina?”, “il sei è il minimo storico”, non te ne accorgi e mi spingi sempre più giù, mi porti ad odiare me stessa. E fai bene, è giusto che io mi odi, lo so. D'altronde… C'è qualcosa di sbagliato in me. Cara mamma, Scusa per tutte le delusioni. A scuola, coi ragazzi, con me stessa… Scusa se non ti dico come sto, ma ti farebbe male, e odio vedere il dolore nei tuoi occhi. Odio essere io a provocare quel dolore, tu non lo meriti. Ho visto i tuoi occhi annebbiati e rossi dal pianto, per causa mia, ed è stata la sensazione peggiore che abbia mai provato. Cara mamma, È stata a otto anni la prima volta che ho detto e pensato “era meglio se non nascevo”, e ancora lo penso. Sarebbe stato meglio, per tutti: tu non saresti costretta a dover ancora parlare con mio padre, potresti fare carriera, quella che non puoi fare a causa mia, e io non sarei qua a sprecare spazio. Al mio posto potrebbe esserci un'altra anima, molto migliore della mia. Cara mamma, Scusa se non riesco a prendere i miei pezzi e a rimetterli assieme. Anzi, scusa se sono a pezzi, non dovrei, lo so. Scusa se sono triste, non lo faccio apposta. Scusa se non sono la figlia che volevi, scusa se non lo sarò mai. Scusa se non sono all'altezze delle aspettative, a me… Dispiace. Scusa se sono qua mamma, scusami tanto, non ci sarei dovuta essere. Cara mamma, Scusa di tutto. Ti voglio bene… Da tua figlia, che non è degna di essere chiamata figlia.”
—
Altro che “polsi che urlano”, qua c'è tutta l'orchestra
“Che delusione! Mi fai schifo, sei una vergogna.”
— Parole di una madre a sua figlia
“Sei un parto venuto male.”
— Mia mamma