“L'intesa mentale fa paura, perchè di un bel corpo puoi farne a meno, ma di una mente che si incastra con la tua no.”
Sade Olutola

Origami Around
Sweet Seals For You, Always
Lint Roller? I Barely Know Her
he wasn't even looking at me and he found me

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wallacepolsom

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One Nice Bug Per Day

PR's Tumblrdome
we're not kids anymore.

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Stranger Things
Peter Solarz
Xuebing Du
"I'm Dorothy Gale from Kansas"

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@nonscordarmii
“L'intesa mentale fa paura, perchè di un bel corpo puoi farne a meno, ma di una mente che si incastra con la tua no.”
“Non fatemi guerra che poi la perdete.”
- @lafille-118
c'è questa cosa che mi succede quando soffro troppo, prendo le distanze da ogni cosa e cerco di scomparire dalla vista di tutto e tutti per sentirmi leggera leggera
Cara
“La capacità di fare ciò che è meglio quando è diverso da ciò che si desidera è sinonimo di maturità.”
— [Marcia Grad Powers, La principessa che credeva nelle favole]
“Viene un'epoca in cui ci si rende conto che tutto ciò che facciamo diventerà a suo tempo un ricordo. È la maturità. Per arrivarci bisogna appunto già avere dei ricordi.”
— Cesare Pavese, da Il mestiere di vivere, appunto del 1 ott. 1944
“Quella notte è andata così… non c'è stato il lieto fine. Eppure me la ricorderò sempre perché era una notte speciale. Ma io la magia di quella notte, come spesso succede nella vita, non l'ho più ritrovata.”
— Notte prima degli esami
“Succede che una mattina ti alzi senza dover leggere 2 capitoli in 10 minuti per l'interrogazione di storia che “tanto non ci vuole niente, lo faccio domani mattina”. Succede che una mattina esci di casa senza dover aspettare 30 minuti che scatti la seconda ora per saltarti quella lezione odiosa di fisica. Succede che trascorri la mattina senza vedere quella persone che ti hanno torturato/ amato per ben 5 anni e che tu, a tua volta, hai torturato/amato allo stesso modo se non peggio. Succede che, finita la mattinata, non avrai più compiti da fare dopo pranzo. Succede che arriverà una mattina in cui tutto finirà, le campanelle non suoneranno più, i professori non ti interrogheranno più, i bidelli non ti urleranno più contro e la vita scorrerà diversamente, senza la scansione delle materie su una griglia nel tuo diario. Succederà, un giorno, che una mattina ti alzerai, ti guarderai allo specchio e ti rimboccherai le maniche per andarti a prendere la tua vita, mentre sul volto un sorriso malinconico nasce ricordando i tempi in cui il compito di matematica ti sembrava fosse così difficile.”
— Zoe.
“La tua età non definisce la tua maturità. I tuoi voti non definiscono la tua intelligenza. E le voci altrui non definiscono chi sei.”
— Cit. Tradotta
Tu non sei, non sarai e non vali un numero.
“Quando l'ignoranza sparla e rosica, l'intelligenza osserva, ascolta e se la ride.”
—
Ti iscrivi alla superiori e pensi che quei cinque anni non passeranno mai. Guardi le classi cambiare, i professioni invecchiare e i tuoi compagni crescere. Odi il posto in cui sei e le persone che vedi, non vedi una via di uscita o una fine ad un percorso che sembra infinito. E poi in un attimo accade che in quella quinta ci sei tu, e che alla fine ci arrivi davvero, e in un attimo ti accorgi di essere cresciuto e un po’ invecchiato, ti accorgi di come eri piccolo quando tra quelle mura ci sei arrivato. Cerchi di capire come quei cinque anni siano passati così velocemente, in quel modo così assurdo e veloce da sembrare cinque minuti. E allora tutte le giornate diventano minuti e gli anni istanti, di quelli che tutti definivano “ gli anni migliori delle tua vita” ma che per te,sono stai un incubo. Istanti di mattinate che sembravano la fine e altre passate a dormire, se sul banco o direttamente non tuo letto, non ha molta importanza. E allora ti accorgi che non mentivano, quando dicevano che tutto sarebbe finito in fretta e che alla fine, il tempo sarebbe volato. Quel grosso esame che ti terrorizza è li a testimoniare che alla fine ci sei arrivato davvero e non in importa come o con quanta forza, ci sei arrivato. Ci sarà qualcun altro al tuo posto che ti guarderà andare via, che vedrà i tuoi professori invecchiare e i suoi compagni crescere. Poco importa se tu sarai lì a guardare. Ci saranno altri a fare discorsi con la tua bidella o a scrivere sui centesimi alla macchinetta. Altri si perderanno in quei lunghi e brevissimi cinque anni di gioie e dolori, che porterai con te per sempre. A te non resta che affrontare l'ultima e la prima grande prova della tua vita per poi scattare un bel selfie dove fai il medio alla tua scuola e mandare finalmente affanculo i tuoi professori. Vivi questa notte prima degli esami come una conquista, come la conquista di chi, alla fine c'è riuscito.
“Quella notte è andata così… non c'è stato il lieto fine. Eppure me la ricorderò sempre perché era una notte speciale. Ma io la magia di quella notte, come spesso succede nella vita, non l'ho più ritrovata.”
— Notte prima degli esami
· Godeteveli questi giorni tra i banchi di scuola, che sia il vostro ultimo anno, che sia il vostro primo anno, perché una cosa è certa: sono anni che non torneranno. Godetevi quei banchi quei corridoi le paure le ansie le bestemmie i professori stronzi quelli finti buoni e poi i compagni amati, ma anche quelli odiati e godetevi i compiti le interrogazioni, ma, soprattutto, le risate. Godetevi tutto: i cambi, le ricreazioni, i progetti, i corridoi, i due e i quattro i sei strappati per miracolo i minuti contanti per vedere il vostro lui o la vostra lei nel corridoio, le liti, i vaffanculo, perché non tornerà niente. Non abbiate paura di nulla, perché anche quando tremerete di paura perché anche quando penserete ‘Sto morendo’, non sarà vero niente, anzi starete vivendo un sacco, starete vivendo forte. Godeteveli quei banchi e questi giorni in quella scuola che tanto odiate - la vostra. Godetevi i respiri profondi, le risate, essere ragazzi - perché quando uscirete da quel liceo dopo la maturità dopo la notte delle notti dopo la notte prima degli esami che è una notte speciale inizierete ad essere grandi - le volte in cui urlerete 'Questa volta non ce la faccio’ e ricordatevi che ce la fate sempre, se solo volete, perché l'unico blocco che avete sono quelle quattro parole che vi ripetete 'Non ce la faccio’ e non fatevi convincere di niente: che non siete in grado di superare le vostre paure e i vostri limiti, perché non ne avete. Godetevi questi anni, perché questi anni sono pieni di vita, di paura, di speranza, di voglia, pure se passerete cento giorni con la testa abbassata sulla scrivania, ma ne varrà la pena - credetemi - e se posso darvi un consiglio: studiate sì, ma, soprattutto, divertitevi. Godetevi questi anni e non pensate al voto, perché non siete un voto e certo fa schifo pensare che qualcuno possa classificarvi come un numero, ma voi non vi arrendete: mostrate che siete molto di più - di un voto scritto su un pezzo di carta, perché quello che tu sei vale tanto e tanto di più, vale di più. Non valete quello che un professore giudica: pure se si mostra vostro amico. E ai ragazzi di quinto, che devono affrontare la maturità, voglio dire di non temerla né di odiarla né di convincersi di essere quel voto in centesimi scritto nero su bianco a metà luglio, dato da metà professori sconosciuti, arrivati per dimostrarvi che non valete niente e da un'altra metà che finge di stare dalla vostra parte, ma sa già “quanto valete” e combatte per voi solo per dimostrare che valete tutto e non perché lo pensano davvero ma soltanto per riscattare loro stessi con i membri esterni. Godetevi questi anni e fate tutto quello che dovete fare: in fondo, com'è che si dice? Meglio un rimorso che un rimpianto. Dimostrate chi siete e non abbiate paura e non fatevi ingannare dalle parole. Godetevi questi anni e la vostra scuola, perché in questi anni e in quella scuola resterà una parte della vostra vita, della vostra adolescenza, del vostro insegnamento e del vostro cuore. Godetevi tutto quello che c'è tra quelle mura, tanto odiate quanto amate Date un senso a tutto: a questa vita a questi giorni, a quei banchi a quei libri. Studiate per voi crescete per voi stessi, perché in questa vita tutto quello che facciamo lo dobbiamo fare per noi. Buona fortuna che non so se si dice o se invece porta sfiga, ma tanto quello che conta è essere felice e godersi ogni attimo di ogni momento di ogni anno ed allora buona fortuna e buon anno scolastico. Ad maiora! ·
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