Il fascino discreto della donazione
[Gli utenti fedeli al non profit e il web - Infografica a cura di ContactLab marketing relazionale]
In questi giorni Mad Factory è stata coinvolta, da un’importante azienda internazionale, in un interessante progetto sul tema delle donazioni. L’obiettivo era quello di tracciare il profilo del donatore italiano, individuando le preferenze e le modalità di selezione delle organizzazioni cui donare, così come la scelta degli strumenti più idonei per far arrivare la donazione a destinazione. Il progetto è stato spunto per una riflessione più approfondita sull’argomento: gli italiani dimostrano di essere piuttosto coinvolti dalla beneficienza e, indipendentemente dalla causa scelta, circa il 31% della popolazione adulta effettua donazioni annuali.
Spesso la volontà di donare si scontra con una forte riluttanza dovuta al timore che le donazioni non arrivino a destinazione e possano andare in mano a coloro che non ne hanno effettivamente bisogno: per questa ragione, la notorietà dell’organizzazione e la possibilità di prendere visione dei risultati ottenuti è di fondamentale importanza per dare credito e fare in modo che il programma di donazione possa proseguire.
La comunicazione risulta essere dunque una leva primaria anche nell’universo delle donazioni: “a monte” svolge un ruolo informativo, in grado di convincere sulla bontà della causa e dell’organizzazione stessa; “a valle” stimola il consolidamento della relazione donatore-organizzazione, veicolando un senso di appartenenza e di intima soddisfazione per aver dato il proprio supporto alla causa scelta.
Ci poniamo, invece, qualche domanda sull’efficacia e innovatività dello stile comunicativo generalmente adottato dalle principali organizzazioni no-profit e associazioni benefiche: quando si tratta di comunicare, viene spesso sfruttata la leva del senso di colpa, mostrando malati o bambini denutriti per stimolare la generosità del pubblico. Un approccio costruttivo, in cui mostrare i progetti futuri e quelli già realizzati, corredati di immagini di sfondo vivaci e positive, ci sembra essere di stimolo per chi sente di avere un ruolo, seppur minimo, nel processo di miglioramento della vita dei destinatari finali delle proprie donazioni.
[Per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento, si consiglia di leggere lo studio “Non Profit Report 2012”, svolto da ContactLab in collaborazione con VITA Consulting].