Keni

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@milah-p
Fabio O.
Milano. 2017
fabio orIAni
Milano
dicembre 2017
Mi piaci perchè hai un corpo penetrabile e cedevole, un corpo che ama essere attraversato, inchiodato, dilatato, tormentato, illanguidito.
G.Manganelli (via losguardodiascalafo)
Scrivi, scrivi; se soffri, adopera il tuo dolore: prendilo in mano, toccalo, maneggialo come un mattone, un martello, un chiodo, una corda, una lama; un utensile, insomma. se sei pazzo, come certamente sei, usa la tua pazzia: i fantasmi che affollano la tua strada usali come piume per farne materassi; o come lenzuoli pregiati per notti d’amore; o come bandiere di sterminati reggimenti di bersaglieri.
Usa il tuo inferno totale: scalda i moncherini del tuo nulla; gela i tuoi ardori genitali; con l’unghia scrivi sul tuo nulla: a capo.
- Giorgio Manganelli
Tra foga e sgomento, fame e apatia, diventi silenzio che strozza senza rabbia la parola, passato che non sai scacciare. E perdi il senso dello sguardo, la mano, il sudore, la voce che si insinua nella gabbia e la frantuma, bocca spalancata, schiuma di folle che sa bene quanto sia amaro il non amore.
Ivano Mugnaini (via ideepochemafisse)
Il tuo dovere è di non consumarti mai nel sacrificio. Il tuo dovere reale è di salvare il tuo sogno. La Bellezza ha anche dei doveri dolorosi: creano però i più belli sforzi dell'anima. Ogni ostacolo sormontato segna un accrescimento della nostra volontà, produce il rinnovamento necessario e progressivo della nostra aspirazione. Abbi il culto sacro (io lo dico per te… e per me) per tutto ciò che può esaltare ed eccitare la tua intelligenza. Cerca di provocarli, di perpetrarli, questi stimoli fecondi, perché soli possono spingere l'intelligenza al suo massimo potere creatore.
Amedeo Modigliani (via blucomelamarea)
Sono stufa di tutti questi ego, ego, ego. Del mio e di quello di tutti gli altri. Sono stufa della gente che vuol arrivare da qualche parte, fare qualcosa di notevole eccetera, essere un tipo interessante. È disgustoso, disgustoso e basta. Me ne infischio di quello che dicono. […] Non ho timore della competizione. È proprio il contrario, non lo capisci? Ho paura di volerla la competizione, è questo che mi terrorizza. Per questo ho piantato il corso di teatro, perché sono terribilmente disposta ad accettare le valutazioni degli altri. È proprio perché mi piace sentirmi applaudire e acclamare, vuol dire che c’è qualcosa che non va. Me ne vergogno. Ne sono stufa. Sono stufa di non avere il coraggio di essere nessuno e basta. Sono stufa di me e di tutti quelli che vogliono fare colpo, in un modo o nell’altro.
J. D. Salinger, Franny e Zooey (via lelettere)
Penso ai pochi momenti che abbiamo trascorso a guardarci allo specchio, io ed Emma, momenti in cui eravamo una prima persona plurale, una serie di immagini fuse tra loro. E poi la mia triste e colpevole incapacità di dirle chi ero, di raccontarle la storia (…). Ho aspettato troppo. Avrei voluto che lei mi vedesse in un ambiente isolato, al di fuori delle forze che mi avevano plasmato.
Don DeLillo, Zero K (via luomocheleggevalibri)
Le mie mani ricordando che tu le trovasti belle, io accorata le bacio, mani, tu dicesti, a scrivere condannate crudelmente, mani fatte per più dolci opere, per carezze lunghe, dicesti, e fra le tue le tenevi leggere tremanti, ora ricordando te lontano che le mani soltanto mi baciasti, io la mia bocca piano accarezzo.
Sibilla Aleramo (via perpassareiltempo)
Vivo in esile equilibrio fra declini di memorie ostili e il sorgere di nuovi sogni. Con i piedi nel dramma e le ali nel prodigio.
Barbara Brussa (via parolecomesabbia)
Non sono mai “io” che decido il “mio” desiderio, ma è il desiderio che decide di me, che mi ustiona, mi sconvolge, mi rapisce, mi entusiasma, mi inquieta, mi anima, mi strazia, mi potenzia, mi porta via
Massimo Recalcati (via soffiovitale)
Tocco la tua bocca, con un dito tocco tutto l’orlo della tua bocca, la sto disegnando come se uscisse dalle mie mani, come se per la prima volta la tua bocca si schiudesse, e mi basta chiudere gli occhi per disfare tutto e ricominciare, ogni volta faccio nascere la bocca che desidero, la bocca che la mia mano sceglie e ti disegna in volto, una bocca scelta fra tutte, con sovrana libertà scelta da me per disegnarla con la mia mano sul tuo volto, e che per un caso che non cerco di capire coincide esattamente con la tua bocca che sorride sotto quella che la mia mano ti disegna. Mi guardi, mi guardi da vicino, ogni volta più da vicino e allora giochiamo al ciclope, ci guardiamo ogni volta più da vicino e gli occhi ingrandiscono, si avvicinano fra loro, si sovrappongono e i ciclopi si guardano, respirando confusi, le bocche si incontrano e lottano tepidamente, mordendosi con le labbra, appoggiando appena la lingua sui denti, giocando nei loro recinti dove un’aria pesante va e viene con un profumo vecchio e un silenzio. Allora le mie mani cercano di affondare nei tuoi capelli, carezzare lentamente la profondità dei tuoi capelli mentre ci baciamo come se avessimo la bocca piena di fiori o di pesci, di movimenti vivi, di fragranza oscura. E se ci mordiamo il dolore è dolce, se soffochiamo in un breve e terribile assorbire simultaneo del respiro, questa istantanea morte è bella. E c’è una sola saliva e un solo sapore di frutta matura, e io ti sento tremare stretta a me come una luna nell’acqua.
Julio Cortázar - Rayuela (via perpassareiltempo)
Tu vai pazza per le parole, vero? Vero che vai pazza per le parole? Mi dai l’idea di essere una che va pazza per le parole. Nel senso che le prendi terribilmente sul serio, tipo come se fossero un bisturi o una motosega che rischia di tagliarti con la stessa facilità con cui taglia gli alberi.
David Foster Wallace - La scopa del sistema (via giungladiemozioni)
Quando la candidatura spontanea perfetta somiglia a una dichiarazione d’amore.
Quando la candidatura spontanea perfetta somiglia a una dichiarazione d’amore.
La strategia che ti farà fare la differenza. Un Lavoro, un unico curriculum. Obiettivo: Essere Assunto! La complicazione di trovare lavoro per i giovani e/o per chi l’ha perduto è ormai pane quotidiano ma la difficoltà di trovare un lavoro che ci piace, ci appaghi e soddisfi economicamente è frustrazione comune. Ore e ore passate al pc a sfogliare uno dopo l’altro portali di offerte di lavoro…
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