❮❮ Perché tu sei così, quando sei con gli amici ridi e scherzi, quando sei da solo a casa ti fai assalire dalle paranoie, dall’ansia, dalle preoccupazioni. Perché tu sei così, la notte ti fai prendere da una nostalgia lancinante e una malinconia distruttiva, cerchi di pensare ad altro ma non ci riesci, chiudi gli occhi e non riesci a dormire, la mattina dopo ti alzi dal letto demoralizzato e nervoso, cerchi sempre di tirare avanti, non riesci a liberarti da questo tormento, non riesci a trovare serenità e tranquillità. Perché tu sei così, non riesci a stare lontano dalle persone che ami, cerchi di essere forte ma poi crolli, dai cenni di sorrisi ma non sorridi mai veramente, ridi ma in realtà sono delle urla in cui chiunque avverte la tensione e i tuoi sforzi, chiunque se ne accorge che fatichi a non scoppiare a piangere. Perché tu sei così, aiuti tutti, ti accolli i problemi di tutti come se i tuoi non fossero abbastanza, scegli sempre gli altri piuttosto che te stesso, rialzi gli altri mentre tu cadi sempre più in basso, non sei mai sicuro di te. Perché tu sei così, hai occhi solo per vedere le cose negative, sei così negativo e pessimista che quando ti capitano cose belle tu non le vivi mai a fondo. Perché tu sei così, non ricordi neanche più com’è sentirsi amato, sentirsi bene con se stesso, ti sei sempre messo da parte, ti sei sempre nascosto, hai dato sempre una parte di te a ogni persona che ha fatto parte della tua vita, e ogni volta che qualcuno se ne andava si portava via una parte di te, e ora sei da solo senza te stesso, ti hanno portato via la forza e le sicurezze, e ti hanno lasciato tra paranoie e incertezze, ti hanno portato via la tranquillità e la libertà, e tu non fai altro che continuare a fidarti, hai ancora ingenuamente fiducia nel genere umano, fiducia in tutti ma mai in te stesso. ❯❯ / 17 anni,Roma/
“Non è detto che la felicità significhi una vita senza problemi. La vita felice viene dal superamento dei problemi, dalla lotta contro i problemi, dal risolvere le difficoltà, le sfide. Bisogna affrontare le sfide, fare del proprio meglio, sforzarsi. Si raggiunge la felicità quando ci si rende conto di riuscire a controllare le sfide poste dal fato.”
Cos'è che non basta di noi?
Saperti distante
non viverti mai
ma cos'è che ci tiene legati?
Le tue parole lontane
chilometri ingannevoli
dimmi una cosa:
sai ancora sognare?
Alice Giaquinta - Al mare ad amare, pagina Facebook. (via comefiorialvento)
Perchè se un giorno ti svegli e scopri che ti manco
E il tuo cuore comincia a chiedersi dove potrei mai essere su questa terra
Penso che forse tornerai qui in questo posto dove ci siamo incontrati
E mi vedrai aspettarti all'angolo della strada
Quindi non mi muoverò, non mi muoverò
non mi muoverò, non mi muoverò.
The Script - The Man Who Can’t Be Moved
(via ilragazzoluna)
C'era una sottile ma sostanziale differenza
tra i suoi abbracci
e quelli degli altri
e la si poteva notare da molte cose, partendo ad esempio
dal secondo prima di stringermi,
i suoi occhi luminosi,
lo sguardo di chi al buio cerca la luce,
e la frazione di secondo dopo che racchiude il momento più cruciale,
significativo, ossia il momento in cui posiziona
le sue braccia intorno a te,
che sembra una cosa facile se ci stai a pensare,
ma la verità è che ci sono mille e mille modi per posizionare le braccia intorno a qualcuno, e lui lo faceva nel modo più giusto,
più adeguato,
il modo in cui posizionava delicatamente le dita
sulla mia schiena
e poi mi attirava a sé di scatto, con l'impeto fugace
di qualcuno che ti vuole proteggere,
che concentra la sua forza senza farti male,
l'attimo rapido e fuggente di chi ti fa sentire al sicuro,
di chi piano piano ti fa entrare in casa sua e ti affitta il suo posto
lì, quel posto che batte sempre,
come una mano che bussa alla porta, quel posto tanto piccolo
quanto fragile.
Allora lui ti ci fa entrare,
ti stringe più forte,
serra le sue braccia intorno alla tua vita
come se volesse chiudere il lucchetto,
ti fa appoggiare la testa nell'incavo delle sue spalle
e ti fa ascoltare il suono veloce
e armonioso
del suo piccolo posticino, ti infonde il calore
di cui hai bisogno
e ti concede l'anima,
ti spoglia
senza muovere un dito
e ti fa sentire la pelle contro la pelle,
le ossa incastrate nelle ossa,
il battito accelerato,
il ritmo alternato delle sue dolci parole
con la melodia che arieggia intorno,
una melodia strana, di quelle così leggere che sembrano quasi
sfiorarti il viso,
uno di quei suoni cosi melodiosi
che ne senti le note scorrere nelle tue vene,
assieme al sangue che fluisce,
la gola che deglutisce,
e il nodo che pian piano si scioglie, mentre il respiro
si blocca per un po’, si calma,
si riposa sulle sue labbra e le racchiude
in un bacio,
uno solo,
un bacio in un abbraccio
che ti fa sentire a casa.
Sai
ogni tanto
ripenso a te,
a come stai,
a come non stai,
a come vorrei farti stare,
a cosa fai
e a cosa non abbiamo fatto,
alla musica che ascoltavi
e cosa ascoltavamo insieme,
a quella che ascolti adesso
e che io non posso sentire,
e posso solo sperare
che l'ascolti perché ti fa pensare a me,
alle mie battutte stupide
e alle mie scenate squallide,
ai libri che hai letto
e che non ho letto mai,
che però sto rimediando
scrivendo su di noi,
chissà i posti che frequenti
se son sempre gli stessi
o se non li frequenti più
perché ti ricordano me,
se indossi quel maglione
che dimenticasti a casa mia
e se ti chiedi lo stesso della felpa tua,
se rileggi ancora le frasi che ti dedicavo
che non l'hai mai saputo
ma le scrivevo io
e oggi non sai ancora
che io scrivo di te,
ma infondo cosa importa,
quando si chiude una porta
si apre un portone, no?
Ma io mentre la chiudevi quella porta
c'ho lasciato in mezzo il cuore
ed è rimasta socchiusa
per poter continuare
a sbirciare nella tua vita,
per rubarti i sorrisi che fai
senza nemmeno accorgertene,
per illudermi che
sia un mio ricordo a crearli.
Sei un casino, un vero disastro. Combini sempre pasticci, sbagli di continuo. Ti incarti in te stessa e poi non sai più come uscirne. Sei paranoica, piena di complessi e di domande. Ogni volta che fai qualcosa di stupido o insensato poi te ne penti e ti chiedi come tu possa essere così imperfetta, così complicata, così piena di difetti. A volte vorresti scomparire, perché pensi che il mondo non ti appartenga. A volte vorresti solo rimanere da sola, persa nei tuoi pensieri, in quel caos che c’è dentro di te. Sei un uragano, sei un vulcano in eruzione. Mille emozioni ti avvolgono. E ti senti così piccola, così impotente. E lo sei. Sei piccola e sei fragile. Hai l’anima negli occhi, hai un cuore che nonostante le cicatrici, le delusioni batte ancora. E’ ancora vivo. E tu, tu che ti senti così tremendamente imperfetta, non hai capito che sei semplicemente vera? Perché tu parli con gli occhi, tu parli con il cuore. Dai valore ad ogni singola cosa. Ogni piccola cosa per te è importante, ogni parola, ogni gesto. E non importa quanti sbagli farai perché sei speciale così come sei. Con le tue imperfezioni, con i tuoi difetti, con i tuoi errori e poco importa se qualcuno ti giudicherà o parlerà male di te… tu sai chi sei realmente. Rimani così. Rimani sempre te stessa.
(via becauseyouareonlyminee)
-fidati di te...- @pacii3blog - Tumblr Blog | Tumgag