Con orrore oggi ho scoperto di non aver affatto capito cosa sono gli epigrammi. Ma se ciò non bastasse è un intero mondo dove una ricerca tira l'altra, essendo io assolutamente ignorante di queste cose. la definizione di Epigranna è: L'epigramma non rappresenta un genere letterario impegnato, ma ha le seguenti caratteristiche: - Brevitas: sono componimenti poetici brevi - Legati la sfera della poesia d'occasione. - Forte varietas tematica.Quindi le caratteristiche dell'epigramma sono l'individualismo, la varietas tematiche, la scelta del distico elegiaco e la brevitas. Ok!! E qui si apre un mondo. Supponendo che sappiamo cosa siano la brevitas e la vetitas... cos'è il distico elegiastico? Per distico elegiaco si intende un distico (insieme di due versi, dal gr. διστιχον distichon comp. della particella δισ dis- due volte - e στίχος stichos - fila, schiera e, parlando di poesie, verso) composto da un esametro e un pentametro. Esso è tipico della poesia elegiaca. Inizialmente era caratteristico di brevi testi scritti su oggetti di vita quotidiana (vasellame, ...), poi divenne una vera e propria forma poetica. Nella poesia latina fu adoperato tra gli altri da Catullo e da Tibullo. Quest'ultimo fu un maestro del distico elegiaco e propose frequenti rime interne nel pentametro. Successivamente Ovidio scrisse in distici elegiaci pressoché tutte le sue opere, tranne le Metamorfosi e il poemetto Halieutica, mentre Marziale utilizzò i distici elegiaci nei suoi epigrammi. Negli epigrammi moderni Giosuè Carducci trasferì nella metrica italiana combinando, per l'esametro, prevalentemente un settenario piano con un novenario piano e, per il pentametro, un settenario o un quinario piano con un settenario piano. Qui la domanda successiva è che sono il pentamentro, esametro ect ect...?? Come si è detto, l’esametro è il verso, di provenienza greca, tipico della poesia epica: è dunque un verso ‘nobile’. Fu usato anche nella poesia didascalica e bucolica, nella satira, nell’epistolografia in versi e, in unione con il pentametro, nella poesia elegiaca. Insieme ad altri versi, ricorre infine in alcune strofe liriche. Il pentametro è un verso formato da due commi (parti) uguali, in ciascuno dei quali si trovano due dattili e una sillaba lunga. I dattili possono essere sostituiti dagli spondei solo nel primo comma. La cesura è sempre la semiquinaria e cade tra i due commi tra i quali, in genere, non c’è sinalefe né iato. Per la Treccani in modo esaustivo ce lo spiega... La brevità, come sua conseguenza, ha portato spesso gli autori di epigrammi, già nell'antichità, a concentrare il loro pensiero in modo sempre più asciutto, fino ad arrivare a vere e proprie sentenze lapidarie, argute e fulminanti. I Latini dicevano appunto che l'epigramma doveva avere "un fulmine alla fine". La sentenza finale, spesso, illumina il significato di tutto il componimento, rivelando il pensiero profondo dell'autore o mettendo a fuoco una situazione paradossale e inaspettata, sia comica sia tragica. L'ultimo o gli ultimi due versi di un epigramma, che in genere tende a non superare i sei versi, sono insomma la parte più incisiva e significativa del componimento, nonché la più curata dall'autore (figure retoriche, proverbi, giochi di parole o altro). Epigramma è innanzitutto un componimento breve e ben definito. Proprio perché il poeta ha a disposizione pochi versi, deve esprimere ciò che ha da dire in modo veloce e nitido, deve mirare, cioè, a colpire il lettore con poche frasi. L'estensione limitata e l'efficacia della comunicazione sono le due caratteristiche principali dei componimenti che chiamiamo epigrammi, in ogni epoca e in ogni cultura. Dopo questa lunga spiegazione, io non ho ancora capito la messe in funzione ma spero che a qualcuno sia stata utile. Intanto cerco di mettere in pratica nei miei epigrammi e se non sono pienamente pentametrici o esametrici almeno saranno pienamente veritas e brevitas 😅