"Insomma, Cecilia non sapeva neppure che io esistessi. Certo, mentre scarpinavo la sera in collina per andare a prendere il latte in una cascina a monte, mi inventavo storie splendide, con lei rapita dalle Brigate Nere e io che correvo a salvarla, mentre le pallottole mi fischiavano intorno alla testa e facevano ciacc ciacc cadendo nelle stoppie, le rivelavo quello che lei non poteva sapere, che sotto mentite spoglie dirigevo la resistenza in tutto il Monferrato, e lei mi confessava che l'aveva sempre sperato, e a quel punto mi vergognavo, perché sentivo come una colata di miele nelle vene — vi giuro, non mi si inumidiva neppure il prepuzio, era un'altra cosa, ben più terribile e grandiosa — e tornato a casa andavo a confessarmi... Credo che il peccato, l'amore e la gloria siano quello, quando tu ti cali con le lenzuola intrecciate dalla finestra di Villa Triste, lei che ti stringe al collo, sospesa nel vuoto, e ti sussurra che aveva sempre sognato di te. Il resto è solo sesso, copula, perpetuazione della semenza infame.”