Non so se riuscirò mai ad amarti, per adesso mi accontento dei nostri abbracci sotto le stelle e della mia mano nella tua. Dovrai insegnarmi ad amare.
E ci sei riuscito.
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Non so se riuscirò mai ad amarti, per adesso mi accontento dei nostri abbracci sotto le stelle e della mia mano nella tua. Dovrai insegnarmi ad amare.
E ci sei riuscito.
Ma quando ti viene quella voglia pazzesca di piangere, che proprio ti strizza tutto, che non la riesci a fermare, allora non c'è verso di spiccicare una sola parola, non esce più niente, ti torna tutto indietro, tutto dentro, ingoiato da quei dannati singhiozzi, naufragato nel silenzio di quelle stupide lacrime. Maledizione. Con tutto quello che uno vorrebbe dire… e invece niente, non esce fuori niente. Si può essere fatti peggio di così?
Alessandro Baricco, Castelli di Rabbia. (via ilcuorechiusoincassaforte)
Ma chiunque abbia avuto un dolore così grande da piangerci fino a non avere più lacrime, sa bene che a un certo momento si arriva a una specie di tranquilla malinconia, una sorta di calma, quasi la certezza che non succederà più nulla.
C. S. Lewis, Le cronache di Narnia - Il leone, la strega e l'armadio (via lamentedellelefante)
as u can see I don’t actually know how to draw
A te che mi chiedi
come si fa a scrivere,
io dico: avendo dentro un dolore tremendo.
Alda Merini
Sei vivo.
E’ così bello potersi fermare, un attimo , e constatare che si è vivi. Sono viva. Io, ora, seduta sulla sedia, coi gomiti appoggiati sulla scrivania, sono viva. Coi capelli bagnati, con i pensieri in testa e sottopelle, con la musica nelle orecchie e sottopelle, sono viva. Tu, che stai leggendo, sei vivo. Tu, sotto le coperte del letto con le guance rigate, tu sdraiata sul tappetto dall'aria annoiata, tu seduto sul divano, tu accasciata sulla scrivania con matematica sotto le braccia, tu in stazione, tu sul treno, tu in giardino, tu che canti, che ascolti tutti, che leggi tutto, tu che sei; tu tu tu sei vivo. Tu respiri. Ora, in questo preciso istante, qualcuno sta morendo. Qualcuno sta piangendo per la propria vita, qualcuno la sta rimpiangendo. Non ti sto invitando a vivere la vita come se fosse perennemente l'ultimo giorno; ti sto solo chiedendo, per quanto possa sembrare difficile, di apprezzarla. Di sorridere. Per me. Ma, soprattutto, per te. Per te.
Si conobbero. Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s’era mai saputo. E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre mai s’era potuta riconoscere così.
Italo Calvino (via acosmicvojd)
vorrei i miei silenzi
Mi sento strettissima. Mi sta tutto scomodo, mi sta tutto troppo stretto, mi sento inglobata, rinchiusa, infastidita. Tutto sotto la pelle vibra e non sa stare fermo, tutto gira dentro di me, tutto si muove e si irrita, mi sento in trappola e più mi agito più mi schiacciano, più mi fermo e più tutto si agita. E’ come se.. è come se il vento non fosse abbastanza forte e il sole non scaldasse abbastanza, è come se fosse tutto troppo chiaro, troppo ai margini , tutto troppo lontano ed è come se io stessi in mezzo a queste lande scolorite: io sono in mezzo e mi sento soffocare da questo vuoto che mi spezza, che mi limita, che mi dice cosa devo fare; sono immobile ma dentro si muove tutto, lo sento sottopelle e fa male, fa male resistergli , fa male restare fermi quando sotto gli occhi e sotto le labbra bruciano parole, idee, sensazioni a cui non so dare un nome che si agitano come onde piene ed irresistibili. E’ difficile restare fermi. E mi stringe, tutto si stringe, il fiato è corto, quel freddo che parte dalla gola mi avvolge; è tutto così fermo, è tutto così immobile che mi spezza. Non so neanche cosa vorrei, sinceramente. Mi agito. All’improvviso arriva il freddo e quella sensazione che mi fa tendere le dita, che mi blocca i muscoli, all’improvviso arriva e non so più cosa vorrei e cadono una ad una le certezze, le primavere, i profumi e le occasioni da cogliere al volo. Tutto cade ed io non so far altro che dire che non so cosa fare. Forse vorrei tremendamente che qualcuno mi prendesse per mano e mi dicesse che è normale , che fa parte del gioco soffocare ogni tanto, che fa parte della felicità avere ogni tanto il vento in faccia che ti soffoca e che ferma tutto di botto, vorrei che mi dicessero così e che mi insegnassero a non piangere, a non fermarmi, a non spaventarmi se rimango senza aria nei polmoni, senza un filo logico, senza un piano. Vorrei allontanare tutto e stare in silenzio, aspettare le nuove primavere, ascoltare note lontane, lievi, vorrei aria leggera, vorrei abbracci leggeri e forti da morire, vorrei parole da leggere, vorrei amare come si deve, vorrei non soffocare più, vorrei i miei spazi coi miei silenzi.