Una volta si chiamava semplicemente “razzismo di merda”, ora si chiama più elegantemente “forse le ong fanno affari con i migranti”
DEAR READER
No title available

Love Begins
Stranger Things

roma★
Monterey Bay Aquarium
TVSTRANGERTHINGS

pixel skylines

ellievsbear
Three Goblin Art

★
art blog(derogatory)
Cosmic Funnies
d e v o n
let's talk about Bridgerton tea, my ask is open
trying on a metaphor
hello vonnie
One Nice Bug Per Day

tannertan36
Game of Thrones Daily

seen from Iraq
seen from United Kingdom

seen from Australia
seen from United States
seen from Argentina

seen from United States
seen from Türkiye

seen from Malaysia
seen from Poland

seen from United States

seen from United States
seen from United States
seen from Bulgaria
seen from United States
seen from United States

seen from Argentina
seen from United States
seen from United Kingdom
seen from Türkiye
seen from United Kingdom
@mimuovopocoemale
Una volta si chiamava semplicemente “razzismo di merda”, ora si chiama più elegantemente “forse le ong fanno affari con i migranti”
#NowPlaying New York Telephone Conversation di Lou Reed
She comes in colors, Polly Penrose
Evito un po’ le persone, salvo se sono molto forti, sanno scherzare e acquietarmi.
Amelia Rosselli in È vostra la vita che ho perso. Conversazioni e interviste. 1964-1995 (via pasticciaccio)
Ma soprattutto #NowPlaying My Heart Goes Bum Bum Bum di Flatsound
"Ma questa non è una favola per bambini e qui seduto al tavolo c'è un uomo che scrive. Accanto a lui c'è una finestra. Oltre la finestra c'è una città qualsiasi, come tutte le città. C'è una strada, un bar, una piazza, una chiesa, un cimitero e una ferrovia. E ci sono anche dei boschi, un fiume e delle montagne. Lungo il fiume l'uomo ogni giorno va a camminare. Spesso è solo, a volte gli corre dietro il suo dolore. È un dolore ordinario, talmente comune che a volte qualcuno gli fischia credendo sia il suo. A volte, purtroppo, il dolore aggredisce e l'uomo non sa mai come chiedere scusa. Per questo non sempre lo porta con sé. Per questo tutti i giorni quest'uomo si siede al tavolo, accanto alla finestra, apre un quaderno, apre una pagina nuova, e c'è lo fa correre dentro. " #andreabajani #unbenealmondo #einaudi #prosapoetica #consiglidilettura #strabello #zbigniewherbert
Of desire, Kris Sanford
Wilco Villa Ada - 5 Luglio 2016
Hanno già fatto la passerella i piagnoni? Quelli che poi lì sull'arca nel buio pece delle loro paure più nere tireranno fuori le unghie e i denti per prevaricarsi l'un l'altro? a me i piagnoni non piacciono, il melodramma non mi piace. il polso messo sulla fronte ad interpretare la sofferente della situazione: ma vaffanculo. E tu ci sei caduto con tutte le scarpe...bravo coglione. Stai qui a guardare gente tremante che se ne inventa di tutti i colori e tenta di tirar fuori un'autentico istinto di sopravvivenza impanando tutto con piagnistei emotivi penosi e non hai neanche neanche considerato che ti stanno manipolando? Che non cambieranno. Che non evolveranno. Che non miglioreranno. Che non costruiranno la pace. Che non proveranno compassione. Che non si useranno comprensione. Sono qua anche io però. E mentre ero in fila e tutti smaniavano, smaniavo anche io e tremavo e l'ansia mi rodeva le viscere e la tachicardia si faceva più forte e le mani sudavano, cercavo anche io un motivo per essere convincente, una teoria per imbellettare la mia vita tanto da renderla quella di una assolutamente necessaria. Di una che valesse la pena salvare. Poi lì a due scalini sotto la porta mentre si sentiva il pianto a dirotto di quelli dietro di me, impauriti e certi di non esser necessari abbastanza neanche a loro stessi, e quello di chi mi ha preceduto che era qui dentro, mentre la mia paura si percuoteva e rimbombava così forte nella mia testa come fossi stata dentro un amplificatore ad un tratto...il vuoto. Tutto scomparso. Tutto zittito. Un'iniezione / di lidocaina / endovena. In quel momento mi sono resa conto di essermi salvata già... Sono un'acrobata che cammina sul filo teso in alto con le braccia aperte e le ferite aperte come una bandiera. Pensavo fosse impossibile farlo. Invece è la mia unica possibilità. Ho davanti agli occhi la boccetta con i tre calcoli renali che mi sono fatta togliere 2 anni fa e su quei sassetti leggo le tre ragioni che me li hanno fatti venire: mia sorella, la malattia di mio padre e le voci nella mia testa. Le paure o le accetti o si materializzano. L'altro giorno sono andata in profumeria ed ho comprato un rossetto nuovo, poi mi sono distratta e presa da altro resa da altro ho dimenticato il rossetto e sono uscita dal negozio lasciandolo lì. Me ne sono ricordata dopo 4 ore circa mentre ero già nel letto. Ed ho provato un brivido di terrore al pensiero che la perdita di memoria sia dentro di me. Che la malattia di mio padre mi potesse contagiare. Ho investito un cane ieri. Ma non mi sono fermata. Non ho parlato a mio padre per una settimana quando lui ha fatto lo stesso. Sono il senso del dovere, della colpa, della pena e della negazione. Ho visto mostri ovunque. E come dice quello là, a furia di guardare nell'abisso anche l'abisso inizierà a guardare dentro di te. Sono stanca di vedere chi tenta di salvarsi camminando sopra il cadavere degli altri. Sono stanca di ergere l'emotività a risposta unica e autentica su tutta la merda della realtà. Questa vita è un massacro, è una lotta e ci sono giorni che mi sveglio che puzzo di rabbia e invidia. Per le loro vite serene, perché non hanno paura della loro ombra e non puzzano di sopravvivenza. E il loro fondotinta è steso meglio del mio. Sono nata fottuta con questa piaga di non sapere dissimulare, di non saper sopportare, di dover sempre parlare, di cercare di emergere da questo guado razionalmente, senza potermi concedere di essere Ofelia e passar la vita a disperarmi. Per cui no. Non pregherò nessuno. Non mi interessa più simulare di esser meglio di quello che sono. Guardami ora: imperfetta e esposta all'errore. io. Ci sono io ed io. Alcuni sono centripeti, si arrotolano su se stessi e si schiacciano. Altri sono centrifughi e nel vortice della fuga, scappano. E poi, ci sono io che sono noi. Credo di essere molto più autentica di te dicendomi che ho paura. Ed è una paura nuova, una paura totale e piena e densa e consapevole. Sono acqua. Sì mi adatto. Resisto. Sono un albero storto. Certo il vento, le intemperie ti piegano certo che ti piegano, la vita ti piega, tutto ti piega… però resisti… perché altrimenti non sai che fare. Non ho mai protestato per trovare la comodità, la mezza misura... gli sconti. Non ho più intenzioni di nascondermi, di vergognarmi, di celarmi sotto veli non miei. Voi pensate che io sia dura. Che non abbia più niente da perdere e mi si sia acceso negli occhi il fuoco adrenalinico dei matti o dei serial killer. Attrazione per il vuoto dicono alcuni. Il mio diluvio non mi ha salvata né mi ha redenta, mi ha gettato nello sconforto del mare in tempesta senza più scogli di appiglio.
#tree #portugal (presso Museu de Arte Contemporânea de Serralves)
Ho perso il filo non mi dedico più ovvero penso di sapere a cosa volermi dedicare ma di avere tempo sufficiente per rimandare. Così la scrittura, così la dieta, così la corsa, così la mia vita. Vivo in una casa che mi è pesante condanna ad un cadenzare di ore che passano pesanti e non me ne scrollo perché tanto so che me ne scrollerò appena lo vorrò e che tanto quando lo farò sarà in maniera decisa perché so di esserne capace e quindi visto che saggio con certezza la possibile riuscita, la procrastino. Tanto riuscirò, appena lo vorrò. Ora accetto il mio tempo ancora non scoccato. E fo di tutto per non farlo scoccare che anche se so che quando lo vorrò lo farò riuscendo sicuramente, sicuramente non voglio ora e posso aspettare il tempo giusto. Che mi pare evidente non è ora. Non è qui. tanto so che riuscirò, che fretta c'è di volere ora? Di volere qui? Riuscirò sicuro. Ad esser inerme a vita.
#NowPlaying Cool Waves di Spiritualized
Nothing Good Ever Happens At The Goddamn Thirsty Crow di Father John Misty