KIROKAZE
wallacepolsom
One Nice Bug Per Day
Fai_Ryy

if i look back, i am lost
Game of Thrones Daily
🩵 avery cochrane 🩵
ojovivo

PR's Tumblrdome
macklin celebrini has autism
noise dept.

Love Begins

#extradirty

No title available

Discoholic 🪩

gracie abrams
we're not kids anymore.

No title available

tannertan36
taylor price

seen from United Kingdom

seen from India
seen from China

seen from Malaysia
seen from India

seen from Australia
seen from United States
seen from Malaysia

seen from Malaysia
seen from United States
seen from United States
seen from United Kingdom
seen from United States

seen from Oman

seen from Türkiye
seen from United States

seen from United States
seen from Brazil
seen from Canada

seen from United Kingdom
@nourarebours
Il senso terribile che tutto quel che si fa è storto, e quel che si pensa e quel che si è. Nulla può salvarti perché qualunque decisione tu prenda sai che sei storto e così la tua decisione.
Cesare Pavese, Il mestiere di vivere (27 nov. 1945)
In sostanza chiedevo un letargo, un anestetico, la certezza di essere ben nascosto. Non chiedevo la pace del mondo, chiedevo la mia.
Cesare Pavese, La casa in collina (via lelettere)
In sostanza chiedevo un letargo, un anestetico, la certezza di essere ben nascosto. Non chiedevo la pace nel mondo, chiedevo la mia.
Cesare Pavese, La casa in collina. (via parole-chelascianoilsegno)
J'écrivais des silences, des nuits, je notais l'inexprimable. Je fixais des vertiges.
Rimbaud (via tournevole)
… Mais si l’on a manqué sa vie On songe avec un peu d’envie A tous ces bonheurs entrevus Aux baisers qu’on n’osa pas prendre Aux coeurs qui doivent vous attendre Aux yeux qu’on n’a jamais revus.
- Antoine Pol (1888-1971), da “Les Passantes”, extrait des “Emotions poétiques”
•••••
…Ma se la vita smette di aiutarti è più difficile dimenticarti di quelle felicità intraviste dei baci che non si è osato dare delle occasioni lasciate ad aspettare degli occhi mai più rivisti.
- da “Le passanti”, versione italiana di Fabrizio De Andrè (Canzoni, 1974)
When you overthink everything.
Porto dentro il mio cuore, come un cofanetto pieno che non si può chiudere, tutti i luoghi dove sono stato, tutti i porti a cui sono arrivato, tutti i paesaggi che ho visto da finestre o da oblò, o dai ponti di poppa delle navi, sognando, e tutto questo, che è tanto, è poco per quello che voglio. Ho viaggiato per più terre di quelle che ho toccato... Ho visto più paesaggi di quelli su cui ho posato gli occhi... Ho fatto esperienza di più sensazioni di tutte le sensazioni che ho sentito, perché, per quanto sentissi, sempre qualcosa mi mancava, e la vita sempre mi afflisse, sempre fu poco, e io infelice. Non so se la vita è poco o è molto per me. Non so se sento troppo o poco, non so Se mi manca lo scrupolo spirituale, il punto di Appoggio dell'intelligenza, la consanguineità con il mistero delle cose, scossa ai contatti, sangue sotto i colpi, fremito ai rumori, o se un altro significato più comodo e felice c'è per questo. Sia come si vuole, era meglio non essere nato, perché , per quanto interessante in ogni momento, la vita finisce per dolere, nauseare, tagliare, radere, stridere, a dar voglia di urlare, saltare, restare per terra, uscire fuori da tutte le case, da tutte le logiche e da tutte le pensiline, e andare a essere selvaggi verso la morte fra alberi e oblii, fra cadute, e pericoli e assenza del domani, e tutto ciò dovrebbe essere un'altra cosa più vicina a ciò che penso, a ciò che penso o sento, che non so nemmeno cosa sia, oh vita.
Porto dentro il mio cuore - Fernardo Pessoa
Pavese (che manda a quel paese Einaudi).
1. warm air 2. gin & tonic 3. rough kisses