Appena ho visto il trailer di questo film, sono andato a cercare il DVD o meglio il Blu-ray. Sentivo l’impellente necessità di averlo prima possibile. Non so spiegarne il motivo, o meglio si, ma non ne ero inizialmente consapevole, sapevo solo che guardare questo film mi avrebbe devastato.
Appena arrivato il pacchetto sono corso a prenderlo, l’ho scartato e appoggiato sulla mensola della libreria con estrema cautela, come se si trattasse di dinamite, mi sono allontanato piano piano e ho spento la luce.
Oggi, giornata di pioggia e di temporali, ho deciso di vederlo ed eccomi qui a raccontarvi le mie impressioni:
Prima di tutto vi consiglio di non cercare di capire, lasciatevi andare, non si tratta di un giallo o di un thriller, non c’è nulla da scoprire. Dovete immaginare di essere il protagonista, cercare di vedere quello che vede lui e ragionare come ragiona lui, poi alla fine … alla fine vi darà il colpo di grazia.
La forza di questo film non è quella di evidenziare “la malattia” ma di farvi entrare nella testa di un malato di “demenza senile” o di Alzheimer, cosa a mio avviso impossibile ma vi assicuro che ci va molto, molto vicino.
Tutto quello che ho visto l’ho vissuto, o meglio lo sto vivendo con mia madre, partita da una forte depressione, probabilmente dovuta alla perdita di una persona cara o ad altro, per poi sfociare in una demenza senile irreversibile.
Tutto quello che accade ad Anthony è probabilmente accaduto a mia madre, tutto o forse di più! La casa, le medicine, le urla, il pianto, la confusione inconsapevole, scambiare il sogno con la realtà:
- Non mi lasciare da sola
-Riportami a casa
-Voglio la mia mamma
- Chi sei?
Già, quando si arriva al “chi sei” ti accorgi che è finita, allora ti solleva pensare che finalmente la sua mente ha accettato la nuova realtà e il suo corpo ha trovato la pace.
Pace che tu non avrai mai più, io non avrò mai più perché ogni giorno mi domando se ho fatto abbastanza e se ho fatto la cosa giusta. La cosa brutta è che non lo saprò mai perché non posso sapere cosa quella testa ha passato negli ultimi anni…
perché NULLA E’ COME SEMBRA.
Grandissimo attore, grande film, purtroppo la maggior parte della gente non potrà capirlo fino in fondo, perlomeno chi non è stato toccato da questo problema.
Per me, la fase più brutta di questa malattia è il distacco del “paziente” dalla realtà vera alla realtà irreale.
Basta così, non riesco ad andare oltre, mi dispiace mamma, mi dispiace Anthony.