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I mini-itinerari di Venezia fuori dai giri mega-turistici, parte 2 - Cannaregio
Post precedente: Sopravvivenza Minima
Cannaregio è di solito il primo sestiere con cui il foresto viene in contatto. Tra le zone ancora popolose di Venezia, è attraversato da Strada Nova, l’autostrada a 5 corsie che collega la stazione dei treni a Rialto. Cercando di schivare questo ammasso informe di trolley e turisti il più possibile, si trovano cose interessanti.
Ad esempio, una volta attraversato l’inevitabile Ponte delle Guglie, girate sulla fondamenta a sinistra e fatevi una bella passeggiata lungo il Rio di Cannaregio.
In questa zona trovate il Ghetto Ebraico di Venezia, vecchio e nuovo, con relativo museo ebraico, sinagoga e cibo kosher. Suggerisco di evitare la zona il sabato, perché è pressoché deserta e le attività sono chiuse. Ci sono ben due ristoranti completamente kosher, ma se avete intenzione di cenare dopo lo shabbat vi consiglio vivamente di prenotare.
[Mangiare&Bere: Ristorante GamGam - Ristorante Ghimel Garden]
[Vida Loca: nella zona si trova anche il locale Ai biliardi, l’unico di Venezia ad essere aperto oltre l’1 di notte. L’ambiente è piuttosto vario, sul poraccio andante, il bere è a prezzi popolari, ci sono ben due tavoli da biliardo, due da biliardino e il buttafuori napoletano è anche simpatico.]
Attraversate ora il Campo del Ghetto Novo e proseguite in Fondamenta degli Ormesini. Passeggiando verso ovest incontrerete tutta una serie di bacari, osterie, birrerie e vinerie un po’ più da fighetti in cui smangiucchiare e sbevazzare in tranquillità. Di seguito i miei preferiti.
[Mangiare&Bere: Da Fifo, prezzi bassissimi e ambiente casereccio-boaro. Sì, lo so che il nome su google è diverso, ma tutti lo conoscono come Fifo. - Al timon, più fighettino, ottima ciccia e cicchetti, d’estate ci si può accomodare a sedere su un bragosso ormeggiato di fronte - Birreria Zanon, buone birrette e buoni cicchetti - Aldo Birete, birre da tutto il mondo a prezzi sul caro, compensa con l’orrido vino della casa a 1 euro a ombra. Aldo ha più denti che simpatia - Bacaro Ae Bricole, hanno una porchetta di qualità superiore e in generale ottime cose da smangiucchiare, piccolino ma gestori simpatici - Il Paradiso Perduto, sempre molto affollato, suona gente il lunedì sera, state lontani dal vino della casa ma i cicchetti sono buonini. Io non mi ci fermerei a mangiare al ristorante - Vino Vero, vineria fighettina con un’ottima scelta di prodotti.]
Sempre nella zona potreste andare a vedere la Chiesa della Madonna dell’Orto in cui si può vedere, così a caso, un bellissimo ciclo pittorico del Tintoretto (oltre a molte altre cose); vi consiglio di fare una passeggiata anche nella fondamenta in cui è situata la chiesa, bella soleggiata e tranquillissima, per trovare un attimo di pace. Merita una visita, se possibile, anche la Scuola Grande della Misericordia, ex campo da basket della Reyer e ora usata per mostre ed eventi superchic. Leggetevi un po’ la storia delle scuole grandi veneziane, molto interessante.
Ora ci spostiamo verso sud, cercando di incrociare il meno possibile Strada Nova. Vicinissima alla stazione c’è la Chiesa di San Geremia: se siete appassionati di ossa di morti qui sono custodite le reliquie di Santa Lucia. Valgono una visita anche Palazzo Mora e Palazzo Michiel, solitamente aperti durante la biennale, e la bellissima Ca’ d’Oro, che ospita nella sua galleria Giorgio Franchetti opere che vanno da Tiziano a Van Dyck. Ovviamente vale la pena anche solo vedere il palazzo, un vero gioiello affacciato in canal Grande. Fa molta impressione vedere anche come è stato ridotto il Teatro Italia, che ora ospita un fantastico Despar. A me piange un po’ il cuore ogni volta che ci passo davanti, ma è il capitalismo, bellezza.
[Mangiare&Bere: Al santo bevitore, se siete appassionati di birre, potete trovare 22 birre alla spina che cambiano a seconda del periodo. Prezzi sul caro, ma birra eccellente. In questa zona potete mangiare anche all’Orient experience I, che fa parte di quella catena di ristoranti gestiti da rifugiati di cui avevo già parlato qui, oppure all’ottimo ristorante messicano Iguana, dove fanno dei nachos dell’altro mondo e un fantastico Coronarita.]
Spostiamoci in zona Fondamente Nove, una lunga fondamenta da cui si può prendere fiato e guardare la laguna nord. Da qui partono i battelli per Murano, Burano, Torcello, San Michele, l’aeroporto e Treporti. In questa zona c’è la bella Chiesa dei Gesuiti (da non confondersi con la Chiesa dei Gesuati alle Zattere), l’antico Oratorio dei Crociferi e il suo convento, ora trasformato in un bell’ostello.
[Mangiare&Bere+Vida Loca: all’ostello We_Crociferi organizzano spesso serate musicali, o dal vivo o con dj set, oltre a proiezioni di film e altri eventi. Quando è freddino e piove è un ottimo posto per stare al riparo.]
Le ultime cose da vedere a Cannaregio prima di spostarsi verso Castello e San Marco sono la Corte Seconda del Milion, dove c’era la casa di Marco Polo e la splendida Chiesa dei Miracoli, che davvero vale la visita. Si tratta di un gioiellino completamente rivestito in marmi preziosi, sia all’interno che all’esterno, e si dice sia di buon auspicio per le spose veneziane.
[Mangiare&Bere: se avete soldi da spendere vi consiglio la Taverna al Remer, dove fanno dell’ottimo pesce. Se siete più a corto di ca$h un’ottima soluzione può essere il Milan Bar, praticamente una depandance di casa mia dove l’atmosfera è proprio da vecchio bar di paese (prendete il mezzo uovo con l’acciuga, il migliore di Venezia a mani basse), o il nuovissimo Bacanera, un po’ più fighetto ma che fa una mozzarella in carrozza imbattibile. Il Riccio Peoco è un’ottima opzione se siete in giro sul tardi, visto che sta aperto fino alle 2, ma vi avviso che ha un doppio listino per foresti e veneziani sotto forma di tessera sconto (o di “riconosco la tua faccia”). Non avete mai mangiato una vera polpetta se non ne avete mai mangiato una della Vedova. Se avete tanti soldi da spendere andate a mangiare all’Algiubagio, preferibilmente seduti in fondamenta, con splendida vista su Murano e San Michele.]
Non tutti gli itinerari saranno così lunghi, giuro: in questo caso conosco bene la zona perché ci vivo da tre anni e qualcosa ormai.
E mi raccomando, Enjoy Respect Venezia, sempre.
ah ecco, grazie :*
Vademecum x Venezia pt2
I mini-itinerari di Venezia fuori dai giri mega-turistici, parte 1 - Sopravvivenza minima
Da una domanda di @privatezza, che ringrazio molto per darmi l’occasione di sfogare la mia logorrea, inizia una serie di post su Venezia, con un po’ di cose da fare-vedere-mangiare-bere. All’inizio pensavo di fare un post unico, ma mi sono resa conto di quanto potente fosse la mia verbosità sull’argomento: ho deciso quindi di spezzettarlo in una serie di post divisi per sestiere. Prima di fine anno finisco, giuro :D
[Questo sarà un itinerario ovviamente incompleto, con possibili future integrazioni, di cosa vedere e fare a Venezia oltre agli itinerari classici oberati di turisti. Non ha nessuna pretesa di essere la guida completa e definitiva di Venezia ma un elenco di cose che a me personalmente piacciono. Se manca la Chiesa di Santa Giustiniana della Salcazzola al Ponte dei Gesuoti aggiungetela nei reblog.]
Cosa bisogna sapere per sopravvivere a una città che, a voi campagnoli, sembra sempre troppo difficile, faticosa, strana e imprevedibile? Spero che questo breve elenco vi aiuti ad orientarvi un minimo.
1) Non fate affidamento sul navigatore, imparate a leggere la mappa. Le mappe di Google ad esempio sono precise al centimetro, ma la precisione del satellite non è adeguata a guidarvi in modo efficace: due metri di differenza sono più che sufficienti per farvi prendere la calle sbagliata. Leggete la mappa e leggete i nomi sui nizioleti, e vi troverete.
2) Perdetevi. Venezia è una città ottima dove perdersi: non si rischia di finire in zone pericolose (tanto non ce ne sono), prima o poi si sbuca sempre da qualche parte con un vaporetto, è PICCOLA. Piccolissima. Quindi niente paura e datevi all’incoscienza, troverete di sicuro qualche bella sorpresa.
3) Se chiedete informazioni, chiamate le cose con il loro nome. Già i veneziani mal sopportano i turisti, se poi iniziate a chiedere di Via Laqualunque o Piazza Santi Apostoli vi manderanno in direzione opposta. C’è una sola piazza, San Marco, una sola strada, quella Nova, e una sola via, Garibaldi: gli altri sono campi, campielli, calli, salizade, rii terà, fondamente… Ci si abitua subito, basta leggere.
4) I cessi pubblici sono pochi e cari, usate quelli del Fondaco dei Tedeschi. Davvero, fate un favore a voi e ai vostri culi. Sono gratis, sono a Rialto, sono lussuosissimi, pulitissimi, profumatissimi. E pieni di cinesi.
5) Scarpe comode. COMODE. Potete riporre tranquillamente i tacchetti e le ballerine nell’armadio.
6) Evitate come la peste qualsiasi ristorante che abbia fuori le foto del cibo. E se volete entrare in un bacaro, più gente parla dialetto più vino e cicchetti sono di qualità. La distanza da Rialto e San Marco è inversamente proporzionale alla ciavada che vi stanno per tirare, salvo rarissime eccezioni.
7) Fatevi due conti con i vaporetti. Il sistema di trasporto pubblico è molto efficace ma caro come l’oro per i foresti. Se sapete per certo di voler visitare le isole, informatevi sui biglietti a tempo da 1-2-3 giorni sul sito dell’ACTV. Se siete indecisi sui percorsi e gli orari, e il poco agevole PDF dell’ACTV in A4 orizzontale vi aiuta poco, scaricatevi l’app CheBateo?, l’app più amata dai veneziani.
8) Uscite dai percorsi standard. Dopo che avete fatto la fotina a San Marco come gli altri 30 milioni di patacche che passano in un anno per Venezia, andate a esplorare il resto della città e lasciatevi indietro l’orda barbarica dei turisti.
9) A proposito di San Marco, il momento migliore per visitare la basilica senza fare ore di coda è la mattina presto quando apre, meglio se c’è anche acqua alta che screma molto il flusso di visitatori.
10) L’acqua alta non è un evento catastrofico ma una parte normale dell’esistenza veneziana. Armatevi di stivali di gomma da pescatore e lasciate perdere quelle specie di goldoni con cui si coprono le scarpe i turisti, tanto costano uguale e si spaccano subito, e godetevi la libertà di passeggiare in mezzo ad una pozzanghera gigantesca senza una madre che ti dica “non saltarci dentro che ti bagni!”. Fanculo mamma, ora è la pozzanghera che è venuta da me. Con le app Hi!tide e W.V.F. - Water on Venice Floor potete controllare l’altezza e le previsioni di marea (con la prima), e le zone della città allagate (con la seconda). Rispettate gli altri passanti: camminate piano strascicando i piedi e non alzate onde anomale, altrimenti non vi stupite se vi maledicono i morti fino alla settima generazione.
11) Periodi da evitare come la peste se vi fa schifo la gente. Carnevale, apertura biennale, mostra del cinema, tutto il blocco da giugno a settembre, la golden week cinese, tutti i ponti, natale, i weekend in generale. Insomma, se riusciste a venire di giovedì nel tardo pomeriggio verso metà novembre ve la godreste al meglio :D
Se ci sono altre cose che avreste preferito sapere prima di arrivare in isola e che non ho scritto, ditemelo così lo aggiungo. A volte a me sembrano scontate cose che in realtà non lo sono affatto.
Altre risorse:
Venezia in un minuto - piccoli video dell’Alberto Angela dei veneziani in cui racconta piccole curiosità sulla città.
ACTV - azienda di trasporti del veneziano.
Giro par ombre - mappa dei migliori bacari di venezia con sintetica descrizione. Inizia ad essere un po’ vecchiotta.
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