Corpi virtuali, caldi esseri
Tra la mia momentanea Rimini e la tua permanente Torino ti guardavo e odiavo la teoria della relatività, quando a piegare carte geografiche scopriremo che le nostre città non si toccheranno mai se non in webcam.
Passerò ore a condividere saliva trasmessa attraverso i filtri della comunicazione e filtrata ancora secondo i paradigmi del tuo essere così ingenuo. A credere nelle cazzate del “non ci amiamo, ma ci stiamo solo frequentando”, orgogliosi avremmo urlato ai muri ingialliti quanto bello era ritrovarsi sul tardi a fissare le vetrine dei negozi ormai chiusi perché stanchi.
Stammi addosso come anfibi per proteggermi dalle pozzanghere dei miei temporali sempre impavidi, perché se brilleremo lo faremo come bombe o come stelle. Con qualche prescrizione cureremo i livelli altissimi di dopamina e sbatteremo la testa per fermare i cannoni delle guerre che ci suonano dentro il petto.
Desiderarti in modo così poco convenzionale e ritrovarsi a scriverti soltanto di qualche abbraccio virtuale. Promettimi che litigheremo spesso, che faremo l'amore mentre le città dormono, che viaggeremo sempre a basso prezzo, che ci ammaleremo col bel tempo, e che faremo solo quello che ci passa per la testa.