Stamani mi è tornata alla memoria parte della mia infanzia legata all'estate, a quelle settimane trascorse in una casetta di montagna dei miei zii, col terrazzo enorme fatto in pietra, all'ombra dell'edera a giocare a carte (i grandi, io rigorosamente col Game Boy), con il corrimano delle scale così pericoloso e gli scalini tutti storti, col mega tavolone da pranzo dove stavamo tutti stretti da tanti che eravamo. Accanto alla casetta c'era la fontana del paese. Un'acqua così buona non l'ho più bevuta. Ci mettevamo in fila con gli altri abitanti per riempire le bottiglie oppure partivamo direttamente col bicchiere, bicchiere rigorosamente della nutella anni 90 con tutti i personaggi dei cartoni animati sopra. Penso siano sempre là nei pensili della cucina. In fondo alla strada c'era la piazza e il bar (l'ultima attività rimasta, ché l'alimentari aveva chiuso anni prima), col mitico Cesare pronto ad accoglierci. Ogni tanto partivamo, ci facevamo un paio di km a piedi e andavamo a giocare al campo: bocce, calcetto e pallavolo. C'era ancora mia cugina, giovane, bella e sorridente. L'Alzheimer ancora non l'aveva colpita. C'era Oriano, che io chiamavo "brodo" ma non ricordo perché, sicuramente l'avevo sentito dire da qualcuno. C'era l'ubriaco del paese, col quale abbiamo fatto delle figure di merda inenarrabili ma tant'è... era sempre brillo, di certo non se le è mai ricordate; c'era il ritrovo dei ragazzetti in piazza a giocare, i tornei di biliardino e le tombolate la sera. C'era la vasca per andare a lavare i panni a mano, col sapone di marsiglia. C'era un odore in casa degli zii che stamani mi è tornato magicamente al naso, senza averlo risentito in giro. Me lo sono ricordato, è riaffiorato per caso ed è stato un tuffo nei ricordi e di conseguenza una necessità di rientrare qua e buttare giù due righe. Non sapevo, ed è stato ancora più bello vederlo, che una mia amica ieri sera mi aveva inviato un reel su whatsapp, un reel di quel paesino. Una casualità, un allineamento di qualche pianeta o (mi piace pensarlo) lo zampino di lei che manca e che con piccolissime cose io sento comunque vicina. Gli occhi si riempiono di lacrime, ché i ricordi son bellissimi ma a volte fanno un male boia. Sento il cuore un po' più pesante oggi ma sorrido comunque, pensando a quanto sia stata fortunata ad aver trascorso un'infanzia di questo tipo e ad aver avuto lei nella mia vita. E stasera andrò a conoscere il suo nipotino. So che lo avrebbe amato con tutto il cuore e so che sicuramente la sua famiglia, se non fosse mancata lei prematuramente, non si sarebbe sgretolata in questo modo. Chissà, probabilmente saremmo anche tornati in quella casetta di montagna dove rischiavamo la vita un giorno sì e quello dopo pure, a parlare degli anni passati e a creare nuovi ricordi. Mi aggrappo forte a questo pensiero.









