penso che mi illudo di non aver bisogno di questo mi illudo di non volerlo non desiderarlo ardentemente con tutte le mie forze e mi racconto che in fondo va bene così va bene uguale non fa niente.
e poi
invece
fa.
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@parafuckinoya
penso che mi illudo di non aver bisogno di questo mi illudo di non volerlo non desiderarlo ardentemente con tutte le mie forze e mi racconto che in fondo va bene così va bene uguale non fa niente.
e poi
invece
fa.
"Tu sei per me una creatura triste,
un fiore labile di poesia,
che, nell’istante stesso che lo godo
e tento inebriarmene,
sento fuggire lontano
tanto lontano,
per la miseria dell’anima mia,
la mia miseria triste.
Quando ti stringo pazzamente al cuore
e ti suggo la bocca,
a lungo, senza posa,
sono triste, bambina,
perché sento il mio cuore tanto stanco
di amarti cosí male.
Tu mi dài la tua bocca
e insieme ci sforziamo di godere
il nostro amore che sarà mai lieto
perché l’anima in noi è troppo stanca
dei sogni già sognati.
Ma sono io sono io il vile,
e tu sei tanto in alto
che, quando penso a te,
non mi resta che struggermi d’amore
per quel poco di gioia che mi dài,
non so se per capriccio o per pietà.
La tua bellezza è una bellezza triste
quale avrei mai osato di sognare,
ma, come tu mi hai detto, è solo un sogno.
Quando ti parlo le cose piú dolci
e ti stringo al mio cuore
e tu non pensi a me,
hai ragione, bambina:
io sono triste triste e tanto vile.
Ecco, tu sei per me
null’altro che una fragile illusione
dai grandi occhi di sogno,
che per un’ora mi si stringe al cuore
e mi ricolma tutto
di cose dolci, piene di rimpianto.
Cosí mi accade quando stancamente
mi struggo a infondere nei versi lievi
un mio spasimo triste.
Un fiore labile di poesia,
nulla di piú, mio amore.
Ma tu non sai, bambina,
e mai saprai ciò che mi fa soffrire.
Continuerò, piccolo fiore biondo,
che hai già tanto sofferto nella vita,
a contemplarti il viso che ti piange
anche quando sorride
– oh la dolcezza triste del tuo viso!
non saprai mai, bambina –
continuerò a adorare accanto a te
le tue piccole membra melodiose
che han la dolcezza della primavera
e son tanto struggenti e profumate
che io quasi impazzisco
al pensiero che un altro le amerà
stringendole al suo corpo.
Continuerò a adorarti,
e a baciarti e a soffrire,
finché tu un giorno mi dirai che tutto
dovrà essere finito.
E allora tu non sarai piú lontana
e non mi sentirò piú stanco il cuore,
ma urlerò dal dolore
e ribacerò in sogno
e mi stringerò al petto
l’illusione svanita.
E scriverò per te,
per il tuo ricordo straziante
pochi versi dolenti
che tu non leggerai più.
Ma a me staranno atroci
inchiodati nel cuore
per sempre."
(Cesare Pavese)
È esplosa la primavera.
Come posso disinnescarti
senza rischiare che tu mi esploda
in mezzo al petto?
quando / le pillole / per l'ansia
si sono trasformate / in pillole /di saggezza
M.E.P.
"sa di posto comodo, ma non di posto giusto"
"mi mancherà il colore delle tue unghie"
con un paio di forbici mi sfiguri il volto, per non correre il rischio di poter, un giorno, riconoscermi ancora.
“You were mine to adore, I was yours to regret”
(Neck Deep - Kick it)
parentesi iperboliche
di una realtà
che ci mette a tacere
non è vero
dormire nel tuo lato del letto
cose che odio del Natale:
ogni fottuta cosa.
(tranne le lucine e i mercatini, quelli sono belli)