Poi vorrei portarti dove il mare si vede dall’alto, dove Capri è solo un’ombra e le onde scompaiono.
Poi vorrei baciarti davanti a un tramonto che si spegne, dove il cielo si confonde con il mare e con il Golfo che ci dà lo sfondo di un film.
Poi vorrei guardarti mentre da San Martino guardi le luci della città che brillano e si specchiano dentro un mare reso nero e infinito dalla notte.
Poi vorrei toccarti, con le onde a un centimetro, sugli scogli illuminati dal faro giù Piazza Plebiscito.
Poi vorrei sorriderti, imbarazzata, mentre mi guardi alla luce della luna sopra Nisida.
Poi vorrei stringerti dentro una macchina parcheggiata all’ombra delle luci di una sera, da sopra Posillipo, mentre ti racconto di quanto mi manchi già se smetto di farlo.
Poi vorrei che tutto questo accadesse domani, senza un tempo sospeso in cui non poterlo sentire, senza un impossibile a cui doversi arrendere, senza una distanza da non poter coprire.
Poi vorrei te. A Napoli. Con me.













