Vacuo il mio animo, Con torbido fare sommesso, Scandaglia la cerulea faccia De’ la noia che tanto l'oppressa. Fende, il labile vuoto, Le aride fronde che ricopron L'orbita cristallina dei vitrei miei occhi, Bianche camelie, orlate Da una lucente rugiada, I cui diafani petali Fluiscono liberi Ne l'aree argentate. E mentre tale essenza Par nel tempo ghiacciata, Freme il mio spirito che, Leso da un tale candore, Non trova più gioia alcuna Se non nel mite e placido Chiaror del nulla.
Alessio M. (via i-librichefortificanolanima)


















