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“I vecchi tempi non tornano più. Lo dice già il nome, sono vecchi. I nuovi tempi non possono mai essere come i vecchi. Quando tentano di farlo, risultano vecchi e logori, come le persone che li desiderano. Mai rimpiangere i vecchi tempi. Chi li rimpiange è vecchio e triste.”
— Daniel Glattauer, Le ho mai raccontato del vento del Nord.
…eppure spezzato vivrà.
“A me piace pensare che noi non eravamo perfetti, ma sicuramente siamo stati un noi. Tu avevi ancora i capelli lunghi e sorridevi al mondo perchè non avevi paura di nulla, se non di perdermi. Io sorridevo a te perchè sapevi curarmi dalla malattia che il mondo mi creava e mi facevi sentire così vivo, che solo tu potevi toccarmi il cuore. Eri la mia cura e io la tua paura. Come potremmo mai definirci perfetti? Quando me ne andai ti diedi la tua prima delusione, così da farti sentire piccola e vulnerabile; eppure, nonostante il mondo, senza di te, mi toccava, lo eri davvero. Piccola e vulnerabile. Quando me ne andai, fu la mia paura che voleva allontanarmi da te, le persone del mondo avevano preso il sopravvento e tu, nonostante ci fossi, eri piccola, sì, ma senza di me, eri invulnerabile. Ricordo quando ti rividi dopo mesi. La prima cosa che tu notasti fu il mio sorriso, vidi i tuoi occhi scendere sulle mie labbra e notarlo, lo hai sempre fatto ed io, invece, notai i tuoi capelli corti. Avevi cambiato qualcosa, evidentemente ne avevi bisogno. Eri comunque bellissima e forse lo eri ancora di più. E mi mancavi. Quella sera non ho avuto il coraggio di dirti che eri bellissima e forse tu non avevi il coraggio di dirmi che mi avevi superato. Forse, in quel mio sorriso, tu avevi capito che eri ancora la cura contro il mondo che continua a spaventarmi, ma che purtroppo, per te, a me, era finita. Cercai di conquistarti in tutti i modi, ma tu, forse con quel taglio di capelli, avevi sconfitto la paura di perdermi e diventasti la donna che sei ora. Ora tu sei perfetta e io, dopo tutti questi anni, ho rifiutato persone, ipotetiche storie che magari mi avrebbero reso felice, ma in fondo al mio cuore, sapevo, che senza di te, non avrebbe mai funzionato nulla. Ho fatto pazzie, che tu non hai mai voluto cogliere o accettare, rendendomi, secondo me, perfetto per te. Mi hai cambiato così tanto, che mi hai reso perfetto. Ora noi siamo perfetti, ma il problema è il tempo, è lui che non lo è. Ora, per farmi star meglio, mi piace pensare che noi siamo perfetti, ma in un momento sbagliato.”
— ricordounbacio
“Mi veniva da piangere, ma non ci riuscivo. Provavo solo un'amara stanchezza, una nausea triste: quando ti senti giù, che più a terra non potresti.”
-Bukowski-
Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata. Mai dimenticherò quel fumo. Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto. Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede. Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l'eternità il desiderio di vivere. Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto. Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai.“
Elie Wiesel - “La notte”
“Sono riuscita a metterci un punto, alla fine. E con metterci, intendo proprio a noi. A me e te. Che ci ho provato fino in fondo ad adattarmi, a non pensarci, a non pensarti. Ma eri sempre lì che mi impedivi l'ultimo respiro, l'ultimo passo, l'ultimo tutto. Prima della fine c'eri sempre tu, il tuo sguardo cupo, la tua cinica risata. Dovevo tornare indietro per andare avanti, dovevo tenderti la mano l'ultima volta. Dovevo provare a salvarti per l'ultima volta. Ora lo so che non ci sarà un prossimo tentativo, e anche il cuore lo sa. Ho smesso di avere attacchi di panico, e non ho più il batticuore quando sei nei dintorni. Ok questo non è vero, ho ancora il batticuore. Ma se ne andrà, come tutto il resto. Come noi. Grazie per avermi aiutato a non avere ripensamenti, grazie per avermi fatto capire per l'ennesima volta che non mi meriti, grazie per avermi reso più forte. È passato un anno da quando abbiamo smesso di vederci, e quest'anno lo voglio dedicare a te e a noi. A me che ti ho ritrovato e riperso nel corso di 366 giorni e pensavo non sarei sopravvissuta. A te che sei riuscito ad esistere nei miei pensieri nonostante la tua assenza. A noi che potevamo essere qualcosa di grande, ma per colpa tua non lo sapremo mai. Ti ho amato un po’ così: un po’ alla cazzo, un po’ per caso, un po’ senza sapere bene cosa fare. E sempre un po’ alla cazzo ti lascio andare.”
—
“Non volevo che mi mancassi più e ho fatto di tutto per riempirmi di cose da fare. Ma ogni momento in cui mi mancavi di meno, iniziavo a mancarmi io. Ci illudiamo di dimenticare e in realtà impariamo soltanto a riempire gli spazi bui. La verità è che senza la stella necessaria il buio è solo meno buio, non diventa luce. Si è soli senza il sole.”
— Massimo Bisotti
Mi ero ripromessa che vi avrei raccontato cosa è successo quella sera, quella in cui “è finita per sempre”. È passato un mese da quando è successo e credo sia il momento giusto. Non volevo scriverne prima perchè ero sicura, spaventatissima, che il dolore sarebbe tornato come il suo solito dopo qualche giorno di calma. Non è stato così: partiamo dal presupposto che nonostante le sue parole mi abbiano spezzata in due, mi hanno anche salvata dalle catene di quell'amore che mi faceva male.
Quando ci siamo visti, dopo che lo avevo chiamato per chiederglielo, sembrava arrabbiato, a disagio, e sembrava volesse andarsene il prima possibile. Quando gli ho chiesto delle spiegazioni sul perchè del suo addio, si è sorpreso e con una voce cattiva mi ha chiesto perchè mi servisse sapere solo ora, dopo otto mesi, delle cose che mi facessero male. “Per non amarti più” gli ho risposto, piangendo. Lui ha ignorato le mie lacrime dopo che gli ho chiesto di farlo, e mi ha detto che non era innamorato, non più, almeno. Che sentirmi non gli faceva più lo stesso effetto e fare l'amore da quel momento in poi sarebbe stato solo sesso. Mi ha detto che mi ha lasciato da un giorno all'altro perchè appena ha avuto il minimo dubbio di non provare più quelle cose, non voleva fingere, non voleva prendermi in giro neppure un secondo. Ripeto che tutto questo non me l'ha detto con il suo tono dolce, ma cattivo e arrabbiato. E che non mi ha guardata negli occhi neppure un secondo, neppure dopo avergli chiesto di farlo. Quando gli ho domandato come mai mi avesse rincorso per tutto quel tempo e come mai mi avesse detto di amarmi, lui mi ha risposto che si sentiva una persona diversa. Una persona forte. Che di tutte le cose che aveva fatto nella sua vita, amarmi era stata sicuramente la più giusta, ma che alla fine ha fallito anche in quella. Mi ha detto che se gli avessi chiesto gli ultimi giorni della nostra storia, lui non avrebbe saputo dire nulla. Aveva rimosso volutamente tutto di proposito. Pensare a me voleva dire pensare di aver perso. E di conseguenza tutte le mie sensazioni, quelle che mi facevano credere che lui mi avesse pensata, amata da lontano, erano andate in frantumi: il mio pensiero “lo infastidiva”. Mi ha ferito profondamente sapere di aver ricordato e amato una persona che non aveva ricordato e non aveva amato, neanche un po’.
Quando poi la conversazione ha preso un tono più tranquillo, quando ho sentito che ormai potevo solo aiutarlo per l'ultima volta prima di andare per sempre, gli ho detto questo: “Volevo solo dirti, alla fine di tutto e una volta abbassate le armi, che ti ho amato. Tanto. E che standoti vicina tanto tempo, così tanti anni, mi sono accorta che tu invece non lo hai mai fatto verso te stesso. Vorrei che tu credessi in te stesso almeno un decimo di quanto io credo in te. Ti ho sempre creduto capace di qualsiasi cosa tu desiderassi ottenere. E in questi anni, piano piano, ti ho visto ottenere ognuna di esse. Vorrei solo che vedessi questo. Lo sai che ho sempre voluto prendermi cura di te.” L'unica cosa che ha saputo rispondere a queste parole, è stato “Non ti devi più prendere cura di me. Non avresti mai dovuto farlo.”.
A sentire quelle parole ho capito che del mio amore, in questi anni, non gli era rimasto proprio nulla. Non ero riuscita a lasciargli nulla che gli facesse capire l'importanza che ho avuto nella sua vita. Tutte le volte in cui lui, involontariamente, mi aveva chiesto di prendermi cura di lui ed io silenziosamente e senza farmi scoprire lo avevo fatto. Ma non importa, non importa perchè non l'ho fatto per alcun riconoscimento, l'ho fatto perchè lo amavo, tantissimo. Le sue parole però le ho prese alla lettera. Non ho alcuna intenzione di prendermi cura di una persona che non vuole essere aiutata. Non voglio più.
Una piccola parte di me amerà sempre il suo lato dolce e sensibile, quello che mi ha fatto innamorare di lui a quattordici anni. Ma tutto il resto, la mia parte razionale e sistematica, ricorda ogni giornata no, ogni sua parola di troppo, ogni suo gesto malvagio. E ce ne sono stati molti. Inutile quindi dire che l'ho amato da impazzire ma che non lo amo più, non posso più.
Che ci siamo salutati come due che si vedranno il giorno dopo e mi ha urlato “lo sai che non volevo andasse così, che per me amarti era meglio”. Ed io non gli ho risposto ed ho tirato dritto. Perchè ciò che “era meglio”, non è ciò che è reale.
Perchè ciò che era meglio non basta. Non più.
Non guardarmi così se poi vai da lei.
Non sfiorarmi il cuore se poi scegli lei.
Isabel Celima
“[…] E così nessuno sceglie mai di raccontarli, i vecchi amori arrugginiti: sembrano troppo ammaccati per resistere un po’.”
— Sara Mascia / polveristellari
“(∂ + m) ψ = 0 Equazione di Dirac è forse l’equazione più bella della fisica. “Se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possono più essere descritti come due sistemi distinti, ma in qualche modo, diventano un unico sistema. In altri termini, quello che accade a uno di loro continua ad influenzare l’altro, anche se distanti chilometri o anni luce.”
—
“Io ti vorrò sempre bene nonostante tutte quelle volte che non ci siamo capiti perché forse tu non volevi ascoltare o perché forse io non credevo davvero che tu potessi riuscire a capire quel che avevo in testa. Perché comunicare non è cosa da niente, c'è bisogno di qualcuno che voglia entrare davvero dentro le parole che dici, che voglia uscire realmente da se stesso per entrare dentro te, per vedere il mondo dal tuo punto di vista, dai tuoi occhi scuri. Noi non ci siamo davvero mai riusciti. Ma io ti vorrò sempre bene, nonostante i tuoi forse e i miei però, nonostante le tue colpe inammissibili e le mie sentenze inutili, nonostante quelle volte che io volevo te e tu non c'eri anche se io ne avevo un bisogno disperato di una risata, di uno sguardo, di una parola e basta. Nonostante quelle volte che ho pensato che niente più sarebbe stato come prima, che -questa volta no- -se ne vada a fanculo questa volta qui- e a fanculo tu non ci andavi mai perché io restavo sempre un po’ insieme a te anche se me ne andavo via. Io ti vorrò sempre bene, nonostante le domande nonostante gli avvisi di sfratto dal cuore che non sono mai stati veramente troppo credibili, nonostante le cose tanto brutte che t'ho detto senza pensare, nonostante quelle troppo belle che t'ho detto -comunque- senza pensare. Nonostante le parole che invece non ti ho detto mai, quelle che tu non hai avuto il coraggio di dirmi. Io ti vorrò sempre bene, nonostante le mancanze, le disattenzioni, le discordanze, i cambiamenti. Nonostante le volte che non hai saputo restare pure se me l'avevi promesso, nonostante tutte le scuse, tutte le corse per raggiungerci, tutti i ritorni e le partenze, tutte quelle volte che ti ho odiato tanto perché, nonostante gli sforzi immani, proprio non ce la facevo a odiarti. Io ti vorrò sempre bene, anche oltre la mia dignità e il mio orgoglio, anche oltre me stessa: è questa la mia condanna.”
— Instgagram: ioteeilmare.
Allora spiegameli tu, cos'erano quegli sguardi?
Isabel Celima
Chi ha detto che per essere belli bisogna avere bei tratti. A volte essere belli significa avere spirito, eleganza, dignità.
- Oriana Fallaci.
Susanna Casciani
Susanna Casciani
“Lo ami ancora allora? No, veramente no. Il fatto è che se mi ritorna in mente, le volte in cui accade, ha ancora il potere di trasformare una giornata tranquilla come tante altre in una giornata di merda. Tutto qui. Non è amore, non è malinconia, non è tristezza, non è mancanza. E’ la reazione naturale di una che amava e poi, per forza di cose, ha imparato a non amare più.” Susanna Casciani
“Avrei potuto mandarlo al diavolo e cercare una vita più semplice. Avrei potuto, invece l’ho preso per mano. Tanto ci saremmo mancati, tanto ci desideravamo ancora, tanto a volte bisogna rimboccarsi le maniche e salvarli, certi amori.” S. Casciani
“Io li proteggo ancora i ricordi che ho di te, io ti proteggo ancora e non importa cosa fai tu, io ti penso sempre” Susanna Casciani
“Va bene anche se non mi ami, anche se non mi chiami, anche se non mi pensi, anche se non mi vuoi. Va bene, si fa per dire, ma lo dico sul serio.Va bene anche se oggi sarà l’ultima volta che ci vedremo, che ti sentirò parlare, che ti vedrò gesticolare con quelle mani sempre in movimento, va bene tutto, va bene che tu faccia piangere più del normale, più del solito, più del comprensibile. Va bene anche se non ci baceremo più, anche se non mi spettinerai più per farmi arrabbiare, anche se non mi chiamerai più la sera per raccontarmi una cosa “importantissima”. E va bene. Va bene anche se non mi guarderai più il sedere di nascosto con il sorriso sulle labbra, anche se non andremo più al cinema insieme, anche se la prossima canzone di cui mi innamorerò non potrò fartela ascoltare, e magari la sentirai comunque, ma non sarò io a chiederti di farlo, e allora sarà una canzone come tante altre.Va bene così. Va bene anche se tra poco arriverà il caldo, e ricomincerò ad indossare le gonne, ma non ci sarai più tu a toccarmi le gambe, e va bene anche se non mi rimprovererà più nessuno per le troppe sigarette, per le bugie che dico spesso, per la mia insicurezza. Va bene, va bene anche se non ci toccheremo più, anche se non prenderemo mai più un aereo insieme, anche se non saremo mai amici, anche se non ci dimenticheremo, va bene anche se va male, va bene anche se nessun marciapiede ci farà più da tappeto rosso mentre camminiamo e con le mani ci diciamo “ti amo”. Va bene, e verrà il giorno in cui dovrò odiarti, ma lo sai, deve succedere, va bene, e verrà il giorno in cui ci invieremo di nuovo gli auguri e comunque per uno dei due (indovina per chi?) sarà ancora troppo presto. Va bene così, anche se ci incontreremo per caso in una discoteca squallida con gente sconosciuta e ci guarderemo come se non ci fossimo mai amati, né odiati, né appartenuti, e ci diremo ciao, ma non ci sarà dolcezza, la tua dolcezza. Va bene anche senza la tua dolcezza, va bene va bene va bene va bene capito?Va bene perché non posso più tenerti, se non vuoi stare con me. Non posso più insistere, non posso più “provare” a farti innamorare di nuovo. Di nuovo? Io ti amo ancora, non “di nuovo”. Va bene, perchè con te che mi dici che va male io non ce la faccio più. Va bene, perché con te che mi guardi con quegli occhi spenti io non ce la faccio più. Io ti sento troppo per non andare via ora che tu non mi senti più.” “Non cambiare mai, conserva quell’ingenuità che hai, quelle insicurezze, quella timidezza e quella fiducia nei sogni. Ora ti fanno sentire sciocca, eppure sono le parti migliori di te. Non smettere mai di rincorrere la felicità, nemmeno quando tutto ti sembrerà inutile, nemmeno quando saranno mesi, anni che non la trovi da nessuna parte…in nessuno sguardo, in nessuna passione, in nessun abbraccio. Credi sempre nell’amore come fai adesso, anche se ti avranno deluso, calpestato, usato, tradito. Ama la pioggia, le nuvole e il sole sempre allo stesso modo e non smettere di commuoverti davanti ad un campo di girasoli o di fronte all’alba inaspettata o ad un tramonto tanto atteso. Imbarazzati pure quando stringi la mano a qualcuno che non hai mai visto, arrossisci, continua a cantare a squarciagola le canzoni che ami davanti allo specchio, continua a sottolineare le frasi più significative nei tuoi libri. Mi piace pensare che se ti rincontrerò quando ormai i capelli bianchi avranno sostituito tutto il colore, tu sarai ancora così: dolce, dolcissima, vera, sensibile, completamente immersa in ogni cosa che fai e dici. Mi piace pensare che il mondo non ti rovinerà, che il dolore non ti rovinerà. Mi piace pensarti un po’ più saggia, ma sempre sconsiderata. Non cambiare mai, nemmeno quando ti diranno che è assurdo essere come te, che ti troverai male, che ti divoreranno. Non ascoltarli, di persone cattive, vuote, ingiuste, ciniche ed aride ce ne sono fin troppe. Fai la differenza… resta così come sei.”
“Cosa fai, oltre a piangere, ad amarlo e ad aspettarlo? Dimmi, ti prego, che pensi ai tuoi capelli, che hai un libro sul comodino, che se lo smalto se ne va tu provvedi a rimetterlo. Dimmi che non ti sei dimenticata dei tuoi amici, che pensi ancora a quel sogno di cui lui non ha mai fatto parte. Dimmi che, se ti ritrovi da sola un sabato qualsiasi, non vorresti morire; che se tua madre prova ad abbracciarti, tu non la mandi via come se fosse solo colpa sua. Dimmi che, quando vai in giro per le tue strade, riesci ancora a vedere i fiori senza pensare che appassiranno. Non è quello il loro lato migliore, non è a quello che devi pensare. Dimmi che non sei veramente convinta che dire “ti amo” voglia dire esser tristi, che riesci a guardare chi si dà ancora la mano senza odiare; non hanno fatto niente quei due, non hai fatto niente tu. Lo sai vero? Non hai fatto niente di male. Dimmi, ti prego, che hai ancora voglia di guardare un film sul divano, che il tuo gelato preferito ti fa venir voglia di ridere un po’, che non credi che amare sia sbagliato. Dimmi che lui non ti ha cambiata, dimmi che sei consapevole di esistere a prescindere da voi. Dimmi, ti prego, che non devo dirtelo io. Dimmi che lo sai da sola, che vali qualcosa anche se lui non c’è.” Susanna casciani
“Non credo al destino, non se si tratta d’amore. Eppure c’è questa cosa strana che mi confonde. All’inizio, quando andava tutto bene ed era semplice, ci incontravamo ovunque: al supermercato, al bar, davanti a un negozio, a una festa. Non ci cercavamo e ci trovavamo. Era il mondo intero a cospirare per farci innamorare. Adesso che tutto si è complicato, che anche le spiegazioni e il sesso sono di troppo, adesso che non parliamo piú…io ti cerco sempre. Ti cerco e non ti trovo. Forse è scritto da qualche parte. Forse adesso mi affacceró alla finestra e guarderó verso destra, e tu sarai già lontano, alla mia sinistra. Forse domani passeró davanti casa tua e tu uscirai due minuti dopo. Forse entreró in un locale sabato sera e tu sarai già fuori a fumare una sigaretta prima di andare via.Forse mi passerai accanto per strada, ma in quel momento un’amica mi dirà se per caso ho un fazzoletto e io perderó i miei occhi in una borsa e non nei tuoi occhi. Forse abbiamo esaurito le possibilità. Non posso piú chiamarti, per questo ti aspetto sempre. Non posso, ne va della mia dignità. Ma ci deve essere un motivo per il quale non ci vediamo piú nemmeno per sbaglio. Forse l’amore quando non deve essere non è. Tutti gli sforzi sono inutili. Forse l’amore e il destino sono la stessa identica cosa. Forse nemmeno il mondo ha piú fiducia in noi che non ci siamo saputi amare.” -Susanna Casciani.
“Doveva succedere prima o poi, che io dimenticassi i tuoi occhi. No, non è che li ho dimenticati del tutto, ma come li muovevi? E il naso? Avevi un neo vicino al naso? E la barba? Quanto era dura la tua barba? Mi irritava tutto intorno alla bocca, quando ci si baciava? O forse no? Non avrei voluto dimenticarti. C’è chi lo desidera con tutte le sue forze, di dimenticare il proprio passato. Non io, io no. A me piaceva ricordarti, e in fondo sai, ti voglio ancora bene. Non mi ricordo più come guidavi, come diventava la tua voce quando ti imbarazzavi e poi chissà come sei ora, se sei cambiato, ma sono più propensa a pensare che tu non l’abbia fatto. Doveva succedere prima o poi, che una sera per caso avrei cercato noi tra tutte le cose belle che ho vissuto e non ci avrei trovato. E mi manchi di nuovo come se tu fossi appena andato via. E non ti trovo. E dove sei finito? E i tuoi capelli? Profumavano di shampoo o di mare? Non me lo ricordo più. Mi dispiace, mi dispiace, mi dispiace e se te lo dicessi ora, dopo anni e anni, mi prenderesti per pazza, e poi te lo ricordi quel giorno che c’era quel sole forte e noi eravamo in cima al mondo a pensare che tutto sommato era bello esserci? Te lo ricordi? Te lo ricorderai per sempre? Per sempre, ma che mi viene in mente? E pensare che ti ho odiato tanto, e pensare che ho sperato che tu sparissi da questa terra, ma stasera, stasera ti ho cercato e come l’ultima volta come quell’ultima maledettissima volta non ti ho trovato.” —Susanna Casciani.
Mi hai abbracciato solo quando mi hai visto piangere, mi hai chiesto cosa non andava solo quando mi hai visto a pezzi, quando era troppo tardi. Quanti abbracci mancati, quante volte non hai capito, quante volte mi hai perso prima di perdermi davvero.
-Susanna Casciani
“Ci penserà la vita a ricordarti di me. Ci penserà la primavera, il cielo minaccioso che mi piace tanto, le brioches con la crema, una sera in cui ti masturberai pensandomi. Ci penseranno le librerie dentro le quali passo troppo tempo, lo sai bene. Ci penseranno gli occhi di quell’altra che potrebbe anche piacerti, ci penserà un giorno di pioggia. Ci penserà un amico in comune ad una cena, ci penseranno le partecipazioni del mio matrimonio… un giorno. Ci penserà il cellulare quando vorrai chiamare qualcuno vicino al mio nome. Ci penserà la tua futura moglie che ti chiederà com’ero io, se ero bella. Ci penserai da solo, forse. Ci penserà una bambina un po’ timida vicino a casa tua, ci penserà quel cane che amo. Ci penserà la nostra canzone una sera in cui ti senti solo, ci penserà quello stupido film romantico che mi fa piangere sempre. Lo daranno in seconda serata e ti troverai a chiederti cosa sto facendo. Ci penseranno i fiori, ci penserà la luna perché ce l’ho tatuata sulla schiena, perché mi rassomiglia. Ci penserà tua madre, che ti ricorderà spesso quanto ero inutile. Ci penseranno i momenti neri e quelli colorati. Ci penserà la spiaggia, la tua macchina, la mia casa. Dovrai ripassarci, prima o poi. Ci penserà la vita a ricordarti di me, a ricordarti che la felicità esisteva ma tu avevi altro da fare. Ci penserà la vita, fidati di me.” — Susanna Casciani “Non voglio dimenticare niente, soprattutto il male. Non dimenticherò la prima volta in cui ci siamo parlati, in cui ho pensato che non mi stavi nemmeno troppo simpatico. Non dimenticherò la prima volta in cui mi hai fatto cambiare idea, la prima volta in cui ti ho guardato e ho deciso che potevi restare nei miei giorni, tra i miei casini, tra le mie speranze. Non dimenticherò la forza che mi hai dato, non dimenticherò come eravamo belli insieme. Non dimenticherò come si illuminava il mondo quando arrivavamo noi. Non dimenticherò le giornate perfette, quel gelato per due, l’amore nei prati, le panchine dove ci siamo abbracciati, baciati, ascoltati, le panchine dove, al sole, ci siamo detti che meglio di così non poteva essere. Non dimenticherò il sesso, tutto il sesso che c’era e che forse ci sarà sempre. Gli istinti che risvegliavi in me, le carezze dove non si dovrebbe, in posti in cui non si potrebbe. Non dimenticherò tutte le volte in cui stavamo per arrenderci e tutte le volte in cui, però, non l’abbiamo fatto. Non dimenticherò i nostri occhi in quella foto al mare, non dimenticherò i tuoi occhi che guardavano l’orizzonte e poi me e poi il cielo e poi di nuovo me. Che begli occhi. Non voglio dimenticare niente. Le lettere scritte di notte per non smettere di pensarti nemmeno un secondo. Le canzoni che abbiamo cantato insieme in macchina. Le pessime figure che abbiamo fatto insieme, le risate assordanti per cose che a pensarci adesso mi viene da morire. L’agitazione prima dei nostri viaggi, il treno con te, la nave con te, l’aereo con te, gli alberghi con te, posti nuovi con te. Non dimenticherò le scenate di gelosia, le mie e le tue. Non dimenticherò le nostre insicurezze, le telefonate a notte fonda, la tua pelle bianca, bianchissima d’inverno, il tuo viso appena colorato nei giorni di maggio. Non dimenticherò la strada in cui mi hai detto che mi amavi per la prima volta, perché non potevi più nemmeno camminare, non potevi più nemmeno respirare, non potevi resistere nemmeno un attimo in più. A volte ci ripasso, a volte mi sembra ancora di vederci: io attaccata al muro, tu con le tue mani tra i miei capelli, occhi negli occhi, “ti amo-ti amo-ti amo-ti amo-ti amo”, le mie mani intorno al tuo collo. Non dimenticherò quanto ti piacevano le mie lentiggini, nessuno le guarderà più come le guardavi tu. Solo a una certa età ci si guarda così. Non dimenticherò il male che mi hai fatto quando un giorno, dopo tanti giorni bui, mi hai detto: “non so se ti amo ancora”. Piangevi, non dimenticherò quanto piangevi, piangevi fortissimo, quasi quanto mi avevi amato. Non dimenticherò le notti passate a sognarti, le mattine passate con la nausea perché non c’eri, le lacrime impossibili da trattenere ovunque: in mezzo alla strada, sui mezzi pubblici, sotto la pioggia, sulla spiaggia, a lavoro, in vacanza. Non dimenticherò che è finita, che siamo finiti, che non torneremo. Non dimenticherò niente. Non dimenticherò quanto ti ho amato. E’ stato meraviglioso. Non dimenticherò quanto ti amo. Non ti dimenticherò mai, nemmeno quando amerò di nuovo; sarai sempre con me. Non voglio dimenticare niente, soprattutto il male, perché un amore come il nostro senza finire non poteva nemmeno iniziare. Non voglio dimenticare niente, soprattutto il male. Lo faccio per non venirti a cercare. Mai più.” — Susanna Casciani
“Se tu mi avessi vista ogni volta in cui pensavo di averti riconosciuto in mezzo alla gente, se tu mi avessi sentito il battito, adesso non mi chiederesti perché non ti posso perdonare. Se tu mi avessi vista piangere quel giorno al cinema mentre mi passavano davanti immagini di persone che sorridevano e si cercavano, adesso non mi chiederesti perché non ti posso perdonare. Se tu avessi visto cosa mi succedeva alle mani e agli occhi quando il mio telefono squillava e non aspettavo nessuna chiamata, o quando ricevevo una chiamata da un numero sconosciuto e rispondevo e non era nessuno, ma proprio nessuno, perché non eri tu. Se tu mi avessi vista. Se tu ci fossi stato quel giorno in cui mi hai detto che forse le cose si sarebbero sistemate, che forse saresti tornato, ma per adesso no, per il momento no. Mi tremavano le gambe, non mi reggevano più, e mi sono dovuta appoggiare al muro più vicino, e sentivo la tua voce nel telefono che diceva “mi dispiace, non sai quanto mi dispiace” e trattenevo le lacrime per parlare ancora un po’, ancora un altro po’, ‘ché non ero mica scema: lo sapevo che quella sarebbe stata l’ultima volta che mi avresti parlato con quel tono dolce. Se tu mi avessi guardata negli occhi mentre mi strappavi anche l’ultima illusione, adesso sapresti che non ti perdonerò mai. Se tu mi avessi vista quel giorno al mare, un giorno in cui sembrava tutto tranquillo, e invece no, e invece ascoltavo una musica triste, troppo, e con gli occhiali da sole fingevo che fosse tutt’apposto. Se solo tu avessi sentito i miei pensieri quando cercavo di convincermi che in fondo, in fondissimo, non eri quello giusto, non andavi bene, non mi facevi nemmeno troppo ridere. Se tu avessi sentito i miei pensieri adesso non mi chiederesti di pensarci. Se tu sapessi quante volte ho detto di no ad altri occhi pensando ai tuoi occhi, se tu sapessi quante volte non ho mangiato o quante volte ho mangiato troppo quando mi tornava in mente una primavera con te, se tu sapessi quante canzoni ho dovuto smettere di ascoltare, quante parole ho dovuto smettere di pronunciare, quante volte mi sono svegliata in piena notte pensando che fosse tutto falso, e invece era vero, verissimo, non c’eri più e non tornavi mai; se tu lo sapessi, adesso mi lasceresti stare. Vai via, dunque. Vai via. Di me, per te, non c’è rimasto niente” — Susanna Casciani “Forse non ci crederai, ma io e lui ci s’amava tanto e allora mi chiedi, ogni volta che te lo racconto, come mai? come mai non siete rimasti insieme? perchè, tesoro mio, tu mi chiedi perché? e io piango e ti sorrido e ti dico che si faceva spesso l’amore e ci si rincorreva sulla sabbia e ci si prendeva in giro e ci si garbava tanto, ma tanto eh! solo che poi tutto questo garbarsi non è bastato, e guarda che non ci si garbava e basta, noi ci s’amava proprio. ma non è bastato lo stesso. Si ballava al buio in camera e ci si lavavano i denti insieme e ci s’insaponava a vicenda e ci si cantavano le canzoni dolci e tu mi chiedi perché non siamo rimasti insieme. perché? perché non siamo stati forti, perché quando l’amore non basta devono bastare le persone e noi non ce l’abbiamo fatto. ci s’amava tanto e ci si ama ancora, ma cosa credi? davvero pensi che tutti quelli che si amano siano insieme?” — Susanna Casciani “Amo, lo amo. Lo amo ancora. Lo amo anche se non è qui con me. Anche se è lontano. Anche se è dura. Amo, lo amo più di prima. Più di quando andava tutto bene. Amo, lo amo perché so che tornerà. Deve tornare. Io non potrei aver sentito tutto quell’amore se nello stesso istante non l’avesse sentito anche lui. Ci spero ancora, lo aspetto. Sono un tipo all’antica, uno di quei tipi che si innamora difficilmente, ma che se si innamora è per un sacco di tempo. Come da qui all’ultima cosa che vedrò su questa terra, per esempio. Quindi che dovrei fare? Dimmelo. Dai, dimmi che cosa dovrei fare. Dici che passa, che poi tutto si aggiusta e io ti credo. Per gli altri passa, per gli altri prima o poi andrà tutto bene, ma non per me. Non per me. Che sciocca, che sciocca sono, vero? Sto qui da anni a parlare di lui, e lui non c’è quasi mai, ma quando c’è, c’è più di ogni altra persona al mondo. Sto qui da anni e a volte parto e lo raggiungo, a volte ci lasciamo, a volte non funziona e tu vorresti vedermi più serena, più felice, più sicura. ‘Ché è tutta colpa sua se ho gli attacchi d’ansia, e gli incubi, ‘ché l’amore dovrebbe fare bene. E hai ragione, cazzo se hai ragione. Ma purtroppo io, io, così fragile e così piccola, non ho chiesto a nessun Dio un amore così. Mi è toccato, mi è toccato un amore tremendo, troppo forte per non travolgere ogni cosa, anche il bene. Mi è toccato e io, io, io non sono il tipo che si tira indietro. Forse qualcuno. Forse tutti. Non io. Non lo amo per averlo accanto, per essere felice, per stare meglio, per diventare più bella. Lo amo perché non so come si fa, a non amarlo. Lo amo perché altrimenti dovrei iniziare ad odiarlo, o peggio, dovrei dimenticarlo. E io, io, io non posso permettermelo.” Susanna Casciani “Ti faccio la promessa più grande che si possa fare, quella che, dopo di te, non farò a nessun altro. Comunque vada, ti prometto che non mi pentirò mai di questo nostro amore. Mi hai dato tanto, troppo, perché un giorno tu possa togliermi più di quanto mi hai donato. Non mi pentirò mai di averti amato così tanto, di averci creduto così tanto. Non mi darò mai della stupida. Non dirò mai ‘se tornassi indietro’. Perché lo so, anche se tu mi tradissi, se tu mi mentissi, rifarei le stesse cose, ti amerei allo stesso modo. Ci sono amori che non importa come finiscono, l’importante è che siano esistiti.” Susanna Casciani
“Io lo so, lo so che ogni tanto mi pensi ancora. Che le ossessioni non passano mai del tutto, e che noi eravamo un’ossessione in piena regola. So che ogni tanto, mentre la guardi, ti torno in mente. So che ogni tanto, mentre ci dormi abbracciato, mi sogni ancora. Lei a volte ti avrà chiesto di noi, come mai?, che è successo?, non l’amavi?, era solo sesso?, e tu le avrai risposto con l’aria di chi se ne frega un cazzutissimo “no, non l’amavo, figurati…per me l’amore sei tu”. E lei ci avrà creduto, perché non sa, non può nemmeno immaginare che amore ero io. Non sa che eravamo tanto, ma così tanto, che insieme ci facevamo del male. Ecco perché, ecco perché ora sei con lei e non con me. Stai tranquillo, comunque. Non ti passerà mai. E’ la condanna di chi trova l’amore e se lo lascia scappare.” Susanna Casciani
“È che trovarsi di fronte a ciò che hai perso e non poter fare niente è come perderlo di nuovo. E scusa se non ti ho salutato, ma avrei voluto abbracciarti, e non si può.” Susanna Casciani
“Ho amato un altro dopo di te. Ci ho fatto l'amore, l'ho sognato tante di quelle volte che a pensarci mi imbarazzo. Ho pianto per lui, ho pianto infinite lacrime. Lo aspettavo alla finestra, riconoscevo il suono delle sue telefonate, mangiavo meno perché volevo solo baciarlo. Avevo tutti i sintomi. Ero euforica, avevo gli occhi e i capelli più belli. Ho lottato tanto per tenerlo con me, tantissimo. Ti ho dimenticato, per qualche mese ti ho dimenticato. All'inizio, quando mi toccava, piangevo perché non eri tu a farlo. Dopo qualche tempo ho iniziato a piangere perché non mi toccava più così spesso. Avrebbe dovuto sollevarmi il pensiero che mi ero innamorata di nuovo, e per un po’ l'ha fatto. Questo pensiero mi ha tenuta su fino al momento in cui, una sera per caso, ci siamo trovati sulla stessa macchina. “Vuoi un passaggio?” “Forse sì, forse è meglio” “Dai, muoviti…sali!” Forse non si dovrebbe dire che quella sera non abbiamo solo parlato, perché io ero di un altro. Eppure non me ne vergogno. Ci sono amori che vivono sopra a tutto il resto, anche sopra a tutti gli altri amori. Fino a quella sera era stato bello pensare di poter amare anche senza di te, ma poi ho capito che avevo solo dimenticato che faccia avesse l'amore e mi ero adagiata, facendomi bastare qualcosina di meno. Sempre bellissimo, ma non abbastanza. Inutile dire che con l'altro è finita, che con gli altri finirà sempre. Inutile dire quanto faccia male essere pienamente consapevoli di aver già trovato chi si stava cercando, ma non averlo accanto. Il mio amore sopra tutti gli altri. Non finirà mai, anche se ci amiamo bene solo da lontano.” Susanna Casciani
“Lui era un bravo ragazzo e con me, solo con me, la sua faccia era diversa. Baciava come un ragazzo di quelli da evitare. Toccava come un ragazzo di quelli da evitare. Faceva l’amore come un ragazzo di quelli da evitare. Però era un bravo ragazzo, perché dopo certi baci mi accarezzava, dopo certe notti mi richiamava, e poi mi guardava in un modo, in quel modo in cui ti guardano quando non sanno cosa fare, cosa dire, ma capisci che vogliono solo stare con te. Noi eravamo due bravi ragazzi che facevano un sacco di cose che non si possono raccontare, insieme. Cose che non l’avresti mai detto, con quelle espressioni dolci, che ne potessimo essere capaci. Lui era un bravo ragazzo, e io, io l’ho amato tanto. Soprattutto quando fingeva di essere un duro e poi mi prendeva la mano senza accorgersene e non la lasciava più.” Susanna Casciani.
“Se qualcosa è stato bello devi dirlo. Se qualcosa ti piace, se qualcosa ti rende felice devi dirlo. A forza di piangere hai imparato a difenderti e io questo lo capisco. Capisco che pur di smettere di farlo annegheresti nello schifo di una vita ordinata, con i sentimenti spenti e le labbra dipinte, ma se una canzone ti piace devi ascoltarla. Se qualcuno ti sorprende in positivo devi farglielo notare. Devi ringraziare. Ringrazia, anche se ti fa piangere. Di’ “ti voglio bene” anche se ti fa piangere. Se qualcuno ti ha dato un bacio e da quel momento non fai che pensarci devi dirlo. Di’ “mi manchi”, di’ “ti amo”, di’ “ti aspetto”. Dillo, testa alta e cuore in mano. Non devi donarti tutta intera, devi lasciarti accarezzare. E devi, a tua volta, provare a ballare. Fai delle cavolate, fanne tante, perché sono quelle che ricorderai più volentieri quando le gambe non saranno più così forti. Se vuoi far l’amore fallo, non pensare “e se poi?” e “se lui?”. Se vuoi far l’amore dillo: “ti voglio”, “ho voglia di te”. Ci hanno insegnato che quasi tutto si risolve con un vaffanculo, con la forza, con l’arroganza, con la grinta, ma io credo che niente sia più irriverente e più potente della dolcezza, così quando vuoi abbracciare qualcuno abbraccialo e quando vuoi arrabbiarti fallo, ma non diventare mai cattiva solo perché qualcuno lo è stato con te. Mai.” — Susanna Casciani
“Per un periodo della mia vita non ho fatto altro che pensare a lui, a lui che si addormentava con un’altra, a lui che la faceva ridere, godere; a lui che aveva sempre qualcosa di interessante da dire così diverso da me che invece non ho argomenti. Per un periodo della mia vita piuttosto lungo (tanto che ad un certo punto più che un periodo mi sembrava la mia vita) non facevo che pensare a come sarebbe stato toccarlo di nuovo dopo tanti mesi, non facevo che pensare a come sarebbe stato chiamarlo e chiedergli di vederci per un caffè. Io odio i caffè, ma per sentirmi ancora come mi sentivo quando mi guardava ne avrei presi parecchi, e me li sarei fatti anche piacere. Per un periodo della mia vita non facevo che piangere ed è stato assurdo perché io piango raramente, soprattutto non sono il tipo che piange per amore. Ma per lui ho pianto tanto: la mattina appena sveglia, prima di entrare a lavoro, in pausa pranzo, prima di cena, dopo cena, prima di dormire. Piangevo tantissimo e le persone non mi chiedevano nemmeno più niente, perché altrimenti ricominciavo a piangere. E’ stato un periodo di quelli che ti fanno credere di non avere abbastanza forza per reagire, di quelli che ti fanno dire agli amici “non ce la faccio”, di quelli che ti fanno pensare che sarebbe bello se la notte e il vino non finissero mai; di quelli che o diventi una dura o crolli. Io stavo per crollare, ne sono quasi sicura, poi un giorno mi sono cambiati i pensieri. No, non ho smesso di pensare a lui. Non ho mai smesso, perché lui è lui e anche se non mi ha mai amato io l’ho amato tanto e non sono il tipo che sta attenta a certi dettagli come l’essere ricambiati o meno: per me il nostro è stato un grande amore. Un giorno mi sono cambiati i pensieri. C’era un sole che emanava il giusto calore, era quasi come trovarsi in un abbraccio, e c’erano pochi fiori qua e là. Mancavano due ore al momento in cui sarei uscita da lavoro e dopo (l’avevo programmato mentalmente fin dalla mattina) sarei andata a fare una passeggiata nel parco che c’è vicino casa mia. Quel giorno in cui mi sono cambiati i pensieri ero euforica, perché invece di ripetermi “senza di lui non sarà lo stesso” quel giorno mi rimbombava in testa questo: “tra poco farò una passeggiata, amore o non amore, con lui o senza di lui”. E la feci, eccome se la feci. Tornai a casa alle nove e da quella sera in poi ogni cosa che ho fatto l’ho fatta “amore o non amore”, perché chi non ha l’amore ma ama vive in una sorta di torpore che gli fa smettere di fare le cose. Prima di quel giorno io non facevo più niente. Non mi compravo un vestito da secoli, non mi truccavo da mesi, non leggevo più, non ascoltavo più la musica, non mi spazzolavo i capelli e quando dovevo fare la doccia soffrivo, perché sotto la doccia mi veniva da piangere. A darmi lo smalto mi veniva da piangere. A preparare una torta mi veniva da piangere. Ci ho messo tanto tempo, ma alla fine l’ho capito: l’unica cosa da fare quando qualcuno non ci ama è fare delle cose. Le stesse cose che abbiamo sempre fatto, le stesse identiche cose, perché amore o non amore domani potrebbe essere una bella giornata. Basta viverla.” Susanna Casciani