DEtaILs
Not today Justin
No title available
$LAYYYTER
wallacepolsom

祝日 / Permanent Vacation

Love Begins
we're not kids anymore.
RMH
🪼
cherry valley forever
noise dept.
No title available

★

Kiana Khansmith
Jules of Nature
todays bird
Claire Keane
Misplaced Lens Cap
occasionally subtle
Peter Solarz
seen from United States

seen from Iraq

seen from Türkiye

seen from United States
seen from United States

seen from United States
seen from United States
seen from Sweden
seen from United Kingdom

seen from United States

seen from United Kingdom
seen from Argentina

seen from Netherlands

seen from Malaysia

seen from T1
seen from United States
seen from United States
seen from Luxembourg

seen from Germany

seen from Türkiye
@notforallblog
DEtaILs
Osserva il gregge che pascola davanti a te:
non sa che cosa sia ieri, che cosa sia oggi:
salta intorno, mangia, digerisce, salta di nuovo.
È così dal mattino alla sera e giorno dopo giorno, legato brevemente con il suo piacere ed il suo dispiacere, attaccato cioè al piolo dell'attimo e perciò né triste né annoiato ...
L'uomo chiese una volta all'animale:
"Perché mi guardi soltanto senza parlarmi della felicità?"
L'animale voleva rispondere e dice:
"Ciò avviene perché dimentico subito quello che volevo dire" – ma dimenticò subito anche questa risposta e tacque: così l'uomo se ne meravigliò. Ma egli si meravigliò anche di se stesso, di non poter imparare a dimenticare e di essere sempre accanto al passato:
per quanto lontano egli vada e per quanto velocemente, la catena lo accompagna.
FRIEDRICH NIETZSCHE
[Considerazioni inattuali, 1874]
[...]
Sono il maestro lunare di tutti i sogni, il musicista solenne di tutti i silenzi.
Si ricorda di ciò che ha pensato, quando, sola, si è trovata davanti a un grande paesaggio di alberi e al chiaro di luna?
Non se lo ricorda, perchè ha pensato a me e, deve saperlo, in verità io non esisto.
Se esiste qualcosa, non lo so.
Le aspirazioni vaghe, i desideri futili, la noia del quotidiano, anche quando la amiamo, la noia di ciò che non annoia, tutto questo è opera mia, nata quando disteso ai margini dei grandi fiumi dell'abisso, penso che nemmeno io so nulla.
Così, il mio pensiero discende, come vago effluvio, nelle anime degli uomini ed essi si sentono diversi da loro stessi.
Sono l'eterno Differente, l'eterno Procrastinato, il Superfluo dell'Abisso.
Sono stato escluso dalla Creazione.
Sono il Dio dei mondi che furono prima del Mondo - i re di Edom che mal regnarono prima di Israele.
La mia presenza in questo universo è quella di chi non è stato invitato.
Conservo con me memorie di cose che non sono arrivate a essere ma che sono state sul punto di essere.
(E dunque, faccia non vide faccia non c'era equilibrio).
La verità, tuttavia, è che non esisto,né io, né qualcos'altro.
Tutto quest'universo e tutti gli altri universi, con i loro diversi creatori e i loro diversi Satana - più o meno perfetti e addestrati - sono dei vuoti nel vuoto, dei nulla che girano, satelliti nell'orbita inutile di nessuna cosa. [...]
Fernando Pessoa
[da L'ora del Diavolo]
02024090
Che possa un giorno non troppo lontano essere davvero la Festa della mamma per tutti ...
❤️
Biglietto lasciato prima di non andar via
Il mio viaggiare
è stato tutto un restare
qua,
dove non fui mai.
Giorgio Caproni
[81025060]
Visto dall'alto.
Su un viottolo giace uno scarabeo morto.
Tre paia di zampette ripiegate con cura sul ventre.
Invece del disordine della morte - ordine e pulizia.
L'orrore di questo spettacolo è moderato,
la sua portata locale, dalla gramigna alla menta.
La tristezza non si trasmette.
Il cielo è azzurro.
Per nostra tranquillità – gli animali non muoiono
ma crepano d'una morte per così dire più piatta,
perdendo - vogliamo crederlo – meno sensibilità e mondo
uscendo – così ci pare - da una scena meno tragica.
Le loro animucce mansuete non ci ossessionano la notte,
mantengono la distanza,
conoscono i mores.
E così questo scarabeo morto sul viottolo
brilla non compianto verso il sole.
Basta pensarci per la durata di uno sguardo:
sembra che non gli sia accaduto nulla d'importante.
L'importante, pare, riguarda noi.
Solo la nostra vita, solo la nostra morte,
una morte che gode di una forzata precedenza.
Wislawa Szymborska
Guarda "Alessandra De Luca | Monologo | Basta che Funzioni | Woody Allen" su YouTube
Perché volete ascoltare la mia storia?
Ci siamo già incontrati?
Ci siamo simpatici?
Sentite ve lo dico subito, ok, io non sono un tipo simpatico, la simpatia non è mai stata una priorità per me, e per essere chiari, questo non è un film per oh quanto mi sento bene.
Se siete di quegli idioti che devono sentirsi bene, fatevi fare un massaggio ai piedi.
[...]
Ma qual'è il signficato di tutto?
Niente.
Zero.
Nulla.
Tutto finisce in niente.
Anche se non mancano gli idioti farfuglianti.
Non parlo di me.
Io una visione ce l'ho.
Sto parlando di voi.
Dei vostri amici.
Dei vostri colleghi.
Dei vostri giornali.
Della TV.
Tutti molto felici di fare chiacchiere.
Completamente disinformati.
Morale. Scienza. Religione. Politica. Sport. Amore. I vostri investimenti. I vostri figli. La salute.
Cazzo, se devo mangiare nove porzioni di frutta al giorno per vivere, non voglio vivere. Io detesto la frutta e la verdura. E i vostri omega 3. E i tapis roulant. E l'elettrocardiogramma. E la mammografia. E la risonanza pelvica. E, oh mio dio, la colonscopia.
E con tutto ciò, arriva sempre il giorno incui vi ficcano in una scatola.
E avanti con un'altra generazione di idioti, i quali vi diranno tutto sulla vita, e decideranno per voi quello che è appropriato.
Mio padre si è suicidato perché i giornali del mattino lo deprimevano.
E lo potete biasimare?
Con l'orrore, la corruzione, l'ignoranza, e la povertà, i genocidi, e l'AIDS, e il riscaldamento globale, e il terrorismo, e quegli idioti dei valori della famiglia, e quei maniaci delle armi.
L'orrore dice Kurz, alla fine di Cuore di Tenebra, l'orrore.
E beato lui non distribuivano il Times nella giungla, se no l'avrebbe visto l'orrore.
Che si può fare?
Leggete di qualche massacro nel Darfur o di uno scuolabus fatto esplodere, e attaccate: oh mio dio l'orrore!
Poi girate pagina e finite le vostre uova di galline ruspanti.
Perché tanto che si può fare?
Si è sopraffatti.
Anch'io ho tentato di suicidarmi.
Ovviamente non ha funzionato.
Perché mai volete sentire queste cose. Voi avete già i vostri di problemi. Sono sicuro che siete ossessionati da un gran numero di tristi speranze e sogni, dalle vostre prevedibilmente insoddisfacenti vite amorose, dai vostri falliti affari, ah se solo avessi comprato quelle azioni, se solo avessi comprato quella casa anni fa, se solo c'avessi provato con quella donna, se questo, se quello, sapete una cosa, risparmiatemi i vostri avrei potuto avrei dovuto.
Come mia madre diceva sempre se mia nonna avesse le ruote sarebbe una carrozza.
Mia madre le ruote non le aveva, aveva le vene varicose.
Eppure, la signora ha partorito una mente brillante, mi hanno preso in considerazione per il Nobel per la fisica.
Non l'ho ottenuto, però si sa, è tutta politica, come ogni altra finta onoreficenza.
Detto tra noi?
Non crediate che io sia amareggiato per qualche batosta personale. Per gli standard di una insensata e barbarica civiltà, sono stato piuttosto fortunato.
Boris Yelnikoff
Guarda "Milva - Bella Ciao-Fischia il Vento (canti dei Partigiani)" su YouTube
Ora e sempre resistenza
🇮🇹 25 aprile 2021 🇮🇹
Sarà sempre così?
Questa impossibilità di trovare la certezza di uno stato d'animo, di una fase, di un umore, mai.
Siamo tutti seduti su delle altalene.
Anaïs Nin
deTAilS
[717022]
DeTAils
[717022]
aporìa s. f.
[dal gr. ἀπορία «difficoltà, incertezza», der. di ἀπορέω «essere incerto»].
– In filosofia, difficoltà di fronte alla quale viene a trovarsi il pensiero nella sua ricerca, sia che di tale difficoltà si ritenga raggiungibile la soluzione sia che essa appaia intrinseca alla natura stessa della cosa e quindi ineliminabile.
Fonte Treccani
[717022]
deTAilS
[717022]
Una vita all'istante.
Spettacolo senza prove.
Corpo senza modifiche.
Testa senza riflessione.
Non conosco la parte che recito.
So solo che è la mia, non mutabile.
Il soggetto della pièce
va indovinato direttamente in scena.
Mal preparata all'onore di vivere,
reggo a fatica il ritmo imposto dell'azione.
Improvviso, benché detesti improvvisare.
Inciampo a ogni passo nella mia ignoranza.
Il mio modo di fare sa di provinciale.
I miei istinti hanno del dilettante.
L'agitazione, che mi scusa, tanto più mi umilia.
Sento come crudeli le attenuanti.
Parole e impulsi non revocabili,
stelle non calcolate,
il carattere come un capotto abbandonato in corsa -
ecco gli esiti penosi di tale fulmineità.
Poter provare prima, almeno un mercoledì,
o replicare ancora una volta, almeno un giovedì!
Ma qui già sopraggiunge il venerdì
con un copione che non conosco.
Mi chiedo se sia giusto
(con voce rauca,
perché neanche l'ho potuta schiarire tra le quinte).
Illusorio pensare che sia solo un esame superficiale,
fatto in un locale provvisorio.
No.
Sto sulla scena e vedo quant'è solida.
Mi colpisce la precisione di ogni attrezzo.
Il girevole è già in funzione da tempo.
Anche le nebulose più lontane sono state accese.
Oh, non ho dubbi che questa sia la prima.
E qualunque cosa io faccia,
si muterà per sempre in ciò che ho fatto.
Wislawa Szymborska
Non si può vivere tutto,
e l'importante è vivere l'essenziale,
e ciascuno di noi ha il "Suo Essenziale" ...
Marc Levy
[March 29, 2021]
Quando leggemmo il disiato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.
Dante Alighieri
[Divina Commedia, Inferno, Canto V]
[812130]
deTAilS
[812130]