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@mybeautifulfantasyworld96
“Ho amato di tutto, ve ne do atto. Adoro la bellezza, senza eccezioni: la bellezza di una ragazza distante con lo sguardo di vetro, di una madre stanca e premurosa, di un fanciullo imberbe mezzo bimbo e mezzo uomo, di un boia nerboruto e con i piedi sporchi, di un vecchio scarno chino su un libro a meditare la morte, e i grappoli d'uva sul punto di marcire, l'edera che si arrampica sui muri scalcinati. A volte mi fermo per strada e guardo la gente, e qualcuno più egocentrico degli altri pensa male a sentirsi osservato così. Se dovessi aver fatto l'amore con tutti quelli che mi sono piaciuti potreste dire tranquillamente che sono un pansessuale. Non mi capite, vero? Per voi l'amore è come la logica di Aristotele: A o non A. Per me era cosa diversa e forse, lo ammetto, più confusa: era un istinto di abbracciare il mondo, di buttarmi a peso morto in un amplesso universale.”
— Francesco Fioretti, Il quadro segreto di Caravaggio (via assenzadidee)
La vita è una stazione di partenze e di arrivi. Viaggiamo di continuo, Tenendo nelle mani il nostro bagaglio inseparabile, Una piccola valigia Di sforzi, assalti e ricordi.
(Fatos Arapi)
E così, all'improvviso, fu Settembre.
Il mese dei percorsi interrotti e poi ripresi;
delle vite sospese che ricominciano a fluire; delle partenze che non hanno mete vacanziere, ma cercano destinazione dentro i passi di chi resta e continua la storia; la pagina pulita,
il rigo successivo, il "punto e a capo" dopo
gli scarabocchi e le cancellature; l'avanposto dei sogni che si fanno sfida, la culla materna della sfida che si fa certezza; sei l'anno nuovo dentro l'anno stesso; la seconda possibilità
di chi, fallendo la prima, cerca rivalsa.
Te ne stai accoccolato sul calendario che penzola in cucina, a metà tra l'estate che, silenziosamente, si defila ed un inverno ancora sonnacchioso e intorpidito.
Sei uno scampolo di speranza, voglia di fare, voglia di ricominciare.
Antonia Storace
ʜᴏ ɪᴍᴘᴀʀᴀᴛᴏ ᴄʜᴇ ʟᴀ ᴅɪsᴛᴀɴᴢᴀ sᴘᴇᴢᴢᴀ ᴄɪò ᴄʜᴇ ɴᴏɴ sᴀ sᴛᴀʀᴇ ɪɴ ᴘɪᴇᴅɪ ᴇ ᴜɴɪsᴄᴇ ᴀɴᴄᴏʀ ᴅɪ ᴘɪù ᴄɪò ᴄʜᴇ ᴠᴜᴏʟᴇ ᴛᴇɴᴇʀsɪ ᴘᴇʀ ᴍᴀɴᴏ. ʜᴏ ᴄᴀᴘɪᴛᴏ ᴄʜᴇ ᴘᴜᴏɪ ᴀɴᴅᴀʀᴇ ᴅᴀ ǫᴜᴀʟsɪᴀsɪ ᴘᴀʀᴛᴇ ᴍᴀ ᴄʜᴇ ɪʟ ᴠɪᴀɢɢɪᴏ ᴘɪù ʙᴇʟʟᴏ è ǫᴜᴇʟʟᴏ ᴄʜᴇ ғᴀɪ ᴅᴇɴᴛʀᴏ ᴅɪ ᴛᴇ.
Nuova partenza, vecchia consapevolezza
Quell'aereo, che partirà dinanzi a me fra pochi istanti, è simbolo di una vita costantemente segnata dalle partenze. Affrontate con serenità, certo, ma anche con un retrogusto amaro inevitabile che posso solo associare alla crudezza della vita, palese a me oggi più che mai, di quanto sia costantemente così leggera e irrimediabilmente casuale. Oggi ci sei, oggi ci sono gli altri… Domani è un giorno diverso, in cui la leggerezza delle decisioni altrui invade e modifica la tua stessa quotidianità. Quanto è curiosa la vita: quando credi di avere colto in essa una certa logica, non si perita nel mostrarti, ancora una volta, la sua intrinseca natura dell'essere così… lasciata al caso.
qualcuno benedica i discorsi prima di andare a dormire riguardanti lo spazio, la società, la religione e la musica e qualcuno benedica le persone che sono ancora disposte a farli
“La musica è una legge morale. Essa dà un'anima all'universo, le ali al pensiero, uno slancio all'immaginazione, un fascino alla tristezza, un impulso alla gaiezza, e la vita a tutte le cose.”
— Platone
“So che è sbagliato, ma sono una di quelle persone che tendono ad isolarsi quando stanno male. Quando mi sfogo non è mai sul serio, non dico neanche la metà di quello che dovrei. Sono fatto così, anche se non vorrei.”
— hisjokingwords (via iamafuckingwarrior)
Sorridi anche se il tuo sorriso è triste, perché più triste di un sorriso triste c’è la tristezza di non saper sorridere.
(Proverbio Ashanti)
“La musica ci insegna la cosa più importante che esista: ascoltare.”
— Ezio Bosso
È difficile dare una definizione di amicizia... secondo me un vero amico ti fa sempre ridere fino alle lacrime, ti rende partecipe delle cose belle della sua vita e ti fa fare pazzie che da solo non avresti neanche pensato di fare. Cosa più importante, ti fa sentire a tuo agio, e mai ti fa vergognare di come ti comporti e di come sei. A meno che tu non stia facendo qualcosa di male, in quel caso non esita a dirtelo in faccia. In ogni caso ti starà sempre vicino, nel bene e soprattutto nel male!
#faqneversurrender
01:02
"Hai raggiunto la felicità quando la sera non vuoi addormentarti, perché stare sveglio significa vivere ancora un po' di più."
Never5urrender
Caro Cartofolo ho perso mia madre di recente. Era giovane e io pure lo so. Non mi do pace, la vita senza di lei non è degna di essere vissuta. Vedo solo un futuro sofferente. Farei di tutto per riaverla accanto, ma non si può fare nulla, giusto?
Mi dispiace di questa tua situazione e delle parole accorate che esprimono una dolore e una mancanza che evidentemente non sei ancora riuscita/o a compensare. Una via ragionevole può essere solo l'accettazione e una rinascita, Anon. Quando si perde una persona cara in giovane età, è sempre un trauma perché non ha ancora consumato il suo "esserci" nel nostro immaginario famigliare. Per questo capisco la tua tristezza e la tua disperazione. Ma le leggi della vita sono queste e dobbiamo farcene una ragione cogliendo dai ricordi la forza della loro presenza, la quale rimane per quello che ci hanno dato in insegnamento e affetto. Il loro compito è finito. Ora tocca a noi essere il frutto che, a sua volta, spargerà i suoi semi. Non piangere più e affronta la via che tua madre ha preparato per te. Se riuscirai a sorridere forse potrai sentire l'eco della sua risata. So che lei ti è sempre vicino in forza dell’amore che vi ha uniti. Un abbraccio.
“Se ne vanno. Mesti, silenziosi, come magari è stata umile e silenziosa la loro vita, fatta di lavoro, di sacrifici. Se ne va una generazione, quella che ha visto la guerra, ne ha sentito l’odore e le privazioni, tra la fuga in un rifugio antiaereo e la bramosa ricerca di qualcosa per sfamarsi. Se ne vanno mani indurite dai calli, visi segnati da rughe profonde, memorie di giornate passate sotto il sole cocente o il freddo pungente. Mani che hanno spostato macerie, impastato cemento, piegato ferro, in canottiera e cappello di carta di giornale. Se ne vanno quelli della Lambretta, della Fiat 500 o 600, dei primi frigoriferi, della televisione in bianco e nero. Ci lasciano, avvolti in un lenzuolo, quelli del boom economico che con il sudore hanno ricostruito questa nostra nazione, regalandoci quel benessere di cui abbiamo impunemente approfittato. Se ne va l’esperienza, la comprensione, la pazienza, la resilienza, il rispetto, pregi oramai dimenticati. Se ne vanno senza una carezza, senza che nessuno gli stringesse la mano, senza neanche un ultimo bacio. Se ne vanno i nonni, memoria storica del nostro Paese, patrimonio della intera umanità. L’Italia intera deve dirvi GRAZIE e accompagnarvi in quest’ultimo viaggio con 60 milioni di carezze…”
— Fulvio Marcellitti