The Numinous Way of Pathei-Mathos
David Myatt translates "Nous" to Perceiverations, which I adore. I personally use "Constancy" in my particular parlance of pathei-mathos.
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The Numinous Way of Pathei-Mathos
David Myatt translates "Nous" to Perceiverations, which I adore. I personally use "Constancy" in my particular parlance of pathei-mathos.
King Oedipus has, perhaps, an eye too many. These sufferings of this man, they seem indescribable, unspeakable, inexpressible. Which comes when drama represents such things.... The sufferings of Oedipus seem like a poor man lamenting what he lacks. Son of Laios, poor stranger in Greece! Life is death, and death is also a life.
Friedrich Hölderlin, Hymns and Fragments (1984, 252)
Leopardi e la mia concezione di infinito
Io non posso avere una concezione dell’ infinito, poiché io sono finito.
Ma nonostante questa sottigliezza, accomunerei la concezione leopardiana di infinito, all'Abisso. Quest'ultimo è sempre a un passo dall'uomo, come l'immensità al di là della siepe. Solo che non è davanti a noi, ma rimane in agguato al di sotto, come una voragine che tutto divora (abyssus abyssum invocat= l’abisso invoca l’abisso). Il mio abissò è la malattia, ma non vorrei autoflagellarmi sulla eternità e cronicità della mia condizione (rimando all'infinito). Leopardi viene incatenato dalla troppa razionalità, che porta una tremenda consapevolezza degli eventi, come in un'infima spirale di pessimismo. Come Schopenhauer, Leopardi si creò una filosofia profondamente infelice. La depressione non si riesce a contrastare con la ragione, ha radici più profonde del piacere e alcuna speranza di uscita verso un'altra condizione più felice. Proprio questo mi dà l'idea di eternità. Così come per Prometeo infinita fu la sua condanna dopo aver elargito il fuoco agli uomini. Tuttavia, nel dolore stesso trovo una calma, una stasi, addirittura nel “naufragarci” ci trovo dolcezza infinita e umanità. Per i greci (Agamennone di Eschilo) Zeus impose agli esseri umani la dura legge di apprendimento attraverso la sofferenza (pathei mathos), indubbiamente non sarei la stessa persona senza tutte le esperienze traumatiche della mia esistenza, magari non sarei e basta. E comunque resterebbe una condizione di infinito.
«io sono convinto che l’uomo non rinuncerà mai alla vera, autentica sofferenza… Giacché la sofferenza è la vera origine della coscienza… In realtà io continuo a pormi una domanda oziosa: che cos’è meglio, una felicità da quattro soldi o delle sublimi sofferenze? Dite su, che cos’è meglio?»
F. Dostoevskij, Ricordi del sottosuolo
"You will grow in wisdom" sounds a little like "God bless you", but it's actually more like "may you live in interesting times".
Life is like playing your favorite game for the first time on expert level
If, for Schürmann, Antigone stands for the manner in which principles singularize the individual “under one law, through a withdrawal toward the other,” Oedipus stands for the manner in which tragic suffering opens a space for the individual between the thrust of the common necessary for life and the singularizing counter-thrust of mortality. The tenuous space of the individual, no longer singular but not yet particular, is ambiguous and difficult to inhabit. It is, as Schürmann says, “ravaged” by the thrust of natality and the undertow of mortality. Yet it is the very space in which a poetic politics first becomes possible as a way of being rooted with myriad others in the ravaged site between natality and mortality.
Christopher P. Long, Reiner Schürmann and the Poetics of Politics (2018, 26)
Παθει μαθος
[A Zeus che ha avviato i mortali
A essere saggi, che ha posto come valida legge
“saggezza attraverso la sofferenza”. ]
Inno a Zeus nell’Agamennone di Eschilo.
L’apprendimento attraverso il dolore, come unica fonte di conoscenza.