Così l’Usignolo premette di più contro la spina, la spina gli toccò il cuore e una violenta fitta di dolore lo trafisse. Più feroce era il dolore, più impetuoso diventava il suo canto, perché cantava dell’amore che è reso perfetto dalla morte, dell’amore che non muore nella tomba. E la stupenda rosa divenne rossa, come il rosa del cielo a oriente. Rossa era la cintura di petali e rosso come un rubino era il cuore.
Ma la voce dell’usignolo diventava più debole, le sue piccole ali cominciarono a sbattere e un velo gli calò sugli occhi. Il suo canto diventava sempre più debole e sentiva in gola qualcosa che lo soffocava.
Allora donò un’ultima esplosione di musica. La bianca luna la sentì, dimenticò l’alba e indugiò nel cielo. La rosa rossa la sentì, fremè tutta per l’estasi e aprì i petali all’aria fredda del mattino. L’eco la portò nel suo antro purpureo tra le colline e svegliò dai loro sogni i pastori che dormivano. Fluttuò tra le canne del fiume e loro portarono il suo messaggio al mare.
-Si narra che l'usignolo amasse la rosa da abbracciarla così tanto che le spine gli trafissero il cuore. -
Oscar Wilde












