Profondo come il mare, leggero come il cielo
“Cosa c’è di più importante della felicità?”
“La verità. La verità è più importante di tutto il resto.”
Forse, durante quei lunghi giorni di ricovero, ero stato troppo tempo da solo con i miei pensieri ed era successo quella da cui Nietzsche mette in guardia: avevo guardato troppo a lungo dentro l’abisso e alla fine l’abisso aveva guardato dentro di me. Qualcosa si era rotto, questo era certo.
La ricerca del piacere conduce ad un’apparente felicità. Questa sensazione è temporanea e spesso illusoria e conduce, in modo talvolta subdolo, alla sofferenza. La ricerca della verità conduce invece a qualcosa di più prezioso e importante: la vera felicità. Ovvero, la serenità.
Rispetto alla felicità, la serenità è il risultato di quello che facciamo accadere e non di quello che ci accade. Non è importante come ci trattano gli altri e che cosa ci riserva il mondo: conta come noi trattiamo gli altri e come noi ci approcciamo al mondo.
“Non ha importanza se Dio esiste?”
“Non abbiamo bisogno di Dio per fare del bene e non del male. Nel tuo cuore sai già qual è il modo retto di agire. Se Dio esiste è lì, nel tuo cuore, non nei cieli.
Ognuno di noi possiede in sé il seme della buddhità. Se lo coltiviamo, diventiamo dei buddha. Smettiamo di soffrire.”
Il buddhismo non ti rende un essere speciale. Ti mostra che lo sei sempre stato, senza saperlo.
L’inferno è un luogo mentale a cui ci condanniamo da soli senza rendercene conto. L’inferno è quando la vita è dominata dalla paura, dal disordine mentale e dalla negatività. È quando la nostra intenzione, la nostra parola e la nostra azione arrecano sofferenza a noi stessi e al mondo.
Quando vivi dentro la tua mente, è la tua mente a creare la realtà. E se la tua mente non è sotto il tuo controllo, ti farà vivere in una realtà confusionaria. Quello è il momento in cui la sofferenza inizia. La mente umana è come il mare: se l’acqua è agitata, non vedi cosa c’è sul fondo. E quindi hai paura. Se l’acqua è calma, tutto è chiaro e cristallino.
C’è una vita anche al di là del pensiero, ed è la vita reale. È pura e semplice. Non richiede grande sforzo ma è ricchissima di gioia e soddisfazione. Poi c’è la vita che vivi nella tua mente, e questa non è reale. È inventata, illusoria. Ed è corrotta dal troppo pensiero. È complessa, dura, logorante.
Non pensare alla vita. Vivila.
Noi crediamo di essere quella parte di noi che si trova dietro gli occhi, tra le orecchie, e che manovra tutto quanto. Abbiamo perso il senso dell’unità, e infatti viviamo il corpo come se fosse un elemento a noi esterno. Diciamo, appunto, il “mio” corpo, senza renderci conto che non è un oggetto: noi siamo corpo. Siamo anche mente, anche spirito. Ma soprattutto noi siamo, nella nostra interezza.
“Solo se apriamo le mani, possiamo ricevere ogni cosa. Solo se siamo vuoti, possiamo contenere l’Universo.” “A una mente vuota, l’Universo si arrende.”
Una mente vuota non ha nulla da difendere. Nessuna guerra da combattere, ha tutto da accogliere. Il suo vuoto, in realtà, è già qualcosa: pace, serenità e vera saggezza. È assenza di turbamento.
L’amore si può spiegare? L’amicizia? Piangere davanti a un tramonto? Il calore di un figlio tra le tue braccia? Il vento fresco che corre tra le foglie di un bosco in un afoso pomeriggio estivo? Tutte queste cose non si possono razionalizzare. Prova a spiegarle, se ti va, ma fa attenzione: non appena pronuncerai una sola parola sul senso di meraviglia che ti trasmettono, smetterai di provare quella sensazione. Prova a descriverne l’essenza, e non saprai più cos’è. Forse solo certe forme d’arte, come la poesia e la musica, riescono in questa impresa.
Se un fiore viene aggredito dalle erbacce, che cosa fai? Gli metti un altro fiore davanti per proteggerlo? Aggiungi più terra? Lo annaffi di più? Lo rimproveri? Lo strappi? No, non fai niente di tutto questo. L’unica cosa sensata è occuparti delle erbacce. Eliminarle. Il problema con la felicità è che le persone credono sia una questione di aggiungere qualcosa. E invece si è felici quando si elimina ciò che ci fa soffrire. Il segreto per la felicità è smettere di essere infelici.