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CONTRACTED (2013)
In un paio d'anni il sottogenere - se tale può essere definito - "rotting alive horror" ha detto tutto ciò che aveva da dire, ovvero ben poco: i metaforoni sociali si sprecano, ma alla fine sono sempre quelli e sono pure banali. Peccato, perché il film non è fatto neanche male, ma è di un'inutilità quasi imbarazzante.
RSVP: "Thanatomorphose", "Dead Girl".
Voto: 5.
SUGAR MAN (2012)
La bizzarra storia di un'anti-icona del rock - tale Rodriguez - il cui mito si è fondato per anni su un mare di menzogne diventa qui una sottile metafora del potere dei media, dell'effimerità del successo e della nobiltà del lavoro e della fatica.
RSVP: "S1m0ne", "Buena Vista Social Club".
Voto: 7,5.
THE PUFFY CHAIR (2005)
Siamo agli albori del mumblecore e il sentore di Dogma 95 è piuttosto forte, così come - per fortuna - sono forti i germogli di tutta quella che sarà la nuova deriva indipendente americana: un banale viaggetto per acquistare una poltrona usata si trasforma in un'analisi approfondita dei dilemmi pre-matrimoniali. I Duplass sono semplicemente geniali.
RSVP: "Your Sister's Sister", "Hannah Takes The Stairs".
Voto: 7,5.
OLTRE LE COLLINE (2012)
Livido ritratto dello scontro tra due estremi - fede e passione - che, nonostante abbiano radici comuni, in questo caso sembrano inconciliabili e destinati a un inevitabile drammatico epilogo.
RSVP: "Quattro mesi, tre settimane, due giorni", "Dogtooth".
Voto: 7,5.
TOKYO GORE POLICE (2008)
Forse si tratta del film in cui sono stati versati più litri di sangue della storia del cinema e questo mare rosso fa passare in secondo piano la sceneggiatura inconsistente e le cadute di gusto. Per fortuna, non mancano trovate d'effetto, scene (quasi) memorabili e momenti di (mal)sano divertimento: non è Miike e non è Tsukamoto, ma il potenziale è buono.
RSVP: "Vampire Girl vs. Frankenstein Girl", "Meatball Machine".
Voto: 6/7.
VINYAN (2008)
Film che solitamente viene etichettato come orrorifico, ma che in realtà evoca sensazioni primordiali - la paura di perdere i propri cari, il timore dell'ignoto e la riverenza verso la natura incontaminata - ed esprime al meglio l'estetica pauperistica di Du Welz.
RSVP: "Calvaire", "Rovine".
Voto: 7.
LUST FOR LOVE (2014)
Analisi piatta, stereotipata e un po' manichea dei più classici problemi post-adolescenziali in materia d'amore e di sentimenti. Tanti tira-e-molla tra coppie, qualche finta trasgressione e un bel po' di prevedibilità conciliatoria sono gli ingredienti principali; quindi si tratta della solita minestra, riscaldata per l'occasione attraverso Kickstarter.
RSVP: "A.C.O.D.", "Like Crazy".
Voto: 5.
WRISTCUTTERS - UNA STORIA D'AMORE (2006)
Strampalata commedia on the road dalla vocazione fortemente romantica, disseminata di trovate surreali che la rendono davvero imprevedibile, fino all'happy ending invero piuttosto prevedibile.
RSVP: "Ogni cosa è illuminata", "Interstate 60".
Voto: 7+.
RIKI-OH: THE STORY OF RICKY (1991)
Prendete Bruce Lee ed estremizzatelo in chiave manga, poi riportatelo a una dimensione cinematografica jacksoniana e, infine, scrivete una sceneggiatura un po' a caso, che non lesini sui cliché di genere. Tutta la creatività di questo cult movie cinese è focalizzata sugli splatterosissimi scontri tra carcerati, ma tanto basta per farne un must per gli appassionati.
RSVP: "Tokyo Gore Police", "L'urlo di Chen terrorizza anche l'occidente".
Voto: 7.
UPSIDE DOWN (2012)
L'idea di fondo è carina, ma ne scaturisce l'ennesima trasposizione in chiave fantascientifica di Romeo e Giulietta, estetizzante e ruffiana proprio come va di moda adesso. Piacerà ai giovani, ma per noi è un'occasione sprecata.
RSVP: "Ember", "Cloud Atlas".
Voto: 6.
THE CONGRESS (2013)
La prima metà è una bella riflessione sul ruolo dell'attore-icona nell'economia delle produzioni cinematografiche, poi c'è la seconda metà. E qui entrano in scena Bosch, de Chirico e Kon in un frullato lisergico, che cerca di allargare il discorso all'intera popolazione mondiale. Certamente uno dei film più visionari della storia, al pari del racconto di Lem da cui è stato tratto.
RSVP: "Il pasto nudo", "Holy Motors".
Voto: 8.
THE ABCS OF DEATH (2013)
Estremizzazione degli horror a episodi tanto in voga negli anni Ottanta: in tutto sono 26 cortometraggi per un paio d'ore d'intrattenimento, tra alti, bassi e qualche perplessità.
RSVP: "V/H/S", "Racconti dalla cripta".
Voto: 6+.
SOLO GLI AMANTI SOPRAVVIVONO (2013)
Jarmusch immortala i vampiri più decadenti, acculturati e snob della storia del cinema. Peccato che, a parte l'originalità della rilettura del personaggio iper-stereotipato del vampiro, rimanga poco altro di quello che risulta essere il più fiacco dei film del regista statunitense.
RSVP: "Intervista col vampiro", "The Addiction".
Voto: 6,5.
LUCKY (2011)
Black comedy un po' sgangherata, che rimescola sempre le carte sfruttando i suoi protagonisti bipolari. Se fosse stata girata da un inglese, sarebbe diventata un capolavoro e, invece, si salva solo grazie al finale.
RSVP: "The Happiness of the Katakuris", "Some guy who kills people".
Voto: 6.
IL DONO (2003)
Frammartino ha coraggio da vendere, perché è da temerari proporre un documentario che non è un documentario, con una colonna sonora fatta di rumori della natura e la duplice assenza di ritmo e di una sceneggiatura vera e propria. Eppure questo post-neorealismo pasoliniano è pieno di suggestioni emozionanti. Peccato per la fotografia non proprio all'altezza.
RSVP: "Le quattro volte", "L'ora blu".
Voto: 6/7.
ARGO (2012)
Film sobrio e solido, con poche concessioni allo spettacolo e tanto rigore, sia morale che formale. Ben Affleck è stato davvero coraggioso a voler (ri)proporre un tipo di cinema che è letteralmente scomparso dopo gli anni Settanta.
RSVP: "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto", "Munich".
Voto: 8.