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@oceanidicasualitaintersecate
Quale meraviglioso crimine ho commesso? Ho goduto di un corpo che mi offrì un fiume inebriante e il sussulto della vita.
- Maram al - Masri -
(...) Seppe allora, con una saggezza che non aveva mai avuto prima, che a un uomo sarebbe accaduto sempre così, non erano i conflitti e la pena e il trionfo, non gli imperi e le stelle e le lotte ciò a cui la memoria aderiva più a lungo. Erano le piccole cose, l’eco del riso di una ragazza, il grido degli uccelli portato dal vento marino, lo splendore di un lontano tramonto, che un uomo ricordava, che avrebbe sempre ricordato quando ogni altra cosa fosse scomparsa.
(Leigh Brackett)
"se lo ha, la via è buona".
Quando ti viene nostalgia non è mancanza. È presenza di persone, luoghi, emozioni che tornano a trovarti
(Erri De Luca)
“Clearing” (2008), Nashville, Tennessee, by Jack Spencer, from This Land | Issue 96, Spring 2017
Una strada quieta, priva di incroci, rettilineo somigliante all'idea di amore che tutti hanno. Procedono ombre nel meriggio,... apostoli di luce in fila come lampionai che migrano verso un'idea di dio, televisioni accese, futuri alle finestre, distratto ti penso senza più sapere chi sei o dove. (CDP)
Ieri non resuscita. Quello che è dietro non conta. Quel che vivemmo già non è più L’alba ci consegna la prima ora... la prima ora di un’altra vita. La sola nostra verità è il giorno che comincia.
(José Emilio Pacheco, da "L’età delle tenebre")
Per vivere con onore bisogna struggersi, turbarsi, battersi, sbagliare, ricominciare da capo e buttar via tutto, e di nuovo ricominciare a lottare e perdere eternamente. La calma è una vigliaccheria dell'anima.
(Lev Tolstoj)
"Ho imparato che ci sono amori impossibili, amori incompiuti, amori che potevano essere e non sono stati. Ho imparato che è meglio una scia bruciante, anche se lascia una cicatrice : meglio l'incendio che un cuore d'inverno!"
(Ferzan Ozpetek)
" Aveva amato e attraverso l'amore aveva trovato se stesso. La maggior parte degli uomini ama invece per perdersi. "
(Demian- Hermann Hesse)
Le delusioni aprono gli occhi e chiudono il cuore. Niente ferisce di più.
Si spengono le luci della città. Si versa liscio il gran pallore sulla tua pelle. Sono dentro di te. Chiamo da dentro. Ti chiamo qui dove convergono rombando i fiumi e rotola giù il cielo... nel corpo umano, sollevando con sé creature mortali e cose — anatre selvatiche, bufali, finestre, i tuoi sandali estivi, un tuo braccialetto, un riccio di mare, due colombi, nel recinto aperto di un’inspiegabile, non richiesta immortalità.
(da “Parola carnale”, 1981 in Ghiannis Ritsos, Erotica)
Tutti abbiamo bisogno di qualcuno che ci guardi. A seconda del tipo di sguardo sotto il quale vogliamo vivere, potremmo essere suddivisi in quattro categorie. La prima categoria desidera lo sguardo di un numero infinito di occhi anonimi: in altri termini, desidera lo sguardo di un pubblico. La seconda categoria è composta da quelli che per vivere hanno bisogno dello sguardo di molti occhi a loro conosciuti. Essi sono più felici delle persone della prima categoria le quali, quando perdono il pubblico, hanno la sensazione che nella sala della loro vita si siano spente le luci. Succede, una volta o l’altra, quasi a tutti. Le persone della seconda categoria, invece, quegli sguardi riescono a procurarseli sempre. C’è poi la terza categoria, la categoria di quelli che hanno bisogno di essere davanti agli occhi della persona amata. La loro condizione è pericolosa quanto quella degli appartenenti alla prima categoria. Una volta o l’altra gli occhi della persona amata si chiuderanno e nella sala ci sarà il buio. E c’è infine una quarta categoria, la più rara, quella di coloro che vivono sotto lo sguardo immaginario di persone assenti. Sono i sognatori.
Milan Kundera, "L'insostenibile leggerezza dell'essere"